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Questo autoritratto è un esempio significativo della maestria di Artemisia Gentileschi e del suo ruolo innovativo nel panorama artistico del Barocco, in particolare per la rappresentazione femminile e l'affermazione del talento artistico femminile. 

Il dipinto è un autoritratto di Artemisia Gentileschi, dove si raffigura come l'allegoria della Pittura, personificando l'arte stessa. L'Autoritratto, anche noto come Allegoria della Pittura, è un dipinto a olio su tela, realizzato tra il 1630 e il 1635 da Artemisia Gentileschi. Attualmente è parte delle collezioni della Gallerie nazionali d'arte antica, ed è conservato presso Palazzo Barberini a Roma.

 

 

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Il dipinto è citato nell’inventario del 1818 delle opere fidecommissarie di Maffeo Barberini Colonna di Sciarra (1771 - 1849) compilato da Gaspare Landi; esso compariva insieme a un dipinto autografo del Bronzino raffigurante Stefano IV Colonna. La tipologia dei condottieri in arme, è colta di tre quarti e mostra gli attributi della carriera militare: la splendente armatura, la spada, il bastone di comando nella mano destra e, in primo piano, il lucente elmo. L’indagine dello stato d’animo del condottiero- distintosi per aver soccorso l’Ordine gerosolimitano dall’attacco dei Turchi a Malta nel 1565 - 

 

 

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l’effige venne esposta in occasione delle «magnificentissime esequie» che Cosimo I fece tributare al suo fidato comandante nella basilica fiorentina di San Lorenzo il 20 marzo 1548, chiedendo allo storico e letterato Benedetto Varchi di comporre l’orazione funebre in suo onore.

 

 

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Il condottiero in fiera posa è qui Stefano IV Colonna da Palestrina (1490 circa – 1548), che delle armi aveva fatto in effetti il proprio mestiere, rendendo i propri servigi militari a vari signori durante le guerre d’Italia, dagli imperiali al papa, dal re di Francia alla Repubblica di Venezia, fino al duca di Firenze, Cosimo I de’ Medici, che nel 1541 lo nominò luogotenente generale. Ed è proprio a Firenze che Colonna chiese al Bronzino, pittore ufficiale della corte medicea, di eseguire il ritratto, nel 1546, poco prima della morte e in un periodo in cui ormai più che i campi di battaglia egli preferiva frequentare la cerchia di artisti e letterati legati all’Accademia fiorentina.

 

 

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Il grande condottiero che ricoprì l’incarico di luogotenente generale per il duca fiorentino Cosimo I de’ Medici. La colonna su cui si poggia è naturalmente un riferimento alla celebre famiglia romana a cui Stefano apparteneva. È probabile che il dipinto venne esposto nella chiesa di San Lorenzo a Firenze nel 1548, durante la celebrazione del funerale dell’uomo d’arme.

 

 

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Felice sabato❤️💜

 

La bellezza da sola basta a persuadere     gli occhi   degli uomini,         senza bisogno d'oratori.”

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