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ultimo accesso: 09 giugno

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

La vita è un altalena andante tra il tutto e il niente,

tra l'ardore ardente e il vuoto latente.  

 

 

 

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

Perché la Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo?

 

La Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché sono due giorni teologicamente culminanti dell'anno liturgico penitenziale. Non è un'usanza arbitraria o una norma "disciplinare senza senso", ma una decisione profondamente biblica, cristologica, ecclesiale e pastorale.

 

1. Perché sono giorni che ci pongono davanti all'essenziale

 

Mercoledì delle Ceneri

 

Segna l'inizio della Quaresima, il tempo forte di conversione. Quel giorno la Chiesa ci pone di fronte a due verità fondamentali:

 

• La nostra fragilità: "Ricorda che sei polvere"

• L'urgenza della conversione: "Convertiti e credi nel Vangelo"

 

Il digiuno esprime corporalmente ciò che la cenere proclama sacramentalmente:

non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno di Dio.

 

Digiunare quel giorno significa confessare con il corpo ciò che la fede proclama con le labbra.

 

Venerdì Santo

 

È il giorno della passione e della morte del Signore. Non si celebra l'Eucaristia perché il marito è stato portato via (cfr. Mt 9,15). La Chiesa digiuna perché non può comportarsi come se nulla fosse.

 

Digiunare quel giorno significa:

• condividere il dolore della Croce,

• vivere il lutto spirituale della Chiesa,

• e unire il proprio sacrificio al sacrificio Redentore di Cristo.

 

Non digiunare il venerdì Santo sarebbe esistenzialmente incoerente con la fede nella Croce.

 

2. Perché il digiuno è una forma concreta di penitenza comune

 

La Chiesa non lascia il digiuno alla libera interpretazione individuale, perché la conversione cristiana non è solo privata, ma ecclesiale.

 

Il catechismo della Chiesa Cattolica insegna:

 

«I tempi e i giorni di penitenza durante l'anno liturgico sono momenti forti della pratica penitenziale della Chiesa» (CEC 1438).

 

Digiunare insieme:

• ci unisce come popolo di Dio,

• ci porta fuori dal soggettivismo spirituale,

• e ci educa all'obbedienza e alla comunione.

 

3. Perché il digiuno tocca il corpo, non solo l'intenzione

 

La Chiesa comanda il digiuno reale, non simbolico, perché:

• la conversione coinvolge corpo e anima

• la fede cristiana non è solo interiore,

• e anche il corpo deve essere educato.

 

Ecco perché:

• non basta "digiunare di parolacce" (il peccato non si digiuna, si evita sempre),

• né sostituire il digiuno con decisioni personali inventate.

 

Il digiuno ordinato dalla Chiesa:

è concreto, umile e comune

ci disentra da noi stessi

e ci restituisce il dominio sui nostri appetiti

 

4. Perché il digiuno prepara e conduce ai sacramenti

 

Il digiuno non è fine a se stesso. Il suo obiettivo è più grande:

• risvegliare la fame di Dio,

• condurre alla Confessione,

• e aprire il cuore all'Eucaristia.

 

Specialmente in Quaresima, la Chiesa vuole che il digiuno:

• rompere la routine spirituale,

• scuote le coscienze intorpidite,

• e prepari una Pasqua davvero vissuta.

 

Un digiuno che non porta alla riconciliazione con Dio è incompleto.

 

5. Perché Cristo stesso ha digiuno e ce lo ha insegnato

 

Gesù digiunò quaranta giorni e insegnò ai suoi discepoli che ci sono momenti in cui si digiuna:

 

«Verranno giorni in cui il marito sarà loro portato via; allora digiuneranno» (Mt 9,15).

 

La Chiesa digiuna il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché riconosce che sono giorni in cui lo sposo ci chiama alla sobrietà, al silenzio e alla croce.

 

Conclusione

 

La Chiesa fa digiunare questi due giorni perché:

 

1. ci pongono davanti alla verità della nostra vita e della Croce,

2. esprimono una penitenza comune, non individualista,

3. educano il corpo e il cuore

4. e ci conducono alla conversione e ai sacramenti.

 

Digiunare in questi giorni non è legale.

È obbedienza credente, pedagogia spirituale e atto d'amore.

Perché la Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo?

La Chiesa fa digiunare il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché sono due giorni teologicamente culminanti dell'anno liturgico penitenziale. Non è un'usanza arbitraria o una norma "disciplinare senza senso", ma una decisione profondamente biblica, cristologica, ecclesiale e pastorale.

1. Perché sono giorni che ci pongono davanti all'essenziale

Mercoledì delle Ceneri

Segna l'inizio della Quaresima, il tempo forte di conversione. Quel giorno la Chiesa ci pone di fronte a due verità fondamentali:

• La nostra fragilità: "Ricorda che sei polvere"
• L'urgenza della conversione: "Convertiti e credi nel Vangelo"

Il digiuno esprime corporalmente ciò che la cenere proclama sacramentalmente:
non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno di Dio.

Digiunare quel giorno significa confessare con il corpo ciò che la fede proclama con le labbra.

Venerdì Santo

È il giorno della passione e della morte del Signore. Non si celebra l'Eucaristia perché il marito è stato portato via (cfr. Mt 9,15). La Chiesa digiuna perché non può comportarsi come se nulla fosse.

Digiunare quel giorno significa:
• condividere il dolore della Croce,
• vivere il lutto spirituale della Chiesa,
• e unire il proprio sacrificio al sacrificio Redentore di Cristo.

Non digiunare il venerdì Santo sarebbe esistenzialmente incoerente con la fede nella Croce.

2. Perché il digiuno è una forma concreta di penitenza comune

La Chiesa non lascia il digiuno alla libera interpretazione individuale, perché la conversione cristiana non è solo privata, ma ecclesiale.

Il catechismo della Chiesa Cattolica insegna:

«I tempi e i giorni di penitenza durante l'anno liturgico sono momenti forti della pratica penitenziale della Chiesa» (CEC 1438).

Digiunare insieme:
• ci unisce come popolo di Dio,
• ci porta fuori dal soggettivismo spirituale,
• e ci educa all'obbedienza e alla comunione.

3. Perché il digiuno tocca il corpo, non solo l'intenzione

La Chiesa comanda il digiuno reale, non simbolico, perché:
• la conversione coinvolge corpo e anima
• la fede cristiana non è solo interiore,
• e anche il corpo deve essere educato.

Ecco perché:
• non basta "digiunare di parolacce" (il peccato non si digiuna, si evita sempre),
• né sostituire il digiuno con decisioni personali inventate.

Il digiuno ordinato dalla Chiesa:
è concreto, umile e comune
ci disentra da noi stessi
e ci restituisce il dominio sui nostri appetiti

4. Perché il digiuno prepara e conduce ai sacramenti

Il digiuno non è fine a se stesso. Il suo obiettivo è più grande:
• risvegliare la fame di Dio,
• condurre alla Confessione,
• e aprire il cuore all'Eucaristia.

Specialmente in Quaresima, la Chiesa vuole che il digiuno:
• rompere la routine spirituale,
• scuote le coscienze intorpidite,
• e prepari una Pasqua davvero vissuta.

Un digiuno che non porta alla riconciliazione con Dio è incompleto.

5. Perché Cristo stesso ha digiuno e ce lo ha insegnato

Gesù digiunò quaranta giorni e insegnò ai suoi discepoli che ci sono momenti in cui si digiuna:

«Verranno giorni in cui il marito sarà loro portato via; allora digiuneranno» (Mt 9,15).

La Chiesa digiuna il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo perché riconosce che sono giorni in cui lo sposo ci chiama alla sobrietà, al silenzio e alla croce.

Conclusione

La Chiesa fa digiunare questi due giorni perché:

1. ci pongono davanti alla verità della nostra vita e della Croce,
2. esprimono una penitenza comune, non individualista,
3. educano il corpo e il cuore
4. e ci conducono alla conversione e ai sacramenti.

Digiunare in questi giorni non è legale.
È obbedienza credente, pedagogia spirituale e atto d'amore.

 

 

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

Non riesco a capire 

come una donna

 possa uscire di casa 

senza sistemarsi un minimo

anche solo per educazione. 

Non si sa mai

magari proprio quel giorno 

è destino che incontri 

l'uomo della sua vita. 

Ed è meglio 

prepararsi bene al destino.

 

 

 

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

«Lacerazioni di affetti, amicizie che si rompono, rapporti che si spezzano, solitudini interiori che nessuno riesce a capire. Tutti le soffriamo queste povertà. Ci vogliono occhi nuovi per vedere queste cose».

 

 

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

Oggi 17 febbraio si celebra la Giornata Nazionale del Gatto....

... e della micia... 

 

 

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

Ci sarà sempre qualcuno che non ti capirà.

Perché non può

Perché non vuole.

Anzi, saranno in molti a non capirti.

Tu dirai Stella e loro capiranno Stalla

Tu dirai Sole e loro capiranno Suola.

Sei una persona allegra?

Diranno che sei superficiale.

Sei triste?

Diranno che sei pesante.

In tua presenza diranno "sì"

Alle tue spalle, "no".

Non ti rattristare.

Accettalo

Vai per la tua strada

E ignorali.

Non cambiare per piacere agli altri.

Cerca e trova, i pochi, che ti capiscono.

E preziosi, come perle, portali nel cuore.

 

 

 

❤️

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

Quanti tentativi ho fatto

per cambiare pelle

non essere più 

il mio passato

Lasciare il dolore

attaccato ad un corpo

e diventare altro

 

Quante me ho inventato 

cercandone una 

che mi piacesse

Mi sono frammentata

Per dare un senso

ad ogni pezzetto 

senza mai trovarmi 

 

Eppure ritorna tutto

e più forte

Ritorna il bisogno

di avere ancora un padre

Ritorna il sorriso

di chi un tempo ti amava

Ritorna il profumo buono

di tua madre

Ritorna la bambina 

che non conosceva il mondo

Ma no

 

 

n aveva paura di sbagliare

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gaspare8dgl0 più di un mese fa

❤️🤡Buongiorno e 

   Buon Martedì Grasso ❤️🤡

 

Mi metterò una maschera da

pagliaccio,

per far credere a tutti che il sole è

di ghiaccio.

Mi metterò una maschera da

imperatore,

avrò un impero per un paio d’ore:

per voler mio dovranno levarsi la

maschera,

quelli che la portano ogni giorno

dell’anno…

E sarà il carnevale più divertente,

veder la faccia vera di tanta gente.

 

 

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