Santa Margherita d’Antiochia pagato al Guercino dal Padre Generale dei canonici lateranensi di San Salvatore a Bologna, che in seguito divenne abate di San Pietro in Vincoli a Roma.
Santa Margherita d’Antiochia pagato al Guercino dal Padre Generale dei canonici lateranensi di San Salvatore a Bologna, che in seguito divenne abate di San Pietro in Vincoli a Roma.
Alla base della volta è esposta la trave della catena centrale, divisa in due, con nome e data della ristrutturazione del 1465, attuata dal cardinale Cusano.
stemma del Cardinale Della Rovere
Icona di san Sebastiano, santo taumaturgo il cui culto a Roma ha origini antiche, come testimoniano anche le catacombe sulla via Appia. Il mosaico, composto in occasione della peste del 680 d.C. come pannello votivo.
Tomba dei pittori fiorentini Antonio e Piero del Pollaiolo. Le sculture con i due ritratti, Antonio a sinistra e Piero a destra, sono sormontate dalla figura del Cristo benedicente; furono eseguite tra il 1498 e il 1510 da Luigi Capponi. Al di sopra del monumento, in minima parte da esso occultato, vi è l'affresco Processione propiziatoria di Sisto IV per la fine della peste del 1476, del 1476, attribuito a Antonio di Benedetto degli Aquili detto Antoniazzo Romano.
La tomba di Niccolò Cusano Andrea Bregno, Rilievo con il Cardinale Nicola Cusano inginocchiato davanti a san Pietro
Buona giornata❤️
La vita è come la musica; deve essere composta con orecchio, sentimento, ed istinto, non con le regole.
(Samuel Butler)
La navata centrale è divisa dalle navate laterali da venti colonne doriche originali in marmo Imezio, provenienti sicuramente dalla Grecia, in quanto, pare che non esistessero colonne romane di questo tipo, furono prelevate probabilmente dal vicino Portico di Livia. La base delle colonne è un rifacimento del V secolo.
La volta è a botte ribassata, ricoperta a cassettoni realizzata da Francesco Fontana nel 1706. Alla base della volta, è esposta divisa in due la trave della catena centrale risalente ai lavori di ristrutturazione del 1465 eseguiti a sue spese dal cardinale Cusano, del quale si legge il nome e la data in numeri romani. Al centro del soffitto campeggia imponente un grande affresco dipinto nel 1706 da Giovanni Battista Parodi; esso rappresenta un fatto accaduto nel 969, un conte al seguito dell'imperatore Ottone I di Sassonia che viene liberato dal demonio al contatto delle catene di san Pietro.
In quegli anni, sia l'Impero sia il Papato erano in gravi difficoltà a causa delle continue scorribande di popolazioni barbare che forzavano i confini dell'impero, arrivando a minacciare anche Roma. Il miracolo della congiunzione delle catene, una proveniente da Oriente e una da Occidente, assunse così un grande significato simbolico e politico, dovevano dimostrare un forte legame tra i due imperi e forse una volontà mai realizzata di riunificazione, voluta e benedetta da Dio.
La consacrazione della basilica ebbe luogo già nel 439] durante il pontificato di papa Sisto III. Successivamente subì molti restauri, i più importanti, fatti da Adriano I nel 780, da Sisto IV nel 1471 e da Giulio II nel 1503. Altri restauri furono eseguiti nel XVIII e XIX secolo.
Nella chiesa sarebbero stati nominati Giovanni II e Gregorio VII.
Al restauro di Giulio II risale l'architettura attuale della chiesa, con il portico d'ingresso, e la ristrutturazione del convento annesso. Il disegno originario del chiostro, che è stato recentemente restaurato (foto), è attribuito dal Vasari a Giuliano da Sangallo.
L'edificio del convento fu adibito, dopo l'unità d'Italia, a sede della Facoltà di Ingegneria della Sapienza. Il pozzo centrale, eseguito da Simone Mosca nel 1517, è decorato da mascheroni e inserito fra quattro colonne trabeate (il disegno è attribuito a Antonio da Sangallo il Giovane), è il simbolo della facoltà di Ingegneria. Sempre nel cortile, una fontana del 1642, dono del cardinale Antonio Barberin