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L'elemento architettonico più significativo della basilica è la sua maestosa cupola, alta ben 121 metri con la statua 126 metri  progettata dall'architetto-ingegnere Alessandro Antonelli, assurta a simbolo della città e segno distintivo del suo panorama.

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Cristo Salvatore realizzata in bronzo ricoperto di lamine d’oro e alta quasi 5 metri, opera di Pietro Zucchi. Attualmente è conservata all’interno della basilica e in cima alla cupola è collocata una copia in vetroresina.

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Nella cappella dell'Angelo Custode (prima cappella di sinistra) sono presenti affreschi di Tanzio da Varallo (1629), raffiguranti i santi protettori della famiglia Nazari (che era la famiglia committente), scene bibliche, il Paradiso e il Purgatorio. Questi dipinti, così come la tela raffigurante la Battaglia di Sannacherib sono il frutto di un gusto che probabilmente già esce dai confini regionali per trovare ispirazione nell'arte dell'Europa centrale.

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La cappella della Natività (seconda cappella a sinistra) ospita un polittico di Gaudenzio Ferrari (commissionato nel 1514 circa), appartenente alla primitiva chiesa di San Vincenzo, con tavole raffiguranti il Presepio, l'Annunciazione (nel registro superiore del polittico), la Vergine con il Figlio fra i Santi Rocco, Ivo e i Vescovi Gaudenzio ed Ambrogio, i Santi Pietro e Giovanni Battista e i Santi Paolo ed Agabio (nel registro inferiore). Sostanzialmente conforme ai canoni rinascimentali è la cornice (con cornicioni e colonne) delle sei tavole.
 

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22 gennaio è san Gaudenzio. Ma perchè si festeggia proprio questo giorno?

La tradizione vuole che nel 396 d.C. Ambrogio, vescovo di Milano, stesse tornando da un viaggio a Vercelli verso il capoluogo lombardo. A metà strada però i cavalli si fermarono, rifiutandosi di proseguire. Ambrogio accolse il fatto come un segno divino e decise di fermarsi a Novara, dove lo accolse Gaudenzio. Il novarese però non aveva molto da offrire al grande vescovo milanese: così, per miracolo, nel suo giardino fiorì un roseto meraviglioso in mezzo alla neve.

La tradizione più "moderna" ricorda il miracolo attraverso la cerimonia delle rose: ogni anno la cittadinanza (cioè il comune) si fa carico di pulire le rose che si trovano sul lampadario della basilica, dove vengono riposizionate e benedette dal vescovo di Novara .

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