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lL riformismo illuminato austriaco, in una Milano sempre più sensibile alla scienza e alla tecnica, investì nella Ca’ Granda, intesa come “ospedale di insegnamento” e “di perfezionamento”.

 

Le Raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore sono una collezione artistica di proprietà dell'Ospedale Maggiore di Milano, costituita da una serie di ritratti dei benefattori dell'ente ospedaliero, considerata il nucleo principale e di maggior valore, e da altre raccolte di varia natura, attualmente collocate nella sede storica dell'Ospedale, la Ca' Granda, oggi sede centrale dell'Università statale di Milano. 

 

Racconta, attraverso celebri autori lombardi, una vicenda che vede in prima linea la generosità della città. Aperto al pubblico e visitabile gratuitamente, il percorso si collega alla Festa del Perdono, una tradizione annuale iniziata nel ‘400 che chiamava i cittadini a compiere offerte all’istituzione medica. La grande raccolta di ritrattistica si fa oggi testimone dei benefattori più facoltosi susseguitisi nei secoli e di un patrimonio artistico dall’identità unica.

La Ca' Granda, all'epoca sede dell'Ospedale Maggiore di Milano, nel giorno della Festa del Perdono (fine del XVII secolo)

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TESORI DELLA CA’GRANDA: UNA STORIA SECOLARE

Ma perché il Policlinico di Milano detiene un patrimonio così speciale? Perché questa insistenza sul ritratto? Le risposte a queste domande affondano le radici in una storia vecchia di secoli e si ricollegano a una Milano esempio di umanità e generosità: si tratta della Festa del Perdono, istituita dal Papa Pio II nel 1459. Ogni anno, per accedere all’indulgenza plenaria, i fedeli erano chiamati a effettuare una donazione alla Ca’ Granda, oggi Fondazione Ca’ Granda Policlinico. Nel tempo, i donatori più generosi vennero celebrati con dei ritratti, fatti realizzare dagli artisti locali più promettenti di ogni epoca. È così che si è arrivati a costituire una preziosa Quadreria, di cui solo una parte è esposta nelle sale recentemente aperte al pubblico. 

 

 

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TESORI DELLA CA’ GRANDA: LE OPERE

La collezione, recentemente aperta al pubblico, si trova nella sede degli uffici amministrativi e dell’Archivio Storico del Policlinico di Milano di via Francesco Sforza 28, nel cuore del centro storico. Si tratta di un percorso che si sviluppa in cinque sale in cui si alternano i protagonisti della storia dell’arte lombarda: Giovanni Segantini, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Mosé Bianchi, Carlo Carrà, il Pitocchetto, Filippo Abbiati, Emilio Longoni e Mario Sironi sono alcuni degli autori dei 23 ritratti esposti, per un arco temporale che va dal ‘600 al ‘900. Un grande orgoglio di questo patrimonio artistico, in particolare, è il Ritratto di Carlo Rotta, unico esemplare di questo genere che il pittore Giovanni Segantini eseguì nella sua vita, su commissione. In mostra, anche cinque sculture, tra cui quelle raffiguranti il Duca Francesco Sforza e San Carlo Borromeo, tra i primi benefattori della storia. Una realtà che viene raccontata anche attraverso il suo lato scientifico: oltre alle opere, sarà esposta una raccolta di strumenti medici, utilizzati a partire dall’800. 

 

 

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Buongiorno❤️💙

 

Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
(Charles Bukowski)

 

 

 

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Durante la seconda guerra mondiale, tra il 15 e 16 agosto 1943 la struttura fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, che distrussero intere ali del complesso. I danni furono riparati alla fine della guerra recuperando quanto più possibile il materiale originario. La sua ricostruzione è considerata un capolavoro del restauro.Da ricordare anche il pluridecennale lavoro di restauro diretto dagli architetti Ambrogio Annoni e Liliana Grassi, effettuato a partire da importanti studi sull’architettura quattrocentesca lombarda e sul Filarete L'Ateneo vi ha ufficialmente sede dal 1958

 

 

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La sua realizzazione fu tuttavia solo parziale in quanto nel 1465 Filarete abbandonò Milano, e l'esecuzione venne portata avanti da Guiniforte Solari e a partire dal 1495 dal suo allievo e genero Giovanni Antonio Amadeo. Questi realizzarono il progetto filaretiano con notevoli modifiche per adeguarlo al gusto lombardo ancora tardogotico, quali la sostituzione delle monofore a tutto sesto con le bifore ogivali nel prospetto della facciata principale. 

 

Dettaglio della facciata seicentesca

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La Ca' Granda, già sede dell'Ospedale Maggiore di  Milano Opera dell'architetto fiorentino Filarete, fu uno dei primi edifici rinascimentali a Milano ed ebbe un ampio seguito in tutta l'Italia settentrionale. Oggi è sede dell'Università Statale di Milano.

 

Il progetto iniziale venne ideato da Antonio Averulino detto Filarete, architetto toscano convocato a Milano dal Duca su raccomandazione di Cosimo de' Medici. La scelta dell'architetto toscano, incaricato anche della ricostruzione del castello sforzesco, testimonia la volontà di Francesco di dotare la città di un edificio costruito secondo le più avanzate tecniche di costruzione, per le quali al tempo Firenze era considerata la città maggiormente all'avanguardia.

 

La costruzione dell'edificio prese avvio nella seconda metà del Quattrocento, su impulso del Duca di Milano Francesco Sforza, allo scopo di dotare la città di un unico grande ospedale per il ricovero e la cura dei malati, che precedentemente venivano ospitati in vari ospizi sparsi per la città. La decisione della sua edificazione avvenne all'indomani della conquista del Ducato di Milano da parte di Francesco Sforza, con l'intento di conquistarsi il favore dei nuovi sudditi con una monumentale opera di pubblica utilità. La prima pietra venne posata il 12 aprile 1456, a seguito del decreto con il quale il Duca faceva dono alla città del grande terreno su cui sarebbe sorto l'Ospedale.

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