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Il dipinto mostra le sorelle bibliche Marta e Maria Maddalena; Marta è colta nell'atto di convertire Maria dalla sua vita di peccato per condurla alla fede in Cristo. La santa, col volto oscurato dall'ombra, si appoggia in avanti, argomentando sapientemente le sue tesi di fronte alla sorella, che è raffigurata nell'atto di roteare un fiore d'arancio tra le dita, mentre con il braccio sinistro regge uno specchio, simbolo della vanità. 

 

 

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Marta e Maria Maddalena   (conosciuto anche col titolo di Conversione della Maddalena) è un dipinto del pittore italiano Caravaggio, eseguito con la tecnica dell'olio su tela intorno al 1598. È conservato nell'Institute of Arts di Detroit.

 

 

 

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nel 1607 Caravaggio lascia Napoli (dove si era rifugiato dopo l’assassinio del Tommasoni grazie ai Colonna) e, sempre grazie ai Colonna, raggiunge Malta. Qui il Merisi viene ammesso all’Ordine e trascorre sull’isola buona parte del 1608. Come sappiamo dipinge parecchio e, tra l’altro, uno (o due) ritratti del Gran Maestro dell’Ordine Alof de Wignacourt.

Sappiamo anche che Caravaggio e Antonio Martelli si conoscevano bene o, forse, erano addirittura amici. E’ proprio in questa fase che Caravaggio dovrebbe averne dipinto il ritratto.

Poi, a seguito di un litigio con un cavaliere di rango superiore, il pittore è arrestato ma il 6 ottobre riesce a fuggire ed a rifugiarsi in Sicilia. Prima a Siracusa e poi a Messina. Chissà se il Martelli l’abbia in qualche modo aiutato in ciò.

Il viaggio che portò il ritratto di Antonio Martelli da Malta a Firenze resta alquanto dubbio. Un’ipotesi accreditata è che l’opera sia passata per la famiglia fiorentina dei dell’Antella.

Infatti, Caravaggio aveva dipinto a Malta per Francesco dell’Antella l’Amorino Dormiente oggi a Palazzo Pitti. L’ipotesi è che fu proprio Francesco dell’Antella (cavaliere di Malta e maggiordomo maggiore di Cosimo II) a ricevere in regalo il ritratto dal già citato Gran Maestro de Wignacourt ed a portarlo poi a Firenze intorno al 1612.

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Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta è un dipinto a olio su tela (118,5x95 cm) realizzato tra il 1608 ed il 1609 da Caravaggio e conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.

recentemente si è fatta avanti l'ipotesi che si tratti di Antonio (o Marcantonio) Martellicavaliere di Malta, ritratto all'età di circa settanta anni. Il pittore fu molto legato a lui, tanto da far pensare che la fuga del Caravaggio da Malta, avvenuta poco dopo, sia stata possibile grazie all'aiuto del Martelli. Riferimenti documentari hanno definitivamente confermato questa ipotesi.

 

 

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Il dipinto raffigura il momento dell'arresto di Gesù nel Getsemani, immediatamente successivo al bacio di Giuda, che funge da segnale per i soldati. 

 

Cattura di Cristo o Presa di Cristo nell'orto è un dipinto realizzato intorno al 1603 attribuito al pittore italiano Caravaggio. Attualmente ne sono note due versioni, attribuibili entrambe alla mano dell'artista: di proprietà della comunità gesuita è la tela in prestito a tempo indeterminato nella National Gallery of Ireland di Dublino; la seconda figura invece nella collezione privata dell'antiquario Mario Bigetti.

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Felice domenica❤️💛

 

  • Non chiedere mai a una donna come fa a essere così forte. Forte non ci si nasce, lo si diventa. Non chiederle mai perché indossa ancora corazze con un uomo: forse ha combattuto troppo! Non scavare dentro ai suoi ricordi… Tienila stretta tra le braccia e ascolta i suoi silenzi. Gustav Klimt
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L’Ecce Homo si trovava nel salotto di una casa privata, nel 2021 il quadro venne messo in vendita con una base d’asta di 1500 euro come opera di “scuola di Ribera”.

La casa d’arte spagnola Ansorena pubblica allora un catalogo con l’opera e attraverso un tam-tam di segnalazioni attorno al dipinto in pochi giorni si riuniscono i principali esperti del pittore, inclusi mercanti d’arte e curatori di museo da tutto il mondo.

Mentre il quadro consolidava sempre più la sua reputazione di originale perduto di Caravaggio, il governo spagnolo ne sanciva la non esportabilità, vincolandone, quindi, la permanenza sul suo territorio.

Nell’estate del 2024 l’Ecce Homo, acquistato da un filantropo britannico, che vuole restare anonimo, residente in Spagna, è esposto in una sala dedicata del Museo del Prado di Madrid.

Già Roberto Longhi, nei suoi studi fondativi sul pittore, aveva pubblicato un’immagine di una copia del quadro di Madrid, intravedendo, primo fra tutti, oltre le vernici ossidate e la banalizzazione di un mediocre copista tutta la forza di un’autentica idea caravaggesca ancora da rintracciare.

 

 

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L’opera è un olio su tela che raffigura il passo biblico dell'Ecce Homo: Gesù Cristo viene presentato alla folla prima di essere crocifisso. Il quadro misura circa 111 centimetri per 86 ed è stato dipinto da Caravaggio tra il 1605 e il 1609 e ha fatto parte della collezione privata di Filippo IV di Spagna. È una delle circa 60 opere attualmente conosciute del pittore italiano .

 

Il nuovo proprietario del quadro Ecce homo di Caravaggio ha chiesto espressamente di rimanere anonimo, ma si ritiene che sia un cittadino straniero residente in Spagna che avrebbe comprato il quadro dalla famiglia Pérez de Castro Méndez per circa 30-35 milioni di euro. Secondo l’agenzia stampa spagnola Efe, Jorge Coll, responsabile della galleria d’arte Colnaghi che ha custodito il dipinto durante il restauro nei mesi scorsi e collaborato all'accordo per la sua messa in mostra, ha spiegato che il proprietario ha intenzione di tenerlo sempre esposta al pubblico, anche dopo i nove mesi in prestito concessi al Prado. Coll non ha confermato però i dati di vendita, ma sostiene che il quadro sarebbe potuto valere oltre 100 milioni di euro se non fosse stato dichiarato "bene di interesse culturale", cioè non vendibile all'estero.

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