Profilo BACHECA 610
Le piaceva la possibilità di limitarsi a sentire, solo raccogliendo sensazioni. Giusto quelle che ci percorrono più lievemente, senza che i pensieri ostruiscano il loro percorso, o tentino di prevederlo o modificarne il corso.
L'aria delineava una leggera e fragile armonia, e questo le permetteva di astrarsi e sentirsi a casa. Si faceva casa per la sua l'intimità più feroce.
Nel respiro un frammento di ansia e un brividi di paura le feceva sentire il cuore al posto giusto.
Ovunque e dovunque.
E i suoi passi solo suoi e scevri da ombra di giudizio. Da dare o ricevere.
Nessuno doveva, e poteva, giudicare i suoi passi e quelli del suo cuore.
A volte l'orrore si annida proprio là.
Nella pervicace voglia di vedere tutto con i propri occhi.
Hai mai pensato che i colori non sono uguali per tutti?
E nella diversità si celebra il trionfo della bellezza.
Sarebbe così facile, ma non ne ho voglia.
Ignoro quello che altri credono di sapere.
Perché non mi conoscono, per davvero, per forruna loro.
Questo era un gioco e tale deve restare.
E lo dico, senza timore di smentita.
Per me conta solo chi per me conta, e il resto lo cancello. Io non parlo degli altri, perché lo trovo banale e noioso. Sono troppo egocentrica per prestarci attenzione. Siete convinti del contrario?
Credete a quello che volete perché io non devo convincere o spiegare niente a nessuno.
Soprattutto se non esiste più.
O forse non è mai esistito.
Sono passati anni.
La mia colpa? Vi leggo in anonimo?
Vi sentite stalkerizzate perché rilevate presenze per voi sgradite e che sentite ostili con i vostri mezzucci illegali?
C'è qualquadra che non cosa..!
Sapete che vi dico?
Me ne vado a fare una passeggiata al mare.
Al mio mare.
Non mi importa di nulla.
E sono stata gentile.
Fino al cuore della notte, sentire il bisogno di osservare i pensieri, come capita, come capitano. Un vecchio film per compagnia, come un amico, con le sue parole speciali. Nelle notti di settembre trovi il tuo posto, disincantato ma sincero. Vero fino a sentirti tirare le vene. Perché alcune notti sono fatte di angoli e poca nostalgia, quasi serenità, mentre l'odore ruvido della salsedine si mescola a quello delle tue cose, come una patina che tutto copre, senza nasconderlo.
E i pensieri sono distanti, quasi li riconosci, mentre li lasci scorrere, senza afferrarli. Cambiare è scegliere e non smettere di amare.
A modo nostro.
Anche quando è difficile.
Siamo il cuore che abbiamo.
Guardami. Io non so smettere. Ho occhi pieni di tempo e di sogni. E squarci di buio. Guardami. Non voglio che tu riesca a vederli. Una parte di me è solo mia. Là si annida tutta la l'innocenza di cui sono capace quando amo. E tutta la crudeltà che l'amore rende possibile. Un taglio i cui lembi si baciano, sempre cancellandosi. Una cicatrice, come un filo d'erba impudico. Nella mappa dei desideri. Guardami, come un prato lontano e segreto. Non ho verità e neanche tu. Solo silenzi, che si stagliano nell'anima, e qualche parola, come sigillo.
A volte solo il fiato riesce a disegnare i sogni.
Il cuore è immemore.




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