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daunfiore

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daunfiore più di un mese fa

Mi rifugio nella notte e nella sua illogica ed algida bellezza e sperimento la dolcezza, cruda ed essenziale; quasi come quella delle vene sulle braccia candide, peccaminose nella nudità di piccoli estuari macchiati di azzurro e verde. E mi ritrovo nel nuovo giorno nella mia solitudine; fa compagnia più di una stola, più del cielo che fa da cappello ai nostri giorni.

Un filo di luce, quasi una promessa.

Un bacio e un sigillo.

Disegnami ancora la bocca.

 

https://blog.libero.it/wp/esonounnodopurpureo/

 

 

 

E strappami un'onda dal mare.

... 

 

 

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daunfiore più di un mese fa

Giocare con l'evidenza e sfidarla, mentre le sensazioni ti mettevano in allerta, era solo l'anticamera della incoscenza, nella più lucida delle follie. Io lo sentivo e dunque lo sapevo, ogni fibra di me lo aveva ferocemente decretato. Ma il brivido dell'errore non mi fermava, perché mi piaceva pensare che quello che sentivo sulla pelle era destino.

La vita è strana. Fa dei giri immensi ma ti riporta al cuore e forse a quell'angolo da riordinare, a quel libro mai letto, che ti aspetta, a quel vestito mai indossato, a quel sorso che ti attende. Molliche di cuore.

Piccola scìa di amore e amore per noi stessi. 

 

 

 

Vietato calpestare i passi di sentieri sconosciuti.

Usare cautela e gentilezza. 

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daunfiore più di un mese fa

Le parole sono di tutti. Alcune sono irresistibili, altre indispensabili, alcune vere e proprie licenze, nel bisogno di comunicare e di esprimersi, oltre la convenzione e le regole. Strumenti che assurgono a dignità di pensieri e di emozioni, perché quelli invece sono proprio nostri, spaccati del nostro sentire e della nostra anima, frutto della nostta mente; questo accade quando le parole trovano il loro senso e il loro posto e spesso il giusto sentiero. 

Cuore_anima_testa_anima_cuore. 

Senso e sentire hanno la stessa radice. 

E la stessa voce. 

A volte un urlo. 

 

La parola di oggi è cielo.

Fa venire voglia di respirare e di non smettere di sognare. 

 

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daunfiore più di un mese fa

Piccoli pensieri, come nuvole, come schiuma di mare, come mani che si sfiorano oppure occhi che si scrutano. Sono e restano piccoli e segreti, ma fanno compagnia. Un segno, un asterisco, una pausa, un soffio.

 

Alcuni nodi sono destinati a non sciogliersi mai.

Il dentro fuori. 

Il fuori dentro. 

Ognuno dice ciò che vuole. 

Ognuno tace ciò che vuole. 

Così mi vesto con le mie ossa perché sono precipitata a fondo. 

Ho invertito cuore e pelle. 

E sento tutto e troppo. 

Non mi aspetto che tu comprenda. 

Anzi neanche lo voglio. 

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daunfiore più di un mese fa

Così lenti questi giorni, di una fragilità che tutto gradatamente muta e colora di nuovo, di tinte piene ed intense, con le loro mille sfumature, che grondano memoria, pregne di terra. Questo è quello che ci svela l'autunno, la bellezza delicata e morbida del cambiamento, con il suo sorprendente incanto.

Mentre la valigia dei ricordi si spalanca e il tutto e il vuoto si mescolano.

 

Là le assenze la fanno da padrone.

Ogni odore, ogni segno, ogni traccia, si aggancia alla memoria. 

Ed il reale si intreccia all'ignoto. 

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daunfiore più di un mese fa

Strani strani giorni. Si immergono nel senso, quasi atroce, al risveglio. Le ciglia cariche di malinconia si impregnano della realtà.  Succede in un attimo. E in quell'attimo ti abbraccio, forte, fino a schizzarti i miei battiti sul petto. Poi il silenzio si stempera nell'aria, rigata dalla luce e bucata dal caldo. Quello che è importante, nel tepore di mente e cuore, come un rivolo di rugiada, si mescola al sangue e alle ore.

E scrivo, senza inchiostro e senza voce. 

Senza dimenticare.

Il profumo della luce è inconfondibile.

 

Il tempo ti insegna ad aver paura solo dell'amore.

Così rinneghi tutte le emozioni. 

Quasi le dimentichi. 

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daunfiore più di un mese fa

Passi e segni. Non cerco sogni ma quello che sento, quasi una fame di realtà, che genera un velo e tutto vorrebbe coprire. Non trattengo nulla che non si sia infiltrato ed insinuato da solo in una parte più o meno profonda di me. E poi ancora altri passi, tra soste, come virgole, attraverso parole che entrano ed escono, in un discorso che non si ferma, e, nonostante noi, non smette di raccontare, spingendosi dove non pensavamo si potesse nè ci fosse spazio. Passi non  come respiri ma come astensioni. Buchi e strappi. Tagli. Quasi il bisogno di una superficie da crearsi per dosare quella profondità e quela voglia di perdersi, che è solo il bisogno di ritrovarsi nuovi. Poco poco. 

E poi ancora passi.

Forse è quella la nuova forma dei sogni?

 

 

Ad occhii aperti e guardare come se fossero ancora chiusi.

Senza più dosarsi.

Il limite, se deve esserci, lo decide la intelligenza. 

Intuire una mente è una droga che piace a pochi. 

 

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daunfiore più di un mese fa

Si decide e si trattiene per sé stessi un frammento speciale. Può essere una emozione o solo una sensazione, uno scampolo di un ricordo o piuttosto un lembo di sogno.

Ai margini, quasi contro la pelle. 

E dentro, dentro dentro, fa tanto bene.

Anche se a volte tenta di riaffiorare, come una piccola zattera alla deriva.

Il senso di sé non si spiega. 

Non si può spiegare. 

Anche se a volte ci piace provare a farlo. 

Non smettere di parlarmi anche nel silenzio più assordante. 

Perché negli ossimori ci sono schegge di sangue e verità. 

 

 

La verità del cuore è una sola.

Nonostante i giri che è costretta a fare. 

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daunfiore più di un mese fa

Brivido.

Pelle.

Taglio. 

Lembi. 

Bacio.

Morso.

Respiro.

Vetro.

Freddo.

Brivido. 

 

 

Nuvola bacia terra.

Dopo una carezza. 

L'amore è un solco che tutto custodisce. 

Una ferita che  raccoglie. 

E culla il seme. 

In attesa della vita. 

Niente si ferma anche se sembra immobile. 

Ti lascio un posticino nel mio buio. 

Un puntolino. 

 

 

 

 

Quasi come una chiosa all'anima. 

Un ricamo dei pensieri ai margini. 

In una periferia sconosciuta. 

Ovunque è ad un passo dal cuore.

Basta un salto. 

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daunfiore più di un mese fa

E me li spiego i colori. E poi il spiego a te. Lentamente. E poi ricominci. 

Senza smettere mai. 

Che colore ha il silenzio?

Ci sono stereopiti. 

E là restano infissi. 

Nel mezzo del nulla. 

Genuflessi al senso più becero dell'ovvio. 

E se li sfiori neanche si scompongono. 

Come se il sangue segnasse operazioni algebriche, vena contro vena. 

 

 

E così intreccio ombre, perché guardare a volte fa male. 

E il dolore può e sa essere irresistibile.

 

 

 

P. S. Non vi sentite spiate sto solo screenshottando.

Stai sempre a leggere in anonimo? Ah no te lo vengono a dire...e in questa affermazione c'è il fulcro del modo di usare la community. 

Ecco bene io non ho mai parlato di voi... Siete libere di pensare il contrario.

Voi invece tra di voi non lo avete fatto mai? Quello non è spifferare confidenze?

Dettagli poi sbattuti in bacheca (iniziali del nome comprese),  come ad esempio riferimenti alla mia stanchezza per il lavoro; confidenze non fatte a te ma da te inspiegabilmente riportate. 

 

Credete che un contatto si possa basare solo sullo scambio di informazioni estorte?

Sono diventata amica della donna odiata,  e per inciso è una cosa che mi rende lieta, avendola conosciuta molto meglio, e ti/vi assicuro che il nostro scambio nom riguarda gente di libero e libero stesso, ma piuttosto interessi nostri. Capisco che è una cosa che non potete capire.

 

Il resto è davvero qualcosa che non mi interessa, accuse che mi fanno schifo, per avere un motivo per poter fare male. 

 

Io non ho mai detto niente di voi, perché la vita va avanti. 

Uso solo questo profilo anche se ne ho tanti fermi. 

E sopratutto non ho mai ingannato nessuno fingendo identità parallele. 

Un tempo amavo scrivere, adesso mi è passata la voglia. 

E vorrei capire chi legittima chi ad usare la bacheca per riferire dettagli e confidenze. 

Io mi sarei pemessa di giudicare la fisicità di una altra donna? Queste sono bassezze che dovreste ricondurre ad altri.

 

Consiglio di evitare di tentare di screditare ulteriormente la mia professione, o altre professioni; si rischia di sembrare quanto meno saccenti, perché ci sono cose di cui si deve parlare con cognizione di causa.

 

Per il resto gradirei essere lasciata in pace.

Sono stufa e arcistufa. 

Cosa ne sai dei miei weekend? 

Ma come ti permetti a fare continui riferimenti a quello che si scrive o che si sa e alla vita privata.

Vi è una sacrosanta differenza tra osservare e valutare piuttosto che giudicare, sindacare e dire la propria su tutto e tutti. Se non lo comprendi, come non lo comprendi, il problema è davvero serio. 

Ma il limite a tutto questo scempio quale deve essere? 

E "da brava" dillo a qualcun altro. 

Il contraddittorio si fa con educazione e rispetto. 

Ormai si è persa la misura della correttezza nella comunicazione.

Tutto deve essere sguaiato, offensivo e provocatorio, con minacce di riferire e pubblicare, fieri di aver saputo e poter diffondere. La bacheca come arma... 

Le mani nel fango le avrei io? 

 

Ci si ritiene giustificati ad una arroganza e maleducazione senza limiti. 

E qui mi taccio, perché mi sono rotta le scatole di tigrotte da tastiera, che si trincerano dietro l'anonimato, fiere di conoscere la identità degli altri e addirittura di minacciare di fare questo e altro. 

E altro ancora. 

Non sembri migliore se screditi gli altri. 

 

 

 

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