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Il contrasto tra la ricchezza architettonica e decorativa della facciata e la semplice volumetria dell'edificio rientra tra le caratteristiche dell'architettura palazziale che si diffonde nel Val di Noto tra il XVI e il XVIII secolo. L'edificio presenta, infatti, una struttura a corte di tipo tradizionale. Attorno alla corte centrale, che ospita un pozzo e due palme, simbolo di prosperità, si articolano i diversi ambienti, distribuiti in 90 vani su quattro livelli. 
Per quanto riguarda la destinazione d'uso degli ambienti, il pianterreno o piano dammusato (dal siciliano "in pietra") era destinato alle scuderie e ai magazzini per il deposito dei generi alimentari; il primo e il secondo piano svolgevano la funzione residenziale; gli ambienti del sottotetto erano invece destinati alla servitù. 

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La facciata del Palazzo si pone come elemento più significativo del linguaggio architettonico tardo barocco locale e riflette l'estro creativo e l'erudizione del committente. E' caratterizzata da una sequenza di aperture delimitate da balconi con ringhiere bombate in ferro battuto (alcune delle quali riportano la data di realizzazione), sorretti da mensoloni scolpiti nella tenera pietra locale con figure grottesche e mitologiche, motivi floreali e fogliati. Ciascun balcone presenta delle mensole scolpite in modo diverso, con le sembianze di leoni, centauri, puttini, cavalli alati, chimere e sirene. Non mancano richiami simbolici a episodi biblici e autobiografici. La figura del fanciullo con il flauto, ad esempio, starebbe a indicare un passo del Testamento di Giacomo, con esplicito riferimento al nome del committente. E' possibile, inoltre, intrpretare le figure che animano le mensole dei balconi in chiave alchimistica, come simboli delle tappe del cammino verso la conoscenza. La passione di Giacomo Nicolaci per l'Alchimia gli valse, infatti, il soprannome di "Giacomo l'alchimista". Vi è, infine, un'interpretazione simbolica degli elementi che si lega a credenze popolari, che vedevano nell'uso delle figure antropomorfe e zoomorfe scolpite sulla facciata un monito per tenere lontani la sfortuna e il malocchio.

 

 

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Al centro della facciata si trova un ampio portale fiancheggiato da due colonne con capitelli ionici che sostengono una trabeazione riccamente decorata e una finestra balconata. Un androne voltato collega il portale d'ingresso alla corte interna. Dall'androne, uno scalone di rappresentanza realizzato in stile neoclassico conduce al piano nobile.

 

 

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Palazzo Nicolaci dei Principi di Villadorata sorge sulla via che prende il nome del committente dell'edificio più rappresentativo di Noto, Corrado Nicolaci, che termina con la scenografica facciata della Chiesa di Montevergini. Il Palazzo si distingue per la sua ricchezza architettonica e decorativa. I lavori di costruzione dell'edificio iniziarono dopo il terremoto del 1693, probabilmente con il coinvolgimento degli architetti Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra e Francesco Paolo Labisi nella progettazione, e terminarono nel 1765, come ricorda una data incisa su un arco della corte interna. La costruzione venne affidata a maestranze locali.

 

L'edificio nacque come residenza urbana dei Principi di Villadorata, che nel 1701 acquisirono il titolo di Baroni di Gisira e Bonfalà. Si deve al Barone Corrado Nicolaci l'acquisto dei primi lotti di terreno e la costruzione del nucleo originario del Palazzo, poi ampliato e trasformato dal figlio Giacomo Nicolaci, che partecipò in prima persona alla progettazione dell'edificio. Uomo di grande cultura, Giacomo Nicolaci arricchì la propria conoscenza dell'arte e dell'architettura compiendo il Grand Tour, in occasione del quale ebbe modo di visitare l'Europa e, la Francia in particolare, dove venne a contatto con stili e tendenze artistiche e architettoniche di grande importanza. Di ritorno dal Grand Tour, egli immaginò la propria residenza come una sintesi tra ispirazioni locali e internazionali, stili e linguaggi architettonici differenti. I balconi, ad esempio, si dice che siano ispirati al Palazzo del Barone di Trezzano, che si trovava nella Noto Antica.
 

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Palazzo Nicolaci dei Principi di Villadorata è uno degli edifici barocchi più belli del Val di Noto. La particolarità che contraddistingue l'edificio è il ricco apparato decorativo della facciata e degli ambienti interni, tornati al loro antico splendore dopo una serie di interventi di restauro. Oltre agli ambienti rimasti di proprietà degli eredi Nicolaci, il Palazzo ospita oggi la sede della Biblioteca Comunale.

 

 

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Buona giornata❤️💜

 

Le cose durano se te ne prendi cura,mettere amore in tutto ciò che si fa e la migliore cura che dura nel tempo." 

 

 

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Le nuvole in cielo… sono come i sogni quando vagano nel fondo della nostra mente.

 

 

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Buona domenica❤️💙

 

  • OGNI RUGA SUI NOSTRI VOLTI È UNA STORIA VISSUTA CON CORAGGIO, ORGOGLIO, SORRISO, PIANTO, AMORE. SONO COME LE PAROLE D’UN LIBRO APERTO SFOGLIATO DAL TEMPO DAVANTI AGLI OCCHI DEL MONDO.

     

     

     

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