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Madonna di S.Alessio

Cappella della Madonna dell’Intercessione o Cappella di Carlo IV , così chiamata perché il Re di Spagna la fece abbellire durante il periodo di esilio nel convento (1814).   Questa cappella è conservata la veneratissima Icona della Madonna di Sant'Alessio o Madonna dell'Intercessione     La cappella, invece, fu costruita dall’Abate Angelo Porro nel 1674 e conserva la veneratissima Icona della Madonna di S.Alessio , in quanto si riteneva che fosse la stessa che il Santo avesse venerato già ad Edessa dove si era recato per abbandonare gli agi della casa paterna e vivere in povertà, chiamata anche Madonna dell’Intercessione perché derivante dal genere delle scene pittoriche in cui si invoca la misericordia di Cristo giudice. L’icona, secondo la tradizione, sarebbe stata dipinta a Bisanzio e poi trasportata a Roma nel X secolo da Sergio di Damasco. Secondo gli esperti, invece, l’icona fu realizzata da un pittore romano tra il XII e il XIII secolo, a tempera su tela e fissata su una tavola di legno. Sull’altare marmoreo si trova un tabernacolo cinquecentesco realizzato con pregiati marmi differenti.

 

 

Nella cappella si trova un rilievo raffigurate il Riconoscimento e benedizione del corpo di S.Alessio, con la rappresentazione di papa Innocenzo I, dell'imperatore Onorio III e dei famigliari del Santo.

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copia fotografica di S.Girolamo Emiliani presenta un orfano alla Madonna (XIX sec. - Carlo Gavardini

 

 

 

 

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Alle due estremità del transetto si trovano due cappelle: a sinistra è situata la Cappella di S.Girolamo Emiliani  fondatore dei Somaschi: la pala d’altare raffigura “S.Girolamo Emiliani con orfano davanti alla Madonna” ed è una copia fotografica dell’originale trafugato nel 2006. L’opera rubata era stata realizzata da Carlo Gavardini tra il 1852 ed il 1860. Da segnalare che nel XVII secolo questa era la cappella funeraria della famiglia Guidi di Bagno, fatta realizzare dal cardinale Gianfrancesco Guidi di Bagno e soltanto nel 1850 dedicata a S.Girolamo.

 

 

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Felice giornata❤️

 

Stupita, stolta, stonata, strana, stupenda.
La vita.
(Fabrizio Caramagna)

 

 

 

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Nell’abside  si trovano gli stalli del coro dei monaci Geronimici, al centro del quale vi sono due colonnine in marmo con decorazione cosmatesca, sormontate da un timpano, che inquadrano un’iscrizione del XIII secolo che elenca le reliquie presenti nella chiesa. La colonnina di destra è firmata da Jacopo di Lorenzo di Cosma, il quale dichiara di averne scolpite 19 con relativi capitelli: “Iacobus Laurentii fecit has decem et novem columnas cum capitellis suis”. Si narra che le 17 colonnine mancanti siano state asportate da Napoleone. Le colonnine, inoltre, secondo alcuni, decoravano l’antica chiesa onoriana, secondo altri si trovavano originariamente nella basilica di S.Bartolomeo all’Isola.

 

 

 

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L'altare maggiore, dedicato a S.Bonifacio, conserva dietro una grata le reliquie dei Santi titolari.
Fu realizzato nel XVIII secolo da Tommaso De Marchis.

 

 

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Pietra tombale del cardinale Vincenzo Gonzaga (primo cardinale della basilica - 1591

 

 

 

Pietra tombale di Lupo de Olmedo (fondatore dei Monaci Girolamiti dell'Osservanza - 1433)

 

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