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intornidamore 27 aprile

La Sposa del Crepuscolo

Non è seta il suo velo, ma trama di eclissi, un respiro di luna su un corpo di buio, ha polvere d’astri negli occhi fissi e un cuore che batte tra il lampo e l’astio.

 

Danza nel marmo della reggia dorata, una macchia di ombra che il lume rifrange, è l’alba che abbraccia la notte stellata, è un brivido dolce che il tempo non tange.

 

Poi l’ora fatale percuote il metallo, dodici rintocchi di ferro e di gelo, ma lei non interrompe il suo magico ballo, non cade il velluto, non svanisce il velo.

 

La scarpetta è un prisma di luce rappresa, salda al suo piede di tenebra e vento; non c'è fuga scomposta, non c'è la resa, mentre il rintocco si spegne nel lento.

 

Rientra nel buio da cui è germogliata, portando con sé ogni scaglia d’incanto, la zucca rimane carrozza fatata, il cencio non torna, non c’è più il pianto.

 

Siede alla cenere, ma è cenere d’oro, regina del vuoto e di ogni bagliore, custode intatta di un unico tesoro: la magia che non muore al sorgere del sole.

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intornidamore 26 aprile

Da Siddharta:

 

«Se tu getti una pietra nell’acqua, essa si affretta per la via più breve fino al fondo. E così è di Siddharta, quando ha una meta, un proposito. Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l’acqua, senza far nulla, senza agitarsi: viene scagliato, ed egli si lascia cadere. La sua meta lo tira a sé, poiché egli non conserva nulla nell’anima propria, che potrebbe contrastare a questa meta».

 

In queste parole non c’è passività, ma una forma rara di forza: quella di chi non è diviso dentro. Siddhartha non insegue ciò che desidera, né tenta di forzarlo. Si limita a non opporre resistenza.

 

Ed è proprio questa assenza di contraddizione interiore a rendere possibile ciò che, agli occhi degli altri, appare come una forma di “magia”.

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intornidamore 25 aprile

Tra luce e oscurità

 

 

Sotto un sole che brucia come oro liquido,
danza lei, vestita di ossa e fiori,
la pelle dipinta di eternità.
Ride, e il suo riso è luce
ma tra i denti bianchi si annida la notte.

 

Regina dei petali e della polvere,
porta corone di calendule vive,
profumate di memoria e di addii.
Ogni passo è festa, ogni gesto è fine,
un abbraccio caldo che sa di terra fredda.

 

La chiamano madre, la chiamano fine,
eppure nei suoi occhi arde un’alba segreta.
Invita i vivi a cantare coi morti,
tra candele tremanti e zucchero dolce,
dove il dolore si scioglie in colori accesi.

 

Ma quando il sole si piega all’orizzonte,
la sua ombra cresce lunga e silenziosa
una carezza che gela,
una promessa sussurrata tra le ossa.

 

E così vive, tra luce e abisso,
dea di un confine sottile come respiro:
splendente come festa,
oscura come il sonno senza sogni.

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intornidamore 25 aprile

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intornidamore 24 aprile

Amore sano: come riconoscerlo prima che sia troppo tardi

 

L'amore sano non fa rumore. Non travolge, non confonde, non tiene in allerta. Non isola, non spaventa, non chiede di rinunciare a parti di sé per essere accettati. Non pretende sacrifici silenziosi né prove di resistenza. Eppure, paradossalmente, è proprio questo a renderlo poco riconoscibile. In una cultura che associa l’amore all’intensità, alla gelosia, alla fusione totale, l’amore sano viene spesso scambiato per noia. Mentre le relazioni disfunzionali, instabili, dolorose vengono romanticizzate e chiamate “passione”.

 

Riconoscere un amore sano richiede uno spostamento di sguardo. Non bisogna chiedersi quanto l’altro ci faccia battere il cuore, ma come ci fa sentire nel quotidiano. Ci sentiamo liberi di dire no? Di esprimere un dissenso senza paura di ritorsioni emotive? Possiamo mantenere legami, interessi, spazi che non ruotano attorno alla relazione? Dove c’è rispetto, non c’è controllo. Dove c’è ascolto, non c’è paura. Dove c’è amore, non c’è bisogno di annullarsi.

 

L’amore sano non chiede di essere sempre d’accordo, ma di essere autentici. Non impone, non invade, non svaluta. Accoglie i confini e li riconosce come segni di maturità, non come minacce. È uno spazio in cui la sicurezza emotiva permette di crescere, non di restringersi. E proprio perché non genera ansia costante, può sembrare meno eccitante a chi è abituato al caos relazionale.

 

Educare all’amore sano significa smettere di romanticizzare la sofferenza. Significa interrompere la narrazione per cui “se fa male è vero”, “se è difficile è profondo”. Significa insegnare che l’intensità non è una misura di valore, che il conflitto continuo non è passione, che la gelosia non è prova d’amore.

 

L’amore vero non toglie spazio. Lo amplia. Non chiede di diventare meno, ma permette di essere di più. Riconoscerlo in tempo è uno degli atti di prevenzione più importanti che possiamo fare, verso gli altri, ma soprattutto verso noi stessi.

 

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intornidamore 24 aprile

Il codice della bellezza

 

L'oro del sole sprofonda nel mare,
mentre la terra si scalda nel vento;
la natura intera sta lì a guardare
questo miracolo d'ogni momento.

 

Ma la bellezza ha un nome e un viso,
nel tuo sguardo, donna, trovo la mia sponda;
c'è un intero mondo nel tuo sorriso,
più profondo del cielo e dell'onda.

 

L'amore è il raggio che tutto tocca,
la selva selvatica e il tuo cuore gentile;
è la vita che sboccia sulla tua bocca,
portando nel petto un eterno aprile.

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intornidamore 23 aprile

Sapete cos'è l'ipersensibilità emotiva?

 

L'ipersensibilità emotiva (spesso associata al termine Persona Altamente Sensibile o PAS) non è una malattia o un disturbo mentale, ma un tratto della personalità che riguarda circa il 15-20% della popolazione. Si manifesta come una capacità amplificata di percepire gli stimoli, sia interni (emozioni, pensieri) che esterni (rumori, luci, stati d'animo altrui).

Immagina di avere una "pelle emotiva" molto più sottile degli altri: senti tutto più intensamente, nel bene e nel male.

Caratteristiche principali dell'ipersensibilità

  • Profondità di elaborazione: Tendi a riflettere a lungo su ogni informazione che ricevi.

  • Sovrastimolazione: Ti stanchi facilmente in ambienti affollati o rumorosi.

  • Empatia elevata: Percepisci il dolore o la gioia degli altri come se fossero tuoi.

  • Reattività emotiva: Reagisci con più forza agli eventi, piangendo o entusiasmandoti più facilmente della media.

Come si gestisce?

Poiché è un tratto innato del sistema nervoso, l'ipersensibilità non si "cura", ma si canalizza. L'obiettivo è passare dal sentirsi "vulnerabili" al sentirsi "consapevoli".

1. Accettazione e Ristrutturazione Cognitiva

Smetti di dirti "sono sbagliato" o "sono troppo sensibile". L'ipersensibilità porta con sé doti come la creatività, l'intuizione e la precisione. Inizia a vedere la tua sensibilità come un sistema radar ad alta precisione, non come un difetto di fabbrica.

2. Gestione degli stimoli (Igiene Sensoriale)

Le persone ipersensibili raggiungono il punto di saturazione più velocemente.

  • Ritagliati momenti di solitudine: Dopo una giornata intensa, hai bisogno di buio e silenzio per "scaricare" il sistema nervoso.

  • Usa filtri: Se i rumori ti stressano, usa tappi per le orecchie o cuffie a cancellazione di rumore.

3. Confini Emotivi (Il "Mantello" Protettivo)

Essendo molto empatico, rischi di assorbire i problemi degli altri.

  • Impara a dire di no: Non sei obbligato a farti carico delle crisi altrui.

  • Visualizzazione: Quando sei con persone "pesanti", immagina una barriera trasparente che lascia passare le parole ma blocca le emozioni negative.

4. Mindfullness e Radicamento (Grounding)

L'ipersensibilità spesso porta a vivere "troppo nella testa".

  • Esercizio del 5-4-3-2-1: Quando ti senti sopraffatto, nomina 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 che senti, 2 che puoi odorare e 1 che puoi gustare. Questo ti riporta nel corpo e nel presente.

5. Uno sfogo creativo

L'energia emotiva in eccesso deve uscire. Scrivere, dipingere, suonare o fare attività fisica intensa aiuta a trasformare l'emozione pura in qualcosa di tangibile, evitando che "esploda" all'interno sotto forma di ansia.

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intornidamore 22 aprile

Sapete cos'è l'overthinking?

L’overthinking è il pensare in eccesso, in modo ripetitivo, su qualcosa che è già successo o che potrebbe succedere. Non porta a una scelta, ma a sentirsi fermi.

Di solito si concentra su:

- episodi passati (“avrei dovuto fare/dire diversamente”)

- scenari futuri (“e se va male?”, “e se non basta?”)

La mente cerca sicurezza, ma finisce per creare ansia e confusione invece che soluzioni.

 

Gestirlo richiede consapevolezza, tecniche di mindfulness, accettazione dell'incertezza e focalizzazione sul presente. 

Ecco i dettagli principali sull'overthinking:

Sintomi: Mal di testa, tensione muscolare (collo/spalle), ansia, irritabilità, insonnia e stanchezza mentale.

Cause: Stress, perfezionismo, paura dell'errore o del giudizio, e una percezione di insicurezza.

Conseguenze: Incapacità di agire (paralisi da analisi), peggioramento dell'umore e disturbi d'ansia.

Strategie per smettere:

Mindfulness: Vivere il presente per distaccarsi dai pensieri.

Scrivere: Mettere su carta le preoccupazioni per liberare la mente.

Accettazione: Riconoscere che non tutto può essere controllato.

Distrazione attiva: Impegnarsi in attività manuali o fisiche. 

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intornidamore 21 aprile

Architetture del Vuoto

L'anima è una stazione fantasma dove i treni non fermano mai, un incrocio di binari morti sotto una pioggia di neon spenti.

È uno scafandro di vetro calato in una fossa oceanica: vedi le luci delle altre creature, ma senti solo il peso della tua stessa pressione.

Siamo musei dopo l'orario di chiusura, corridoi infiniti di quadri preziosi che nessuno guarda, mentre il silenzio lucida i pavimenti.

È un satellite fuori orbita, un pezzo di metallo che ruota nel buio trasmettendo segnali a una Terra che ha cambiato frequenza.

Siamo isole di ferro in un mare di mercurio: ci sfioriamo, scivoliamo via, magneti con lo stesso polo che si condannano alla distanza per natura.

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