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Roma, Scuderie del Quirinale
GUERCINO. L’ERA LUDOVISI A ROMA
Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666), è stato uno dei più grandi esponenti della pittura barocca italiana.
 La sua arte si distingue per l’uso magistrale della luce e del colore, capace di creare una narrazione intensa e vibrante, pur evitando il realismo crudo di Caravaggio. Guercino fu influenzato da Ludovico Carracci, che gli insegnò l’uso del chiaroscuro e una tecnica pittorica fluida e dinamica. Cresciuto nel contesto della tradizione padana, l’artista arricchì il suo linguaggio con elementi della pittura veneziana del Cinquecento e con l’influenza ferrarese di Dosso Dossi e Scarsellino, sviluppando così uno stile unico che univa esuberanza cromatica e ricerca luministica.    La chiamata a Roma da parte del cardinale Alessandro Ludovisi, che divenne papa Gregorio XV nel 1621, segnò un punto di svolta per Guercino. Roma era allora il centro di un vivace fermento artistico, dove tradizione e innovazione si incontravano. Guercino, anziché seguire i modelli di Guido Reni o Annibale Carracci, sviluppò uno stile personale che combinava classicismo e una sensibilità moderna. Le pitture ad olio del Casino Ludovisi, in particolare l’Aurora, sono un esempio di questo approccio innovativo: le figure sono animate da una vitalità espressiva che contrasta con la compostezza formale del Reni, mentre la sua tavolozza esplosiva dissolve i contorni, donando alle opere un’immediatezza unica. La luce nelle opere di Guercino è un elemento narrativo, simbolico e poetico. Negli affreschi del Casino Ludovisi, l’Aurora diventa allegoria della rinascita, resa attraverso una luce che crea un’atmosfera di speranza e meraviglia. Questo uso evocativo della luce è uno degli elementi distintivi del suo linguaggio pittorico. Durante il suo soggiorno romano, Guercino realizzò anche il grande dipinto “Sepoltura e Assunzione di Santa Petronilla” per la Basilica di San Pietro, oggi conservato nella Pinacoteca Capitolina ed in copia in questo allestimento. In quest’opera, l’artista riuscì a combinare la grandiosità della scena sacra con un toccante realismo popolare. Le figure nella parte inferiore richiamano il naturalismo di Caravaggio, ma con un tono più lirico e meno drammatico. Guercino cercava sempre un equilibrio tra il divino e l’umano, rendendo le scene sacre accessibili e profonde.

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Veduta dalle Scuderie del Quirinale.

Le Scuderie del Quirinale sono un palazzo di Roma. Situate davanti al Palazzo del Quirinale, anch'esse di proprietà della Presidenza della Repubblica, sono sede di mostre ed eventi culturali. In passato note con il nome storico di Scuderie papali del Quirinale, l'aggettivo fu poi eliminato per evitare equivoci sulla proprietà.

 

 

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Scala regia                           Fu costruita da Antonio da Sangallo il Giovane nei primi anni del XVI secolo, per collegare i palazzi Apostolici alla Basilica di San Pietro, e fu notevolmente rimaneggiata da Gian Lorenzo Bernini dal 1663 al 1666.

Il sito, una striscia di terra scoscesa relativamente stretta tra la chiesa ed il palazzo, è delimitato da irregolari muri convergenti. Bernini usò un numero di effetti barocchi tipicamente teatrali per esaltare questo punto di accesso in Vaticano.                           Sopra l'arco, all'inizio della rampa, c'è lo stemma di papa Alessandro VII, affiancato da due angeli scolpiti. Alla base delle scale, Bernini posizionò la sua statua equestre  dell'imperatore romano Costantino  (1670). Si intendeva mostrare l'evento, prima della battaglia di Ponte Milvio quando a Saxa Rubra, a nord di Roma, lungo il Tevere, Costantino ebbe la visione della croce con la frase "In hoc signo vinces".

 

 

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Sul lato opposto, Costantino, creata dal Bernini nel 1670 e che sottolinea l'ingresso ai Palazzi Vaticani

Il sogno di Costantino del Bernini la figura di Costantino, tra i primi regnanti cristiani, era particolarmente ammirata dai papi successivi, in modo particolare suscitava grande interesse nel XVII secolo. Bernini, pertanto, scelse per l'opera un particolare momento della vita di Costantino.

 

La lunga storia della scultura comincia nel 1654, quando Bernini cominciò a lavorare al Costantino, con molta probabilità commissionato da Papa Innocenzo X. Nel progetto originario la statua doveva essere collocata all'interno della Basilica di San Pietro. Quando Alessandro VII salì alla soglia pontificia l'anno seguente, il progetto fu rinvigorito: il papa, infatti, garantì a Bernini l'arrivo di un grande blocco di marmo che l'artista avrebbe potuto utilizzare per la fase preparatoria e la realizzazione di schizzi e bozzetti. Tuttavia, per motivazioni non chiare, il progetto fu rimandato, e Bernini non cominciò a lavorare sul blocco prima del 1662.

Negli anni sessanta di quel secolo - non è noto il momento esatto - si decise di posizionare la statua equestre nella nuova Scala Regia che il Bernini stesso stava progettando. Lo scultore quindi continuò a perfezionare la sua opera, cambiando la stessa in base alla nuova collocazione. Grandi modelli in terracotta furono inseriti nella nicchia, permettendo all'artista di osservare l'effetto della composizione finale. A causa delle grandi dimensioni della nicchia, la scultura era sopraffatta: per far fronte a tale problematica, Bernini decise di aggiungervi un grande panneggio dall'effetto dinamico e sinuoso, posizionato proprio alle spalle della statua.

Risolto l'inconveniente, Bernini poté dare gli ultimi ritocchi all'opera, che ultimò nel 1668.

Furono impiegati dieci giorni per trasportare la statua dallo studio di Bernini alla Scala Regia, e fu necessario anche l'impiego di guardie che sorvegliassero l'opera durante la notte. Furono inoltre adoperati ingenti quantità di paglia, argani, assi e travi per trascinarla. La scultura giunse nella sua collocazione attuale il 12 gennaio 1669. Lavori architettonici e decorativi (quali, ad esempio, quelli per il drappeggio) continuarono fino al 1669, così come la lucidatura dell'opera stessa.

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Statua equestre di Carlo Magno, Agostino Cornacchini (1725)

Il portico che si estende per tutta la larghezza della facciata e sul quale si aprono i cinque accessi alla basilica.

L'atrio è fiancheggiato da due statue equestri: Carlo Magno, a sinistra, di Agostino Cornacchini (1725, n. 2) e, sul lato opposto, Costantino, creata dal Bernini nel 1670 e che sottolinea l'ingresso ai Palazzi Vaticani attraverso la Scala Regia (n. 8). Alcuni stucchi arricchiscono tutta la volta sovrastante.

 

Sulla parete sopra l'accesso principale alla basilica è riportato un importante frammento, ampiamente restaurato, del mosaico della Navicella degli Apostoli, eseguito da Giotto per la primitiva basilica e collocato nell'attuale sede solo nel 1674 

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Felice giornata❤️🎄

 

I soldati di Leonida vestivano di rosso per non far vedere il sangue sulle loro uniformi. Non dare speranza al tuo nemico, nascondi anche tu le tue ferite.

 

 

 

 

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La prima porta santa creata nella storia della cristianità è quella della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila: la chiesa fu fondata nel 1288 per volere di papa Celestino V, che qui fu incoronato papa il 29 agosto 1294, ed è considerata la massima espressione dell'architettura abruzzese, oltre che il simbolo della città, ed è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Dal 1327 ospita le spoglie del pontefice, attualmente conservate all'interno del mausoleo di Celestino V, realizzato nel 1517 ad opera di Girolamo Pittoni, maestro di Andrea Palladio. Qui si tiene un giubileo annuale, il primo della storia, istituito con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294, oggi noto con il nome di Perdonanza Celestiniana e classificato dall'UNESCO tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità; pertanto la basilica è caratterizzata dalla presenza di una Porta Santa sulla facciata laterale. La seconda indicazione di una porta santa giubilare risale al 1423: si trattava di una soglia in San Giovanni in Laterano. Si hanno notizie certe del rito di apertura della porta santa della basilica di San Pietro a partire dal 1500 con papa Alessandro VI.

 

 

Retro della Porta santa murata (Basilica di San Pietro in Vaticano)

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