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Profilo BACHECA 14369

trillyina 12 agosto

 

 

Hosta. 

Varietà con grandi fiori ad imbuto, lunghi fino a 15 cm, bianchi e profumati e grandi foglie verdi marcate da evidenti venature.

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

 

 

 

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trillyina 11 agosto

 

 

 

 

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trillyina 10 agosto

Ancora una volta, dopo 763 anni, si è ripetuto il “miracolo” delle viole di Santa Fina. Come ogni anno, il 12 marzo, qualsiasi sia il tempo, primaverile, gelido o ventoso come oggi, si ripete quel miracolo delle violette gialle che appaiono sulle antiche mura e torri di San Gimignano. Come pennellate di colore che giorni prima non ci sono, ma poi, improvvisamente, una misteriosa e artistica mano decora le vestigia della città delle torri, le violette gialle appaiono col loro misterioso fascino nei luoghi più impervi. Fiorellini che non si possono piantumare, non si possono programmare nella loro fioritura, ma sempre, nel giorno della ricorrenza della morte di quella Santa Bambina, Fina dei Ciardi, appaiono per ricordare quella ragazzina di 12 anni amata e proclamata Santa a furor di popolo dai sangimignanesi, molto devoti a questa figura, che sono orgogliosi di averla come compatrona, insieme a San Gimignano.

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trillyina 10 agosto

La cappella di Santa Fina si trova in fondo alla navata destra della collegiata di San Gimignano e vi sono conservate le reliquie di santa Fina da San Gimignano. Celebre opera del Rinascimento fiorentino, fu progettata da Giuliano e Benedetto da Maiano nel 1468, ma è soprattutto famosa per il ciclo di affreschi di Domenico Ghirlandaio del 1475. La datazione si basa sull'iscrizione sull'altare scultoreo, in cui si invita a cercare i miracoli della santa sulle pareti: a quella data gli affreschi dovevano essere già terminati o comunque in uno stato avanzato.

 

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trillyina 10 agosto

 

La triste svolta nella vita di Fina ebbe luogo quando nel 1248 fu colpita da una grave malattia (probabilmente una forma tubercolare tipo osteomielite o coxite). Qui iniziò un vero e proprio calvario fatto di dolori fisici e disgrazie familiari ed alleviato soltanto dalla sua profonda fede. Ella rifiutò un comodo giaciglio decidendo di rimanere immobile su una tavola di legno di quercia. Col passare del tempo e con l'acutizzarsi della malattia, il suo corpo si impiagò a tal punto che si attaccò al legno della tavola e la sua putrida carne divenne cibo per vermi e topi.

Quando il corpo di Fina fu staccato (con non poche difficoltà) dalla tavola di quercia, i presenti notarono che dal legno erano fiorite delle gialle viole a ciocche e che nella casa si diffuse un fragrante odore di fiori freschi. Le viole nacquero anche sulle mura di San Gimignano e vi nascono ancora oggi tanto che dagli abitanti del luogo sono chiamate "Viole di Santa Fina".

 

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trillyina 10 agosto

 

Affreschi della Cappella di Santa Fina: “Annuncio della morte di santa Fina”, Santa Maria Assunta, San Gimignano.

 

 

 

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