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Con la riscoperta della Giostra della Quintana, questo portico è diventato la casa del Rione Spada, l’emblema è una bandiera nera bordata in oro con spada d’argento al centro. Il rione prende nome dagli Spatari, antichi popoli, che avevano occupato la contrada ed edificato l’antica porta detta appunto Porta Spataria, presso la chiesa di San Giovanni dell’Acqua lungo il vecchio corso del fiume Topino.
Non è difficile immaginare il tripudio di odori, il vociare dei passanti e l’atmosfera rustica che il porticato delle Conce doveva avere nel Medioevo. Uno spirito che torna a rivivere oggi attraverso le candele accese dalle taverne del Rione Spada nei giorni della Quintana.
La ricca presenza di acque favorì, già nel medioevo, la fioritura di manifatture e di botteghe per gli scambi commerciali; in quest’area erano dislocate mole per il grano e l’olio, concerie per il pellame, cererie e saponerie. Nel 1700 erano ancora attive 3 concerie. Il Porticato delle Conce, restaurato da pochi anni dopo un lungo abbandono, conserva ancora gli antichi opifici affacciati sul canale.
Il fiume è tra i maggiori della regione ed era importante già nell’antichità, quando era ancora denominato Supunna, nome che deriva da una leggendaria divinità delle acque. In epoca romana era invece conosciuto come Tinia, come si evince dagli scritti di Silio Italico, Plinio e Strabone, che lo cita come “Tenea”. È Dante Alighieri che per primo, nella sua Commedia, lo chiama “Tupino”, precisamente nella cantica del Paradiso, quando San Tommaso d’Aquino descrive il luogo di nascita di San Francesco d’Assisi.
L’origine del nome del quartiere è raccontata dallo storico del Seicento Ludovico Jacobilli, che la riconduce al nome di un’antica popolazione, gli “Spatarij”, i quali, secondo la leggenda, avrebbero occupato e abitato la zona in prossimità della chiesa di San Giovanni dell’Acqua e della Porta Spataria. Nonostante non esistano fonti che lo confermino, una lastra scolpita con un antico stemma con una spada “nuda” al centro attesta ancora oggi il simbolo del Rione Spada.
Il Rione Spada, tra i più caratteristici della città, ingloba nei suoi confini lo storico Palazzo Trinci, di fine Trecento e il Porticato delle Conce che si affaccia sul Canale dei Molini (o Topinello). Nel Duecento i Perugini avevano assediato Foligno e per accelerare la resa della città avevano deviato il corso del Topino all’esterno della mura. Il Canale è quindi il tracciato originario del fiume Topino che attraversava Foligno da est a ovest.
Felice giornata❤️🤍
Non lasciatevi ingannare dalla nostalgia di quel che poteva essere. Non poteva essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato.
Vessillo o stendardo che celebra la "Valle Topina" e presenta uno stemma araldico.












































