Profilo BACHECA 14369
La Sala o Galleria degli specchi si trova nella parte più antica di Palazzo Ducale denominata Corte Vecchia. In origine l’ambiente fu realizzato in forma di loggia, aperta sul cortile d’onore, ma entro il 1611 fu chiuso e ospitò i quadri più importanti della collezione gonzaghesca.
La galleria ebbe la più vasta decorazione pittorica mai eseguita a palazzo, databile attorno al 1618 e ispirata alla celebrazione delle scienze e delle arti, con figure allegoriche tratte dell’Iconologia di Cesare Ripa. Nei due grandi lunettoni alle testate furono dipinti il Parnaso, dove assieme ad Apollo e alle Muse compaiono ritratti di poeti (si riconoscono almeno Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto e Tasso) e l’Allegoria delle Arti liberali.
Sulle lunette della lunga parete interna e nelle due parti estreme della volta si susseguono immagini di Virtù. Nel 1779 le pareti vennero rinnovate con stucchi dorati e specchi così come li vediamo oggi.
La tela centrale ebbe una sfortunatissima sorte. Essa fu infatti tagliata in varie sezioni: le parti laterali in cui (come meglio si dirà nel seguito) comparivano i figli di Vincenzo Gonzaga ed Eleonora de' Medici (più alcune guardie di corte) furono ulteriormente suddivise in varie frammenti (essenzialmente per isolare i volti dei soggetti ritratti) che in parte sono andati perduti. La parte centrale della composizione fu a sua volta tagliata in due orizzontalmente. Queste due parti della raffigurazione vennero poi, per quanto possibile, ricomposte e si trovano oggi nel Palazzo Ducale di Mantova (ove si conservano anche alcuni frammenti delle parti laterali del quadro che non è stato possibile reintegrare in quel che resta del dipinto).


















