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daunfiore più di un mese fa

Quante dimensioni abbiamo? A volte sembra non sia rimasto neanche un grammo della potenza analitica ed emotiva di cui siamo fatti. 

Come se il coraggio di sentire, di fluire, di dire, di manifestare fosse scivolato via, lasciandoci modesti ed univoci strumenti di contatto. Un flusso omologato, sotto desideri e bisogni manipolati. 

Eppure deve esserci uno strumento diverso di comunicazione, non convenzionale e davvero autentico, capace di provare davvero e di spingere oltre ogni sagoma mente e anima. 

Come se il corpo non fosse un nemico.

Oggi va così. 

 

 

Il mio cuore profuma di mela. 

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daunfiore più di un mese fa

Così nell'ingorgo di parole, ho imparato a tacere. Ed è così sopravvalutata la esigenza di spiegare. Ciò che importa non ne ha bisogno. Ed in fondo va a picco solo ciò che non conta. E ciò che conta è nell'anima. Lo ho imparato dopo tanto tempo. E una piccola cicatrice a forma di freccia. Per mandare altrove chi ne ha bisogno.

 

 

Destinazione paradiso. 

Le mie lacrime scivolano come piccoli fiumi segreti e inverecondi. 

In fondo la vita è il più imprevedibiile dei viaggi e io adoro viaggiare. 

Mi piace chiudere gli occhi e raccontarmi una nuova storia. 

Vuoi ascoltarla?

Siamo fatti di sogni e soprattutto della voglia di continuare ad ascoltarli. 

Quando sono triste mi rifugio nei miei occhi. 

Se mi avessi guardata per davvero mi avresti trovata. 

 

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daunfiore più di un mese fa

E che alcune finestre sono bocche fameliche.

E il mondo è fuori...e il mondo dentro?

Davvero la nostra intimità è meno rilevante del resto che è fuori?

Ad ogni contatto cambiamo.

Ogni impronta ci modifica.

E anche quando crediamo di sbagliare non facciamo altro che arricchirci di un nuovo errore.

Domande con risposte mai ricevute.

O risposte a domande mai fatte.

Tutto è esperienza.

Pelle che sfiora altra pelle.

Mente che osserva altre menti.

Impariamo.

Anche nel dosare il silenzio sulla propria anima e lasciare

c

a

d

e

r

e

le parole, 

nel vuoto,

a cui forse appartengono.

Chi lo sa?

La parola di oggi è sorriso.

Ma di quelli carichi di energia buona, dopo un bel respiro.

Già, si ricomincia....

 

 

 

 

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26
daunfiore più di un mese fa

E le parole ed il tempo si mescolarono e si intrecciarono, come foglie di acanto, come nuvole al cielo, più di graffi alle promesse. 

E le parole si sciolsero tra baci umidi di desiderio e di follia. Sul muro il respiro, mio e tuo, e poi nostro, come un unico vento. E le dita e i sospiri, confusi sulla carne. Sei stato l'impronta segreta ed indecente sul cuore. 

Le mie labbra tremavano tra le tue, mentre centellinavo il mio desiderio nella tua mente, più di un errore imperdonabile. O una preghiera? Era una favola inversa e avevo voglia di raccontartela perché così ti donavo me e la mia imperfezione. 

Dopo gli attimi diventarono poi e cxessano di avere senso, come tutto quello che senso non ha e mai ne ha avuto.

Praticamente un taglio segreto sulla pelle che oscilla tra il per sempre ed il mai

Esiste delirio più innocente e perverso?

 

Non esistere è una lieve euforia. 

Come un sorso di acqua fresca. 

Quasi un incanto. 

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25
daunfiore più di un mese fa

Lontana, afferro la metà di me stessa e la scia di pupille piene come specchi, colme di emozioni; palpitano e si dileguano, come lucciole nella notte. Una volta ho calpestato una sabbia che si illuminava ad ogni passo, prima che arrivasse l'onda. Contemplo la gentilezza, che per caso sfiora gli attimi, e mi stupisce e poi che dà un senso occasionale, morbido e lieve, alla vita. Questo mi fa sorridere, come con il sole tra le ciglia. Conta il sorso di felicità che la vita offre, a calici improvvisi e provvidi. - Sei mai stata felice Sara?- Mi capita spesso di incastrare a pezzi di soffitti il mio pensare peregrino e solitario, anch'esso quasi inutile, se io non fossi nei miei pensieri e nella mia mente. Prima di piegarmi sul fianco e di abbracciare la notte. Appena riaffiora, lieve come una carezza e con gelida come una lama, sul mento, sul collo, sul petto. 

Immobile, adesso, riavvolgo il fiato, per poi lasciarlo scorrere come il filo di un aquilone, nella luce che verrà.

 

 

E mi prendo tutto il tempo che serve per un istante di felicità.

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32
daunfiore più di un mese fa

E poi le mani, segnano il limite ed il percorso si dipana. Ed io mi ritrovo le dita come radici, respirando delirio, lieve e poco candido. Mentre le ombre sono tende, e pugni nella luce. Gli altri sul bordo, respiro contro respiro. Perchè dividerselo succede poche volte nella vita. E il bisogno della distanza, come un tozzo di comprensione da mordere, per quella fame che ti rende sempre in precario equlibrio. Ricordo il tuo morso al mignolino.  I tuoi occhi ancora sulla nuca e il tuo fiato sul collo, dove a volte cadono le mie lacrime. Ieri sono precipitate dentro un barattolo, un pozzo di paure profonde. Sono anch'esse radici che si spingono nella terra e la terra geme. Come le mie vene, mentre tenevi le tue braccia intorno a me e ti chiedevo di morire in quell'istante. All'improvviso si apre lo schigno della incoscienza.  Mentre il sogno si slenta e si imbeve di assenza, tutto sfuma e diviene meno oscuro. Il colore della terra riaffiora. Come dopo la pioggia il suo profumo. All'alba il nuovo giorno non ci rende più saggi, e meno folli. Solo che il resto viene ingoiato nella notte, come una coperta che ruba e non restituisce. Mi piace osservare le menti, percepire il delirio, rispettarne le deviazioni. Ci vuole davvero tanta attenzione, quando si valica la nostra aura, perchè l'attimo dopo non ha più speranza. 

Tra noi ed il pazzi la differenza è fatta dal caso. 

 

 

 

 

Il colore di oggi è quel maledetto indaco che mi tormenta da tanto tanto tempo, quando degli occhi hanno bucato strati di tempo e mente, accendendo una fiamma dentro.

E quel pensiero è rimasto indaco, come la coscienza, dopo un grande urlo.

 

 

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42
daunfiore più di un mese fa

Ci sono baci e baci. Alcuni sono porte, altri condanne. Ed altri ancora un piccolo grande  graffio nella mente. Mi piaceva baciare ad occhi aperti da piccola. E non parlo solo dei baci profondi, di quelli che le amiche ti insegnavano a fare le pose giuste, e non serviva a nulla, perché poi tutto trovava il suo posto e gli occhi finivi per chiuderli. Ma anche di quei piccoli ponti di affetto che segnavano i giorni e le ore, sedimentando un percorso e un patrimonio di amore e di crescita  Anche mia madre la ho baciata sino agli ultimi istanti e ancora non smetto. Ma quella è una altra storia. Perché volevo scrivere una cosa sul delirio e mi sono persa nei labirinti del cuore. 

Non si smette mai di essere fragili, anche quando si diventa forti. 

 

 

Alla fine cosa distingue il bene dal male? Ogni piccolo gesto è un piccolo pugno di bene o di male o tutte e due le cose. O magari un po' di polvere negli occhi.. 

 

Il bello di essere imperfetti è che non si ha bisogno di correzione... 

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38
daunfiore più di un mese fa

 

 

E precipitare dalle stelle fino a incastrarsi in un epilogo risulta una delle possibilità.

Immagina le altre. 

E nel frattempo l'iride si adatta e il buio diventa un vestito. Pelle su pelle e il fiato in prestito. 

Quando si è attraversato un frammento di indefinito, basta sentire l'aria fresca per essere felici.

Ed ogni errore è solo un vezzo per lasciarsi scoprire un pochino di più.

Ops... 

 

 

Il colore di oggi è rosso assoluto. 

"...Dall’alto, dalla punta estrema dell’universo, passando per il cranio e giù, fino ai talloni; alla velocità della luce e oltre, attraverso ogni atomo di materia, tutto mi chiede salvezza, ecco la parola che cercavo: Salvezza! ...".

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34
daunfiore più di un mese fa

Tutto sfreccia e il panorama cambia velocissimamente. E noi restiamo fermamente noi. Gli alberi con i rami a ridosso del cielo. Qualche pensiero nuovo.E la valigia sempre con me. In attesa di un nuovo viaggio. Alcuni posti non sono luoghi ma pezzi di noi. Senti tutto il bene possibile dato e ricevuto. Con i ricordi e le sensazioni tra fiato e cuore. 

Domani sarò migliore. 

Adesso non ho tempo.

Ed è così incredibilmente intrigante sentire gli errori che mi  scivolano addosso. 

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27
daunfiore più di un mese fa

Notti ribaltate come giorni inversi.Da riempirci le ore come fiato nei palloncini.

Ed assentarsi dal mondo in un corridoio segreto. Ascensore per l'inferno.

Se chiudo gli occhi rivedo quelli di mio padre, ma non riesco a sentire la sua voce. Ed è terribile. Ricordo tante delle cose che ci dicevamo, i suoi vezzeggiativi, la sua severità devastante, e i suoi abbracci senza fine, ma è tutto muto. L'unico suono che sento è solo il mio cuore, con i battiti che si rincorrono. E la nostalgia mi gonfia le vene.

Lo ricerco nei cassetti di casa, casa nostra, dove teneva le sue cose. E nelle stanze.

 Forse è la pioggia che ci bagna di nostalgia e di ricordi. O del bisogno maledetto di quella mano forte da stringere fino a farsi male.

Fino al taglio. 

La lama sulla carne che si apre mentre fiato e cuore si ribaltano.

Volevo il tuo segno.

Orgoglio di una donna sbagliata.

Ed è così strano riempirsi di emozioni e poi svuotarsi come maree. 

Perchè dentro di noi ci siamo solo noi, anche quando crediamo di aver fatto spazio agli altri. 

La debolezza non è fragilità, così come il bisogno e il desiderio vero non sono la stessa cosa. Ed è così ridicolo confonderli.

Resta tutto una questione di forza, nel saperla trovare e dosarla.

Anche dove la pelle si è fatta sottile perchè ci si è lasciati guardare. 

E la nudità è il vestito della paura.

L'attimo dopo è un colpo di spugna. 

O è solo l'onda che cancella.

Ed una mano che si asciuga nel vento.

 

 

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