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Buona giornata❤️💙
Centomila persone insieme vogliono quello che, individualmente, non vorrebbero mai.
(Roberto Gervaso)
Alla sua morte dispose lasciti per un importo complessivo di oltre due milioni di lire a diversi enti caritativi e di assistenza sia di Milano sia della nativa Domodossola tra i quali l'Ospedale Maggiore, il Duomo di Milano e i Luoghi Pii Elemosinieri
Giacomo Mellerio (Domodossola, 9 gennaio 1777 – Milano, 10 dicembre 1847) è stato un politico e filantropo italiano.
Trattandosi di ricamo, è necessario coinvolgere una manifattura di spessore. La scelta ricade sulla ditta Bertarelli, che aveva sede nella centralissima via Broletto, fondata nel 1882 dai fratelli Giulio e Luigi Vittorio - Luigi Vittorio (1859-1926) era stato uno dei fondatori del Touring Club Ciclistico Italiano, nel 1894, nonché suo presidente e guida per moltissimi anni (a lui è dedicata la piazza accanto alla storica sede Touring di corso Italia). Per le aste metalliche e la decorazione della cimasa si rivolge invece all'amico Alfredo Ravasco, un famoso orafo del tempo che fornisce gratuitamente topazi, rubini, granati e perle, utlizzati in parte anche nel ricamo.
Stendardo processionale
Ponti pensa a un'Annunciazione insolita, tutta dorata, con figure stilizzate e l'angelo in piedi. Scelte che non piacciono granché alla Commissione: l'iconografia classica prevede un angelo per lo meno inginocchiato. La Commissione consiglia anche di introdurre colori, per ravvivare l'opera, oltre a suggerire di "attenuare quel poco che nel bozzetto rimane di carattere moderno, tale da susitare polemiche". Ponti non si fa intimorire, permane nelle sue convinzioni e riesce a concludere il progetto originario.
È d'opinione comune tra gli esperti che il risultato sia tra i più alti del ricamo italiano del Novecento: il sapiente uso dei filati metallici, la maestria dei punti di ricamo su imbottitura, gli accorgimenti per suggerire effetti di chiaroscuro e tridimensionali, la fantasia nelle soluzioni ornamentali sono tutti aspetti che contribuiscono a rendere l'opera una "vera opera d'arte", come disse la stessa manifattura Bertarelli. Non manca maestria anche per la struttura metallica che regge il gonfalone, con la bellissima corona della cimasa e le aste sormontate da raggiere in argento, topazi, granati, cristalli di rocca (quelli del Ravasco).
Gonfalone dell’Ospedale Maggiore, conferendogli preziosità nei materiali e nelle tecniche impiegate. Il raffinatissimo ricamo in oro e argento su seta fu eseguito dalla ditta Fratelli Bertarelli. Le parti metalliche e di gioielleria furono realizzate dall’orefice Alfredo Ravasco, che fece dono di tutte le pietre preziose.
Il lato anteriore dello stendardo rappresenta l’Annunciazione, a cui l’ospedale è dedicato; sull’altro lato è ricamata la colomba, emblema dell’ente, circondata dalle insegne araldiche dei principali benefattori e delle opere pie amministrate. Le foglie di palma delle aste riportano incisi, in segno di gratitudine, i nomi dei benefattori che avevano allora contribuito al finanziamento dell’opera.
L’insegna, connotata da un carattere di particolare solennità e da un forte valore simbolico, fu inaugurata il 24 marzo 1935, nel corso di una funzione solenne in Duomo celebrata dal cardinale Ildefonso Schuster.
Il manufatto, significativo per l’arte del Novecento, rappresenta uno dei pezzi più pregiati delle raccolte dell’ospedale.




























