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Perché la Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo?
La Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché sono due giorni teologicamente culminanti dell'anno liturgico penitenziale. Non è un'usanza arbitraria o una norma "disciplinare senza senso", ma una decisione profondamente biblica, cristologica, ecclesiale e pastorale.
1. Perché sono giorni che ci pongono davanti all'essenziale
Mercoledì delle Ceneri
Segna l'inizio della Quaresima, il tempo forte di conversione. Quel giorno la Chiesa ci pone di fronte a due verità fondamentali:
• La nostra fragilità: "Ricorda che sei polvere"
• L'urgenza della conversione: "Convertiti e credi nel Vangelo"
Il digiuno esprime corporalmente ciò che la cenere proclama sacramentalmente:
non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno di Dio.
Digiunare quel giorno significa confessare con il corpo ciò che la fede proclama con le labbra.
Venerdì Santo
È il giorno della passione e della morte del Signore. Non si celebra l'Eucaristia perché il marito è stato portato via (cfr. Mt 9,15). La Chiesa digiuna perché non può comportarsi come se nulla fosse.
Digiunare quel giorno significa:
• condividere il dolore della Croce,
• vivere il lutto spirituale della Chiesa,
• e unire il proprio sacrificio al sacrificio Redentore di Cristo.
Non digiunare il venerdì Santo sarebbe esistenzialmente incoerente con la fede nella Croce.
2. Perché il digiuno è una forma concreta di penitenza comune
La Chiesa non lascia il digiuno alla libera interpretazione individuale, perché la conversione cristiana non è solo privata, ma ecclesiale.
Il catechismo della Chiesa Cattolica insegna:
«I tempi e i giorni di penitenza durante l'anno liturgico sono momenti forti della pratica penitenziale della Chiesa» (CEC 1438).
Digiunare insieme:
• ci unisce come popolo di Dio,
• ci porta fuori dal soggettivismo spirituale,
• e ci educa all'obbedienza e alla comunione.
3. Perché il digiuno tocca il corpo, non solo l'intenzione
La Chiesa comanda il digiuno reale, non simbolico, perché:
• la conversione coinvolge corpo e anima
• la fede cristiana non è solo interiore,
• e anche il corpo deve essere educato.
Ecco perché:
• non basta "digiunare di parolacce" (il peccato non si digiuna, si evita sempre),
• né sostituire il digiuno con decisioni personali inventate.
Il digiuno ordinato dalla Chiesa:
è concreto, umile e comune
ci disentra da noi stessi
e ci restituisce il dominio sui nostri appetiti
4. Perché il digiuno prepara e conduce ai sacramenti
Il digiuno non è fine a se stesso. Il suo obiettivo è più grande:
• risvegliare la fame di Dio,
• condurre alla Confessione,
• e aprire il cuore all'Eucaristia.
Specialmente in Quaresima, la Chiesa vuole che il digiuno:
• rompere la routine spirituale,
• scuote le coscienze intorpidite,
• e prepari una Pasqua davvero vissuta.
Un digiuno che non porta alla riconciliazione con Dio è incompleto.
5. Perché Cristo stesso ha digiuno e ce lo ha insegnato
Gesù digiunò quaranta giorni e insegnò ai suoi discepoli che ci sono momenti in cui si digiuna:
«Verranno giorni in cui il marito sarà loro portato via; allora digiuneranno» (Mt 9,15).
La Chiesa digiuna il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché riconosce che sono giorni in cui lo sposo ci chiama alla sobrietà, al silenzio e alla croce.
Conclusione
La Chiesa fa digiunare questi due giorni perché:
1. ci pongono davanti alla verità della nostra vita e della Croce,
2. esprimono una penitenza comune, non individualista,
3. educano il corpo e il cuore
4. e ci conducono alla conversione e ai sacramenti.
Digiunare in questi giorni non è legale.
È obbedienza credente, pedagogia spirituale e atto d'amore.
Perché la Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo?
La Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché sono due giorni teologicamente culminanti dell'anno liturgico penitenziale. Non è un'usanza arbitraria o una norma "disciplinare senza senso", ma una decisione profondamente biblica, cristologica, ecclesiale e pastorale.
1. Perché sono giorni che ci pongono davanti all'essenziale
Mercoledì delle Ceneri
Segna l'inizio della Quaresima, il tempo forte di conversione. Quel giorno la Chiesa ci pone di fronte a due verità fondamentali:
• La nostra fragilità: "Ricorda che sei polvere"
• L'urgenza della conversione: "Convertiti e credi nel Vangelo"
Il digiuno esprime corporalmente ciò che la cenere proclama sacramentalmente:
non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno di Dio.
Digiunare quel giorno significa confessare con il corpo ciò che la fede proclama con le labbra.
Venerdì Santo
È il giorno della passione e della morte del Signore. Non si celebra l'Eucaristia perché il marito è stato portato via (cfr. Mt 9,15). La Chiesa digiuna perché non può comportarsi come se nulla fosse.
Digiunare quel giorno significa:
• condividere il dolore della Croce,
• vivere il lutto spirituale della Chiesa,
• e unire il proprio sacrificio al sacrificio Redentore di Cristo.
Non digiunare il venerdì Santo sarebbe esistenzialmente incoerente con la fede nella Croce.
2. Perché il digiuno è una forma concreta di penitenza comune
La Chiesa non lascia il digiuno alla libera interpretazione individuale, perché la conversione cristiana non è solo privata, ma ecclesiale.
Il catechismo della Chiesa Cattolica insegna:
«I tempi e i giorni di penitenza durante l'anno liturgico sono momenti forti della pratica penitenziale della Chiesa» (CEC 1438).
Digiunare insieme:
• ci unisce come popolo di Dio,
• ci porta fuori dal soggettivismo spirituale,
• e ci educa all'obbedienza e alla comunione.
3. Perché il digiuno tocca il corpo, non solo l'intenzione
La Chiesa comanda il digiuno reale, non simbolico, perché:
• la conversione coinvolge corpo e anima
• la fede cristiana non è solo interiore,
• e anche il corpo deve essere educato.
Ecco perché:
• non basta "digiunare di parolacce" (il peccato non si digiuna, si evita sempre),
• né sostituire il digiuno con decisioni personali inventate.
Il digiuno ordinato dalla Chiesa:
è concreto, umile e comune
ci disentra da noi stessi
e ci restituisce il dominio sui nostri appetiti
4. Perché il digiuno prepara e conduce ai sacramenti
Il digiuno non è fine a se stesso. Il suo obiettivo è più grande:
• risvegliare la fame di Dio,
• condurre alla Confessione,
• e aprire il cuore all'Eucaristia.
Specialmente in Quaresima, la Chiesa vuole che il digiuno:
• rompere la routine spirituale,
• scuote le coscienze intorpidite,
• e prepari una Pasqua davvero vissuta.
Un digiuno che non porta alla riconciliazione con Dio è incompleto.
5. Perché Cristo stesso ha digiuno e ce lo ha insegnato
Gesù digiunò quaranta giorni e insegnò ai suoi discepoli che ci sono momenti in cui si digiuna:
«Verranno giorni in cui il marito sarà loro portato via; allora digiuneranno» (Mt 9,15).
La Chiesa digiuna il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché riconosce che sono giorni in cui lo sposo ci chiama alla sobrietà, al silenzio e alla croce.
Conclusione
La Chiesa fa digiunare questi due giorni perché:
1. ci pongono davanti alla verità della nostra vita e della Croce,
2. esprimono una penitenza comune, non individualista,
3. educano il corpo e il cuore
4. e ci conducono alla conversione e ai sacramenti.
Digiunare in questi giorni non è legale.
È obbedienza credente, pedagogia spirituale e atto d'amore.
Non riesco a capire
come una donna
possa uscire di casa
senza sistemarsi un minimo
anche solo per educazione.
Non si sa mai
magari proprio quel giorno
è destino che incontri
l'uomo della sua vita.
Ed è meglio
prepararsi bene al destino.
«Lacerazioni di affetti, amicizie che si rompono, rapporti che si spezzano, solitudini interiori che nessuno riesce a capire. Tutti le soffriamo queste povertà. Ci vogliono occhi nuovi per vedere queste cose».
Ci sarà sempre qualcuno che non ti capirà.
Perché non può
Perché non vuole.
Anzi, saranno in molti a non capirti.
Tu dirai Stella e loro capiranno Stalla
Tu dirai Sole e loro capiranno Suola.
Sei una persona allegra?
Diranno che sei superficiale.
Sei triste?
Diranno che sei pesante.
In tua presenza diranno "sì"
Alle tue spalle, "no".
Non ti rattristare.
Accettalo
Vai per la tua strada
E ignorali.
Non cambiare per piacere agli altri.
Cerca e trova, i pochi, che ti capiscono.
E preziosi, come perle, portali nel cuore.
❤️
Quanti tentativi ho fatto
per cambiare pelle
non essere più
il mio passato
Lasciare il dolore
attaccato ad un corpo
e diventare altro
Quante me ho inventato
cercandone una
che mi piacesse
Mi sono frammentata
Per dare un senso
ad ogni pezzetto
senza mai trovarmi
Eppure ritorna tutto
e più forte
Ritorna il bisogno
di avere ancora un padre
Ritorna il sorriso
di chi un tempo ti amava
Ritorna il profumo buono
di tua madre
Ritorna la bambina
che non conosceva il mondo
Ma no
n aveva paura di sbagliare
❤️🤡Buongiorno e
Buon Martedì Grasso ❤️🤡
Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore:
per voler mio dovranno levarsi la
maschera,
quelli che la portano ogni giorno
dell’anno…
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera di tanta gente.









