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scalone quadrato di Gian Lorenzo Bernini è la sua esatta antitesi: monumentale, imponente, progettato per stupire. Situato nell’ala nord di Palazzo Barberini, questo scalone non è solo un collegamento tra i piani, ma una vera e propria dichiarazione di potere e grandezza.

 

 

 

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La famiglia portava l'originario nome "Tafani" e si riteneva originaria di Barberino Val d'Elsa; a Firenze, la loro residenza era palazzo Tafani da Barberino. Vista la denominazione poco signorile, con l'ascesa delle fortune familiare il loro nome fu mutato in "Barberini" (dal nome del paese d'origine) e sul loro stemma i tafani furono sostituiti dalle più nobili api.

Furono inoltre grandi mecenati e protettori delle arti, circondandosi di grandi artisti come Gian Lorenzo BerniniFrancesco BorrominiPietro da Cortona. A loro si deve, ad esempio, la costruzione a Roma del maestoso palazzo Barberini o della stravagante chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, considerati capolavori dell'arte barocca. Tuttavia, d'altro canto, abusarono e sfregiarono gli antichi monumenti, tanto che è divenuta celebre la locuzione latina "Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini" («Quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini»).

 

La famiglia raggiunse l'apogeo della sua potenza grazie al cardinale Maffeo Barberini, che nel 1623 venne eletto papa con il nome di Urbano VIII e che permise alla famiglia di accrescere la propria fortuna e il proprio lustro. I Barberini ottennero, infatti, tra gli altri, anche il titolo di "Principe di Palestrina" nel 1627.

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Le api a Palazzo Barberini sono sempre state di casa: simbolo della potente famiglia che diede i natali a papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, sono disseminate un po’ ovunque, scolpite o dipinte, a partire dal grande stemma in facciata.

 

Barberini    (anticamente Tafani sin dall'XI secolo), originari di Barberino Val d'Elsa in Toscana, furono un'influente famiglia nobiliare italiana, trasferitasi prima a Firenze e poi a Roma

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Il palazzo  Barberini fu progettato per papa Urbano VIII da Carlo Maderno (1556–1629) sulla precedente collocazione di Villa Sforza. Il soffitto del salone centrale fu decorato da Pietro da Cortona con il panegirico Allegoria della Divina Provvidenza e del potere Barberini per glorificare la famiglia Barberini.

 

Le Gallerie nazionali d'arte antica sono un'istituzione museale di Roma articolata in due distinte sedi espositive, una a Palazzo Barberini e l'altra a Palazzo Corsini.

 

 

 

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Felice giornata❤️💛

 

Non sai bene se la vita è viaggio,
 se è sogno, se è attesa, se è un piano che si svolge giorno
dopo giorno e non te ne accorgi
se non guardando all’indietro. Non sai se ha senso.
 In certi momenti il senso non conta. Contano i legami” (Jorge Luis Borges)

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Una giovane romana
Miniaturista anonimo
(c. 1488-1492)

 

Carità romana
Artista anonimo
(c. 1500-1520)

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