Profilo BACHECA 3525
saperlo e viverlo tutti giorni, ancora e ancora dopo tanti anni..
Il primo bicchiere è per la sete;
il secondo, per la gioia,
il terzo, per il piacere;
il quarto, per la follia.
(Apuleio)
a lui/lei..non pare farsene un "baffo"
Amare costa.
Costa dire "hai ragione".
Costa dire "perdonami"
ed anche dire "ti perdono" costa.
Costa la confidenza, costa la pazienza.
Costa fare una cosa che non hai voglia di fare ma che lui o lei vuole.
Costa cercare di capire.
Costa tenere il silenzio.
La fedeltà costa.
E sorridere al cattivo umore,
e trattenere le lacrime che fanno soffrire.
Costa essere stanchi e sorridere.
A volte costa impuntarsi, a volte cedere.
Costa dire "è colpa mia".
Costa confidarsi e ricevere confidenze.
Costa accettare i difetti.
Costa cancellare le piccole ombre.
Costa condividere i dolori.
Costa la lontananza e costano i distacchi.
Costa avere opinioni differenti,
Costa cercare assieme la soluzione.
Costa dire "no" e costa dire “sì”.
Eppure a questo prezzo si genera l'Amore.
Gli spiccioli non servono…
Non devi preoccuparti.
Se ti senti distante
da tutto ciò che va di moda.
Se ti senti distratta
da quello che la gente non nota.
Se ti senti diversa da tutto e da tutti.
Se ascolti musica che nessuno ascolta più.
Se leggi poesia invece della prosa.
Se in mezzo a un mare di individui
che si prendono sul serio
tu ami le persone buffe.
Siine felice.
Credimi.
È il prezzo che si paga a questo mondo per essere speciali. AFaber
Alla fine non ci rimane che questa Vita sorniona,
che si prende gioco delle nostre insicurezze e dei timori
che ci pervadono.
L'unico atto che possiamo compiere è di amarla
di un amore smisurato.
Forse neanche la metà di ciò che siamo ha un senso
Ma sono sicuro che l'altra metà ha un cuore..
Luca de Simone
Penso che la cosa gradevole più vicina al risolvere un problema sia nel trovarci un po' di umorismo.
beh..provarci....:-))))
penso...ergo sum.
“Vorrei che scattasse un campanello d’allarme, a dirmi:
“Ehi, sta arrivando l’agonia”.
Ed io, a pensare tra me e me: “Ancora?”.
Ma almeno sarei avvisato, saprei domarti, non mi lascerei sconfiggere come un fesso.
Potremmo fare amicizia, non ci hai mai pensato?
Tu fai quello che devi, ma poi resti un po’ a parlare con me.
Mi staresti a sentire? Ti parlerei di quello che non reputo giusto nel tuo comportamento, facendo attenzione a non farti soffrire, ma solo ponendo delle critiche costruttive.
Magari, chi decide tutto, riuscirebbe a fare una versione
meno violenta di te.
Ugualmente efficace, ma meno improvvisa, mordente, destabilizzante. Sempre agonia, ma più sopportabile.
Ti aggiorneresti come un software, troveremmo i bug insieme, e li spediremmo al programmatore.
Ci hai mai pensato a quante vite potresti salvare?
Una parola brutale in meno, uno schiaffo non dato, una lite evitata. Basterebbe poco per renderti più sopportabile”.
Dal testo “Cara agonia”,
di Una volta era diverso.




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