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La Basilica dedicata a San Gaudenzio venne edificata nel punto più elevato di Novara tra il 1577 e il 1690 su progetto di Pellegrino Tibaldi. È invece della seconda metà del XVIII secolo il campanile, opera di Benedetto Alfieri (zio del poeta Vittorio), la cui altezza di 92 metri ha per lunghi anni, fino alla costruzione della cupola, caratterizzato il panorama del capoluogo. Ma il desiderio dei Novaresi era quello di perfezionare la loro basilica con la costruzione di una cupola, opera decisamente troppo costosa allora per le casse della Fabbrica Lapidea, l’organo che dal 1552 cura tutti gli interventi al tempio gaudenziano. Grazie però ad una pubblica sottoscrizione e ai proventi derivanti dall’“imposta del sesino” (una tassa sull’acquisto della carne), ristabilita dal re Carlo Felice di Savoia, nel 1840 la Fabbrica ebbe le somme necessarie per far fronte ai lavori di completamento della basilica; venne quindi incaricato Alessandro Antonelli della costruzione della cupola e del rifacimento della facciata basilicale, anche se quest’ultima in realtà non venne mai completata e si realizzò solo la porta in noce con rosoni, decorazioni e teste di angeli in ferro fuso.

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Un primo tempio dedicato al santo esisteva fin dall'841 all'inizio dell'attuale viale XX Settembre; l'edificio fu in seguito ricostruito e nuovamente consacrato nel 1298.

Tra il 1552 ed il 1554 gli spagnoli di Carlo V decisero la trasformazione della città in una piazzaforte militare, pertanto furono distrutte tutte le costruzioni esistenti al di fuori della cinta muraria, compresa la basilica. Negli stessi anni fu istituita la "Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio" avente lo scopo di sovraintendere alla riedificazione della chiesa.

A seguito alla peste del 1576, dalla quale Novara miracolosamente non fu colpita, si decise la ricostruzione della basilica nel punto più elevato della città, all'angolo nord-ovest delle mura. Qui, fin dal 1019, esisteva una chiesa intitolata a san Vincenzo Martire, che fu demolita per far posto al nuovo edificio; si salvarono solo tre cappelle, tra cui quella dedicata a san Giorgio dove erano state temporaneamente traslate le spoglie di san Gaudenzio a seguito della distruzione della basilica extra-muraria.

La progettazione fu affidata a Pellegrino Tibaldi, cui sono da ricondurre l'accentuato verticalismo dell'edificio e il senso di vigoroso plasticismo promananti dalla facciata e dai fianchi, mossi entrambi da nicchie, finestroni e colonne poderosamente aggettanti

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Il Broletto di Novara è un complesso architettonico medioevale costituito da quattro edifici storici sorti in epoche diverse, con stili artistici differenti e non coerenti tra loro, disposti a quadrilatero attorno ad un cortile (o "Arengo") centrale. Si trova nel centro della città a pochi passi dal Duomo

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