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Subito all'interno della chiesa vi è, a sinistra, la vasca battesimale del VII secolo, secondo la leggenda dono della regina Teodolinda allo stesso San Colombano e dove lui stesso celebrò il primo battesimo (un tempo era collocata nella cripta).
Nato da famiglia nobile della Burgundia, si fece monaco di Lerino donde passò a Luxeuil, accolto da san Colombano, che lo portò con sé in Italia Insieme a San Colombano giunge a Bobbio nell'autunno del 614, constatando lo stato di abbandono dell'antica chiesa di san Pietro, la riparano e attorno vi dispongono alcune costruzioni in legno, come primo centro di vita monastica.
L'anno seguente, in periodo di quaresima, san Colombano si ritirò a Coli, tornando al monastero solo alla domenica, lasciando Attala come suo vice.
La domenica del 23 novembre del 615 morì san Colombano, e Attala gli succede come secondo abate.
Continua l'opera di conversione dei longobardi e sotto di lui il cenobio si ingrandisce sia come complesso sia come numero di monaci, dalle provenienze più diverse: soprattutto irlandesi, francesi e germanici. Fra i nuovi venuti vi è il monaco Giona da Susa, entrato nel 618 e futuro biografo di San Colombano, del monastero e della storia di Bobbio.
Morì nel 627 e a lui successe come terzo abate san Bertulfo (627-639).
Sepolcro di sant'Attala nella cripta della Basilica di san Colombano, caratteristica la lastra sepolcrale di epoca longobarda e fregi celtici Attala (Borgogna, VI secolo – Bobbio, 10 marzo 627) è stato un monaco cristiano, abate e missionario francese.Sant'Attala (2º abate) e di San Bertulfo (3º abate), addossati alle pareti, con le transenne marmoree longobarde usate come lastre tombali sopra gli antichi affreschi.
Sepolcro di san Bertulfo nella cripta della Basilica di san Colombano, caratteristica la lastra sepolcrale di epoca longobarda e fregi celtici. Bertulfo (o Bertolfo) era di famiglia nobile franca, nativo di Metz e parente di Sant'Arnolfo vescovo di Metz; giunse a Bobbio e divenne monaco colombaniano sotto l'abate Sant'Attala a cui successe come terzo abate nel 627.
Sotto di lui il complesso si ingrandì ulteriormente ed iniziarono i primi problemi con i vescovi vicini: infatti il vescovo Probo di Tortona chiese la sottomissione del monastero ed il suo controllo. Il nuovo sovrano longobardo, Arioaldo, era ariano e come tale non intervenne nella disputa religiosa, mantenendo nel contempo ottimi rapporti col monastero.
Bertulfo, di fronte a questa pretesa, intervenne e insieme al monaco Giona si recò a Roma da papa Onorio I con una scorta reale concessa da Arioaldo, e l'11 giugno 628 ottenne il privilegio che disponeva la protezione pontificia sul cenobio: il primo esempio di esenzione della storia, su cui gli abati futuri fonderanno le loro pretese di autonomia.
Buongiorno❤️
Le cose
che fai vecchio mio,
possono essere bellissime,
ma ahimè ahimè,
Se non le fai con il cuore
sì vede e si vedrà sempre.
Romanticismo non significa
regalare rose.
Romanticismo significa coltivarle.
(Alda Merini)
.Colombano (in irlandese: Colum Bán, «Colomba bianca»; latino: Columbanus; Monte Leinster, 540 circa – Bobbio, 23 novembre 615) è stato un monaco missionario ed evangelizzatore celtico, uomo di azione ed abile diplomatico, noto per aver fondato da abate numerosi monasteri e chiese in Europa. È venerato come santo dalla Chiesa celtica, dalla Chiesa romana, dalle Chiese ortodosse e dalla Comunione anglicana.
Tramite le sue numerose fondazioni contribuì alla diffusione in Europa del monachesimo celtico. Diffuse, con il Paenitentiale, l'uso della confessione privata in sostituzione di quella pubblica per il sacramento della penitenza.
Colombano morì a Bobbio, nell'abbazia che aveva fondato, all'età di 75 anni, la domenica 23 novembre del 615. Come secondo abate del monastero gli succedette Attala (615-627). La sua tomba si trova tuttora nella cripta dell'abbazia insieme a quelle degli abati suoi successori (Attala, Bertulfo, Bobuleno e Cumiano), e di altri diciotto monaci e di tre monache.
Giona, monaco nell'abbazia di San Colombano a Bobbio, fu incaricato dall'abate Attala di scrivere una biografia in latino del santo che è la fonte principale per le vicende della sua vita.

























