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Per la sua saggezza e fama divenne in seguito precettore del futuro re Liutprando che compì gli studi e la preparazione nelle scuole della biblioteca del monastero.

 

La data della morte è incerta: si aggira tra il 725 e il 744.

Più tardi il re Liutprando, che lo venerava, gli farà dono di una stupenda lapide sepolcrale marmorea ricca di fregi, oggi conservata al museo dell'Abbazia di San Colombano. L’epigrafe voluta dallo stesso sovrano e commissionata al magister Iohannes, documenta il periodo ed è quasi l’unica fonte di biografia di Cumiano. Vi si legge: Cumiano diventò famoso per grandi virtù, fu pio con i confratelli, prudente, mite, pacificatore, fedele al sommo alla osservanza della regola.

 

 

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Esempio di arte longobarda (fronte) e carolingia (retro), nonché emblema del fenomeno del “riuso”, tipicamente Medievale.

Lapide sepolcrale di san Cumiano.                             Cumiano di Bobbio (ScoziaVII secolo – Bobbio725-744) è stato un vescovomonaco cristiano e abate scozzese dell'Abbazia di San Colombano

 

Fu dapprima monaco in Irlanda e poi vescovo in Scozia, dopo le invasioni normanne decise di recarsi a Bobbio, richiamato dalla vita monastica del monastero di Bobbio e dalla regola colombaniana; venne a vivere da semplice monaco nel cenobio. Nel 653 successe al quarto abate San Bobuleno.

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Buongiorno e buon giovedi Grasso❤️🥳

 

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte di esistere.

 

 

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L'orlo superiore della teca è decorata mediante una serie di fogliette liscie. Segue un primo registro decorativo dove sono visibili figure di animali, piccoli alberi stilizzati, figure intente in attività agricole (interessante il gruppo con una coppia di buoi che tira un rudimentale aratro "a chiodo"). Nella parte centrale della teca corre una complessa affigurazione con Orfeo intento a suonare la lira mentre tutto intorno sono disposte una serie di figure di animali dalle tipologie più diverse (capre, leoni, scimmie, aquile, pecore, cani). Non mancano figure appartenenti alla zoologia fantastica o alla mitologia (un centauro, un fauno (Pan?), un grifo, una sirena). In un lato è anche visibile una scena di caccia con due cavalieri che affrontano bestie feroci accompagnati da cani. Dei due cavalieri uno impugna una sorta di lancia mentre l'altro sembra portare, accovacciato sul polso un falco. In basso è visibile un'arcata, con modanatura continua, con all'interno un cavallino.

 

 

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Questa teca eburnea viene ricordata per la prima volta all'interno di un atto di donazione papale nel 1207, doveva quindi trattarsi di un riuso di un pezzo già esistente.

 

 

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