Profilo BACHECA 6022
L’umorismo non serve a nulla con chi non sa ridere: è tempo perso.
È come descrivere un tramonto a qualcuno che rifiuta di aprire gli occhi.
L’ironia vive solo dove c’è curiosità e leggerezza; altrove cade nel vuoto, come una battuta raccontata al silenzio.
Chi non vuole coglierla sentirà solo parole, mai il sorriso nascosto tra le righe....
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Pensarti e non averti rende tutto più difficile.
Sei un pensiero costante che mi sfiora la mente; tutto di te mi appartiene.
Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente.Hanno sempre dovuto portare due pesi,quello privato e quello sociale.Le donne sono la colonna vertebrale delle società.
E sia questo l'assedio, il morso alla gola,
la vita che sbatte tra i polsi e non tace
non serve l'attesa, non serve parola
se il sangue nel petto non trova mai pace.
Si goda lo schiaffo, la furia, lo strazio,
la fame che scava e che il corpo divora...
non c'è nel mio cielo né tempo né spazio
per chi non sa farsi incendio, ed ancora.
Ciò che è difficile attrae, l’impossibile seduce, ciò che è complicato spaventa, ciò che è estremamente complicato innamora.
Ma tu, tu non dirgli che quando lo guardo vedo il mare,
che i suoi occhi hanno il tepore che senti
quando apri la porta di casa e ti senti al sicuro.
Non dirgli che quando leggo il suo nome sorrido
come si sorride ad un bimbo che ti saluta,
mentre cammini distrattamente per strada,
con la manina nella quale stringe i sogni,
che è dolcezza in un mondo di ghiaccio
e coraggio nel frastuono nel vuoto di troppe parole.
Continua a raccontargli della mia freddezza introversa, della mia armatura che diventa specchio della luna, ogni notte,
della solitudine che è il mio grido e la mia guerra,
delle lacrime che non vede nessuno
che sono stanchezza e forse paura.
Tu, tu non dirgli che non so più respirare
quando mi sfiora nel fruscìo dei pensieri.
Che quando mi guarda divento luce e ombra,
sale e riva,
musica e divenire.
Tu non dirgli che muoio per le sue carezze,
ad occhi chiusi, e che vivo per le sue mani,
quando divento marmo e creta.
Che lo amo glielo dirò io, un giorno.
Quando non sarà più un sogno.
Ti perdono per non provare quello che provo io, per non esserti emozionato pensando a me come quando penso a te lo facevo io.
Ti perdono per non sentirti ansioso di vedermi, per non contare i minuti che mancavano per starmi accanto. Ti perdono per non aver urlato il mio nome al vento chiedendomi di tornare.
Ti perdono per non aver pensato a me quando vedevi un fiore, quando passava una farfalla o semplicemente quando la luna brillava.
Ti perdono per non aver capito che in più di una occasione mi stavo sistemando per te, per non aver notato che i miei occhi non potevano staccarsi dal tuo viso né il mio cuore smetteva di battere al solo pensiero.
Ti perdono per tutte quelle volte che hai preferito allontanarti da me solo per non ferirmi, senza sapere che questo mi causava altre ferite.
Mi perdono per aver pensato che fossi tu, per aver sognato al mio fianco, per aver sentito che ero tu quello che stavo aspettando. Mi perdono per averti regalato i miei pensieri, per averti dedicato i miei sogni e un verso che altro.
Mi perdono per averti regalato i miei sospiri, per aver versato lacrime nel tuo nome, per aver bramato la tua pelle, i tuoi abbracci e i tuoi baci. Mi perdono per aver cercato nei tuoi occhi e sperando che mi chiamassi.
Mi perdono per averti confuso come la compagna della mia anima...









