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La porta santa della basilica di San Pietro, opera dello scultore Vico Consorti fusa a Firenze dalla Fonderia Artistica Ferdinando 

La porta santa è quella porta di una basilica che viene murata per essere aperta solo in occasione di un giubileo.                      Le porte sante sono ingressi speciali presenti in alcune chiese cattoliche, attraverso i quali i fedeli possono ricevere l'indulgenza plenaria attraversandole in occasione di particolari giubilei o festività. Le più note sono quelle delle quattro basiliche maggiori di Roma, ma anche altre chiese nel mondo hanno una porta santa, concessa dalla Santa Sede per eventi o celebrazioni significative.

Le porte sante delle basiliche maggiori di Roma

modificA Roma, le quattro basiliche maggiori sono dotate di una porta santa:
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Fonte battesimale della basilica di S. Pietro, in porfido rosso. Era in origine il coperchio del sarcofago di Adriano, nel suo mausoleo. Portato nel quadriportico di S. Pietro e variamente usato come sepolcro, fu infine riconvertito in fonte battesimale da Carlo Fontana nel 1698.

 

 

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Buona giornata❤️💚

 

Non importa chi tu sia, o da dove tu venga. La capacità di trionfare inizia con te. Sempre. 

 

 

 

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Sotto l'iscrizione sono presenti due angeli piangenti ai lati di una porta, a simboleggiare le speranze perdute degli Stuart esiliati. Sull'architrave della porta è presente la frase latina "BEATI MORTVI QVI IN DOMINO MORIVNTVR", ossia "Beati i morti che muoiono nel Signore". Questi angeli nudi fecero un po' scalpore all'epoca della realizzazione dell'opera: venne chiesto a Canova di coprire le nudità delle due figure, ma egli si rifiutò, pertanto sotto il pontificato di Leone XII vennero posti dei panneggi in gesso come forma di censura, poi rimossi sotto il pontificato di Leone XIII.

 

Il monumento agli Stuart reali fu commissionato in origine da Monsignor Angelo Cesarini, l'esecutore testamentario di Enrico Benedetto Stuart. Tra gli iscritti, curiosamente, c'era il re Giorgio IV, che (una volta che la minaccia giacobita al suo trono finì con la morte del cardinale Stuart nel 1807) fu un ammiratore della leggenda stuarda. 

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Monumento Stuart, di Antonio Canova.

Il monumento è, in senso stretto, un cenotafio, non una tomba (nonostante spesso sia noto come "sepolcro"). I tre Stuart sono sepolti nella cripta sotto la basilica.                           Il monumento in marmo è di Antonio Canova (1757–1822), lo scultore italiano più celebre del suo tempo, e, dopo essere stato commissionato nel 1810 venne eretto tra il 1816 e il 1819. Nella Gipsoteca canoviana di Possagno si conserva un modello .

 

 

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.Canova, Monumento a Clemente XIII, Roma San Pietro, 1787-1792

Questo sepolcro (1783 - 1792) è stato concepito dallo scultore secondo il classico schema a tre piani sovrapposti. Sul primo livello, quello basamentale, poggiano le figure allegoriche: due leoni, simbolo della forza, che proteggono la porta che dà accesso al sepolcro, il genio della morte e la figura femminile con la croce in mano simbolo della Religione. Al secondo livello è posto il sarcofago, di forme ovviamente classicheggianti. Al terzo livello vi è la statua a tutto tondo del papa, che il Canova, interpretandone il carattere, rappresenta in atteggiamento umile, inginocchiato a pregare; il triregno simbolo di potere è posto a terra.

 

 

 

 

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Sepolcro di Urbano VIII è un monumento funebre commissionato da papa Urbano VIII a Gian Lorenzo Bernini nel 1628, che si trova all'interno della basilica di San Pietro.

Composta in bronzo, solo le 2 virtù del Papa sono in marmo.

L'opera è un'imponente composizione disposta su più livelli e presenta una struttura bicroma e polimaterica. Vennero infatti utilizzati per questa realizzazione marmobronzo dorato e legno. Le parti che sono collegate al tema della morte sono di materiali scuri o decorati in oro, mentre quelle che sono in rapporto con la vita sono in marmo bianco.

Nella parte alta, su un ricco piedistallo, viene posto il pontefice, in posizione benedicente seduto sul trono. Ai lati del sacello sono presenti due Virtù marmoree a guardia del sepolcro: alla sinistra la Carità che allatta un bambino (la modella fu la famosa Costanza Bonarelli, amante del Bernini di cui egli realizzò successivamente un busto); alla destra la Giustizia.

Sopra il sacello si trova la morte, rappresentata da uno scheletro, raffigurata nell'atto di scrivere l'epitaffio del papa.

Nel 1628 papa Urbano VIII continuò la costruzione di San Pietro iniziata da papa Giulio II e commissionò il lavoro a Bernini, il quale progettò un posto per la tomba ed il monumento funebre del suo committente nella parete a nord dell'abside principale.

C'è una donna che allatta, ispirata a Costanza Bonarelli. C'è la personificazione della giustizia e della morte, che scrive il nome del Papa.

Morte velata, in bronzo impreziosito dalle dorature, sta terminando di scrivere l'epitaffio "Urbanus VIII Barberinus Pont.Max. L'epitaffio è incompleto, visto che il Papa era ancora in vita all'inizio dei lavori (forse era scaramantico?) ed inoltre questa rappresentazione dava maggior dinamismo all'opera.

In alto, alla sommità della piramide, campeggia maestosa la scultura bronzea del Papa

 

Homo raro, ingegno sublime"
Urbano VIII così dice di Bernini

Il più grande mecenate di Gian Lorenzo Bernini, Maffeo Barberini, papa dal 1623 al 1644 col nome di Urbano VIII, pretese una tomba monumentale e per essere sicuro del risultato, la volle vedere lui ancora in vita.
 Bernini e la sua bottega, lavorarono alla tomba dal 1627 al 1647

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