S.Giovanni Battista, Sant'Antonio, S.Giovanni Evangelista e Sant'Andrea
da .S.Paolo, S.Pietro, S.Francesco d'Assisi, Nicolò IV e la Vergine
S.Giovanni Battista, Sant'Antonio, S.Giovanni Evangelista e Sant'Andrea
da .S.Paolo, S.Pietro, S.Francesco d'Assisi, Nicolò IV e la Vergine
L'Abside della basilica attuale risale al pontificato di Leone XIII, il quale giudicò troppo piccolo il coro. Il Papa incaricò nel 1876 Francesco Vespignani di ampliare il coro di 20m.
Venne per questo distrutto il deambulatorio che correva dietro l'abside (il cosiddetto Portico leoniano).
Si dovette rifare perciò anche il mosaico che decorava la precedente abside duecentesca ma si mantenne la sua iconografia.
Il mosaico dell'abside duecentesca era stato fatto realizzare da papa Nicolò IV ai due frati francescani Jacopo Torriti e Jacopo da Camerino, che compaiono nel mosaico absidale: il primo si trova a sinistra della raffigurazione, posto tra S.Simone e S.Giacomo Minore, e tiene in mano il compasso e la squadra, mentre il suo aiutante, a destra nel mosaico tra S.Bartolomeo e S.Matteo, è munito di tavoletta e martello per la preparazione delle tessere del mosaico.
Sono accompagnati da iscrizioni che li identificano.
La decorazione dell'abside, rimasta sempre musiva nonostante le vicissitudini e gli interventi subiti, ha in sé l'ermeneutica su quanto mosse l'imperatore Costantino a innalzare la monumentale Arcibasilica Lateranense. Non è difficile individuare la risoluzione costantiniana nella miracolosa apparizione della Croce, in quel "In hoc signo vinces" che Costantino portò in battaglia con sopra la Croce.
Oltre ai disegni cosmateschi nel pavimento si può notare la colomba con un ramo d'ulivo nel becco, simbolo araldico della famiglia Pamphilj e di papa Innocenzo X, insieme ai gigli, e davanti al portale della navata centrale i simboli araldici di Alessandro VII Chigi (quercia e i sei colli sormontati da una stella a otto punte), che nella basilica fece porre i battenti della Curia Iulia.
Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.
(George Bernard Shaw)
Basilica di S. Giovanni in Laterano. La spettacolare sepoltura di papa Martino V Colonna (1417-1431), che per sua espressa volontà volle essere sepolto proprio sotto il Ciborio contenente le Sacrosante Teste..