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Teca contenente la scala in legno della casa di Sant'Alessio
Qui si trova la Scala Santa e la chiesa titolare di Sant'Alessio, realizzata in legno e stucco da Andrea Bergondi, allievo del Bernini, nel XVIII secolo.
Statua di Sant'Alessio (Andrea Borgondi - XVII sec.)
| statua di Sant'Alessio (Andrea Borgondi - XVII sec.) |
Sant'Alessio con la croce e il bordone da pellegrino giace sotto la scala in legno della casa paterna, sotto la quale la tradizione vuole che abbia vissuto per diciassette anni e dove morì
Cappella di Sant'Alessio
Cappella di S.Alessio, situata nella controfacciata. L’opera, realizzata da Andrea Bergondi nel XVIII secolo, raffigura “S.Alessio assistito dagli angeli al momento del trapasso” ed è costituita dalla statua in gesso raffigurante il Santo morente ed un reliquiario monumentale, in vetro e legno dorato, disposto in diagonale tra quattro colonne di spoglio in granito con capitelli corinzi, che contiene la scala lignea della casa paterna sotto la quale la leggenda vuole che il Santo abbia vissuto e vi sia morto. Questo aspetto ci introduce alla nota leggenda secondo la quale S.Alessio, contrario alle nozze volute dal padre, il senatore Eufemiano, fuggì dal palazzo che sorgeva dove oggi è la chiesa e visse in esilio, in Siria, ben 17 anni. Tornato alla propria dimora povero ed invecchiato, non fu riconosciuto da nessuno ed il padre, credendolo un povero pellegrino, gli concesse alloggio in un sottoscala, dove Alessio visse i restanti giorni della sua vita: nel momento stesso in cui morì, tutte le campane di Roma suonarono miracolosamente. La leggenda è giunta fino a noi dopo numerose interpolazioni di scribi, giullari, cantastorie (dimostrato da il “Ritmo”, uno dei documenti più antichi dell’italiano volgare), trovatori e comici, fino ad essere musicata da Stefano Landi su libretto del cardinal Rospigliosi. Venne rappresentata l’8 febbraio 1634 nel teatrino di palazzo Barberini ed ebbe enorme successo. Ai primi del Novecento fu rappresentata, in prosa, dai “Compagnons de Nôtre Dame” di Henri Ghéon.
Buona domenica❤️❤️
Ci sono persone con cui perdi tempo, e persone con cui perdi il senso del tempo.
E’ solo questione di scelta.
Di notevole interesse storico-artistico è il monumento funebre di Eleonora Boncompagni Borghese opera di Andrea Fucigna su progetto di Giovan Battista Contini proveniente dalla demolita chiesa di S.Lucia dei Ginnasi. Anche qui una bella iscrizione: “A Eleonora Boncompagni Borghese, principessa di Sulmona, alle sue ceneri deposte sotto questo marmo, le monache del Corpo di Cristo dei Ginnasi come monumento eterno di un animo riconoscente. Per testamento eredi edificarono. Visse 53 anni, morì il 9 settembre 1695”.
pozzo della casa di Sant'Alessio
Degno di menzione è il pozzo ottagonale situato tra il secondo e terzo pilastro, chiuso da un pesante coperchio in legno dall’orlo levigato dallo sfioramento delle mani dei fedeli, fatto in devozione di S.Alessio, in quanto questo sarebbe il pozzo presso il quale il Santo, ospite anonimo delle sue case, attingeva l’acqua ogni giorno per la famiglia che gli prestava ricovero.





























