Buon inizio settimana ❤️💛
L’amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite.
(Stendhal)
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L’amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite.
(Stendhal)
Rappresentazione metamorfica dell'uomo, che fonde il suo corpo con la natura circostante, emergendone come se fosse viva. Il gigante era in grado di sudare e piangere: l'acqua sgorgava infatti dal suo corpo tramite una rete di condutture. Il suo corpo d'inverno si copriva quindi di ghiaccioli. Proprio per questo suo aspetto è anche chiamato "il Gennaio", rappresentazione de' "la vecchiaia" o dell'inverno e dal mese più freddo dell'anno, gennaio. Il nome viene da una scultura analoga di un altro artista, la statua di "Gennaio" o "Inverno" dell'Ammanati nel giardino superiore della Villa Medicea di Castello,Toscana.
Al piano superiore è situata una camera abbastanza grande per una piccola orchestra e nella testa una stanzetta presenta un camino, la cui canna fumaria sono le narici del colosso, e delle fessure per occhi e bocca. Francesco amava pescare stando in questa camera, facendo uscire la canna da pesca da uno degli occhi. Di notte la stanza veniva illuminata con torce e dunque gli occhi sembravano brillare nell'oscurità.
colosso dell'Appennino è una statua in pietra alta circa 14 metri,[1] situata nei terreni di Villa Demidoff a Vaglia, in Toscana. Venne realizzato negli anni ottanta del Cinquecento dallo scultore fiammingo Jean de Boulogne (meglio noto come Giambologna), con l'intento di rappresentare gli Appennini. Inizialmente la scultura era situata presso la tenuta di Villa di Pratolino (la costruzione precedente alla moderna Demidoff), costruita da Bernardo Buontalenti circa vent'anni prima su ordine del Gran Duca di Toscana Francesco de' Medici.
Bruno Catalano è uno scultore che ti fa viaggiare: le sue mani e la sua fantasia producono opere uniche, fantastiche e reali allo stesso tempo, umanità in cammino, orizzonti che riempiono il cuore dell’uomo. I suoi “viaggiatori” camminano per le strade del mondo, accompagnano sogni, manifestano lo spirito di avventura e la curiosità di chi, con una valigia in mano, è pronto a partire per il mondo.
Nicolas Lavarenne è uno degli ultimi artisti appartenenti alla Scuola di Nizza e ha lavorato nei primi anni di attività con Arman e César.
Nato nel 1953, è cresciuto a Nizza circondato da conversazioni sull’arte nello studio del padre. Scopre la scultura lavorando dapprima sul legno: dopo aver trascorso l’estate 1984 a lavorare su un blocco di legno per “liberare” due esseri sospesi ,dà alla luce la sua prima scultura.
Nel 1987 le sue opere sono state esposte a New York e a Los Angeles, e in quell’occasione si è cimentato per la prima volta con il bronzo.
Nel 1988 scolpisce L’enragé, la sua ultima scultura in legno.
Ambiente spaziale a luce nera (1948-1949), presentato presso la Galleria del Naviglio a Milano nel 1949. Una stanza illuminata dalla luce di Wood con una scultura astratta dipinta con colori fluorescenti appesa al centro.
LUCIO FONTANA: AMBIENTE SPAZIALE A LUCE NERA 1948-1949/ 2017
Probabilmente lo conoscete per i suoi tagli, per quegli squarci verticali con cui lavorava la sua materia che in quel caso era la tela, eppure Lucio Fontana per tanti anni – quasi 20 – portò avanti lo studio e la produzione degli Ambienti spaziali. Stanze, corridoi, labirinti percorribili che quasi sempre venivano distrutti al termine dell’esposizione.