Sulla destra della facciata si trova il campanile romanico a cinque ordini con doppie bifore, fatto costruire da Onorio III.
Sulla destra della facciata si trova il campanile romanico a cinque ordini con doppie bifore, fatto costruire da Onorio III.
Sotto il portico si trova la statua in gesso di papa Benedetto XIII realizzata nel 1752 ed eretta dal cardinale Angelo Maria Querini per celebrare il completamento del riordino barocco.
Portale d'ingresso della chiesa, risalente all'epoca di Onorio III, presenta una cornice cosmatesca.
Gli altri due ingressi alla basilica, in corrispondenza delle navate laterali furono chiusi per creare una cappella.
La facciata della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio si trova un po' arretrata rispetto alla strada.
E' infatti preceduta dall'ala meridionale del convento che costeggia la via e tramite cui, attraversando un portale, si accede ad un cortile d'ingresso.
In questo cortile che ha sostituito l'antico quadriportico della basilica, si trova una fontanella decorata con una guglia gotica nella quale sono raffigurati i due Santi titolari.
La chiesa venne poi associata a S.Alessio solo dopo sei secoli ad opera di Onorio III (1217), quando la dedica a S.Bonifacio decadde e la chiesa venne intitolata a S.Alessio.
Esistono tre versioni della vita di S.Alessio, vissuto tra il IV e il V secolo: ( scrivo quella che piace a me)
secondo la versione greco-bizantina S.Alessio era nato a Roma ma non morì a Edessa. Dopo aver passato diciassette anni in Oriente infatti, l'icona della Madonna della chiesa davanti alla quale Alessio mendicava ordinò al sacrestano di accogliere nella chiesa quel sant'uomo.
Non amando il fatto di essere riconosciuto santo dagli abitanti del luogo, Alessio salpò alla volta di Tarso; i venti però lo fecero approdare al porto di Ostia. Fu così che Alessio si ritrovò nella sua città natale e andò a mendicare alla casa paterna dove nessuno lo riconobbe, ma gli offrirono alloggio sotto ad una scala del palazzo, dove visse per altri diciassette anni. In fin di vita scrisse le sue memorie su un rotolo, che gli fu ritrovato tra le mani quando morì; le campane di Roma si misero a suonare autonomamente e una voce incitava a cercarlo. Solo gli imperatori Arcadio e Onorio poterono sfilargli il rotolo dalle mani e apprendere la sua storia.
Sul colle Aventino sorgono alcune tra le chiese più belle di Roma, e accanto alla Basilica di S.Sabina si erge la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, anch'essa una basilica minore.
Non si hanno certezze sulla data della sua origine ma si pensa che sia stata costruita come oratorio tra il III e IV secolo d.C.
Il luogo di culto fu inizialmente dedicato a S.Bonifacio, patrizio romano martirizzato a Tarso di Cilicia (attualmente in Turchia), al tempo di Diocleziano e Massimino.
Bonifacio era l'amministratore della ricca matrona Aglae (il cui nome fa pensare appartenesse ad una famiglia di origini greche), rimasta vedova senza figli nel fiore degli anni, che qui abitava nel suo palazzo e che inviò il suo amministratore in Oriente alla ricerca di reliquie cristiane, per riparare ad una vita di peccato condotta insieme a lui.
Giunto a Tarso Bonifacio non nascose la sua fede cristiana e non essendo morto sotto le torture fu infine decapitato.
Il suo corpo tornato a Roma fu sepolto in una necropoli della Via Latina, ma Aglae volle costruire nel suo palazzo un tempio che lo ricordasse.
Buona giornata❤️🧡
La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.
(Soren Kierkegaard)