Qui entravano le fanciulle delle famiglie nobili della città, le quali per essere accolte portavano donazioni ricchissime, utilizzate poi per abbellire la chiesa. Queste monache principesse sceglievano il voto di silenzio e della preghiera volenti o nolenti, perché fino all’800 vigeva la regola del maggiorascato cioè in una famiglia nobile tutta l’eredità passava al primogenito maschio. Si dedicavano a queste miniature in cera e pietre preziose.










