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daunfiore più di un mese fa

 

 

 

 

 

E non sbagliano mai.

Anche quando sbagli tu.

Ogni percezione è una risposta ad una domanda che non hai fatto.

E ci sono fiumi che non puoi deviare, perché diventerebbero pozze, senza arrivare mai al mare.

Stream of consciousness.

 

 

E scorri lontano.

La verità si sa, non si scopre.

E in quell'estuario l'inquierudine é una rete che non perdona.

E modella una solitudine rumorosa nell'attimo in cui la corrente la modella.

Sensazione su sensazione. 

Frammenti di anima. 

Prima di perdersi e sperdersi.

E quella verità la avevi sempre saputa.

Ma avevi bisogno di una nuova fiaba.

 

 

           The end. 

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daunfiore più di un mese fa

Da quel punto in poi. E così si ritrovò inspiegabilmente oltre il confine, dove era tutto verde e profumava di prato. Vide la sagoma di se stessa toccare il fondo.Fino al limite. Sentiva la terra più vicina che mai e si rannicchió solo per percepire che il suo cuore vi batteva contro. E tremare. E ancora.  Senza parlare. Non sapeva dove fossero le parole in un mondo immaginifico e furente. 

Il vento faceva il resto, come una coperta lieve e impenetrabile. E che non perdona. Aveva dimenticato tutti. E non esistevano se non nella misura in cui ne ritrovava tracce che immediatamente cancellava, come fili di erba da strappare. La distanza era la misura in cui riprendeva il suo posto.

 

 

Ho intrecciato le dita al prato.

Adoro ricoprirmi di sole. 

Ma a volte è irresistibile rifugiarsi nel proprio lato oscuro. 

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daunfiore più di un mese fa

Poi ti accorgi che è tutto così oltre. Senza regole. Con i bordi confusi. Mentre i colori si mangiano i limiti. E se te lo descrivo, non smettere di parlare, perchè la tua voce la voglio ingoiare e ritrovarmela nel profondo di me, come un gancio capace di portarmi lontano dall'anima e di scaraventarmi lontano, quando serve. Sulla mia bocca qualche goccia di delirio da suggere insieme prima di precipitare nel miglior oblio possibile.

Dammi la mano. 

Ho bisogno del buio per coprirmi i sogni e bendare ogni baluardo di ragione.

E per infilarmi in un nascondiglio, a forma delle tue braccia.

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daunfiore più di un mese fa

 

 

 

 

Non voglio la luna.

Perché per dire alcune cose devi avere la sensazione che nessuno ti ascolti. E la tua voce sia un filo, tra te e la tua anima. Il gomitolo ingombrante che ci devasta e ci pulsa in petto. Davanti ad uno specchio immaginario, come nell’occhio di un pozzo qualunque, ti sporgi e raccogli la tua scia. Bava di luna. Intorno ad un rocchetto. Forse un’isola. Quella che non c’è. Ti strucchi e resti nuda, con la tua pelle, e le tue vene. E la luce triste dei tuoi occhi. Resti a contemplarne la fragilità, e tutta quella di cui sei fatta; tutta la voglia che hai avuto di nasconderla, come se il tuo riserbo fosse la tenda sottile e svolazzante della tua anima. Non trovo più la luna. E se inizi a contare, perdi sempre l’ultima cifra, e ricominci. Uno...due...

 

 

 

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daunfiore più di un mese fa

E questa notte odorosa profuma di bosco, di terra e di tormento. Poche parole e un respiro in cui infilarsi e una ombra che fa compagnia.

In attesa di divorare l'alba. 

 

 

La mia stella sei tu.

E neanche cerco di pensarti.

Fa troppo male sapere che non posso raggiungerti.

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daunfiore più di un mese fa

Apri la porta del mare e ad occhi chiusi respira. Fino alla fine di te stessa. Devi aspettare prima di immergerci gli occhi dentro. Fallo con tutta la forza che puoi, quando sarai pronta.

Immobile ho raccolto i miei brividi, persi tra le conchiglie. E l'acqua mi baciava la carne. Un modo di ritrovarsi per dimenticare, sfiorando il bordo dell'orizzonte. Con le dita nell'ignoto.

La forza può ciò che luccica per il bisogno. 

E l'essenziale lo ritrovo sempre là.

Davanti al mare. 

Anche quando non hai direzione e mille dubbi, lui segna la misura della tua esistenza. 

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daunfiore più di un mese fa

E poi ci sono quelle cose che hai sempre saputo. Ma ti piace raccogliere conchiglie per portare sempre con te il profumo del mare. E se pieghi la testa ancora lo senti, nelle tue notti. Tu me lo hai insegnato. E quelle notti che si dilatano e sfuggono ad ogni regola e ad ogni logica, mentre graffi il soffitto con gli occhi, e implori le ore perché tutto è troppo pieno. E il passato si infila nelle tue vertebre e le morde, una per una. Manca quel sangue e un rigo di sangue e perle, come la collana di un pregiudizio e di un giudizio che non ti abbandona mai.  Ti ho chiesto e mi hai dato, ma io non so prendere. La stadera della mia mente precipita sempre nella più pura delle inquietudini.

Vorrei spiegartela e raccontartela, ma è già mattina. 

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daunfiore più di un mese fa

E io te lo dico, te lo sto sussurrando. Mentre ti bacio. 

Perché in un bacio non vi è nessuna promessa ma  solo un attimo di anima che brucia. 

 

 

 Lo so e non ha regole. 

Ma é così.

E niente potrà distrarmi dal mio pensiero felice.

 Tutto  risulta così relativo.

Anche una minaccia  di pioggia.

Non fa paura a chi ha il diluvio dentro. 

Ed è così facile liberarsi da tutto, come se fosse una zavorra. 

Anzi lo è. 

L'odore della notte non scompare all'alba per quelle come me.

Lasciare andare e vivere come capita... 

Oltre queste parole.

La domenica è il giorno più reale e concreto che ci sia. 

Ma anche questo è un segreto. 

 

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daunfiore più di un mese fa

E' bello qui. Fa poco caldo e neanche freddo. Dietro la tenda le ombre diventano fiabe. Quasi a sfiorare il vento.  E' davvero bello. Me lo sussurro. E mi fa compagnia. Come una voce di un io narrante timido e goffo. All'improvviso ha voglia di impigliarsi in un urlo a squarciagola. E gli trema addosso. Qualcuno potrebbe rilevarne la inadeguatezza ma l'io si sorride. E si rigira tra le sue braccia morbide e bianche. In fondo nelle fiabe così sono i risvegli. Incastrati a raggi di sole.  La tenda mi lambisce la carne. Come un'onda sulla riva o forse come un'alba che scansa le nuvole. E' quello che ci inebria è giocarci dentro, come dentro una tana. In una notte. Un prestito del tempo. Ma mi ripeto che io sono di carne e penso di carne, sogno di carne. E di carne vivo. Si imbratta di concretezza la mente e neanche se ne accorge. Nel rincorrersi di divenire ed essere.  Anche i colori sono un prestito del mondo. Tutti dentro là. Al confine della realtà. Strappati da un mondo che si piega in emozioni e ricordi. Basta avere il coraggio di guardare. Non parlo di un oltre tanto declamato ma sottile come un'ostia nel vino. Parlo di sangue che pompa, nonostante la mente ed ogni volontà, e che se ne frega di noi.

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19
daunfiore più di un mese fa

In quel punto della storia il narratore si perse nel bosco. Perchè il senso di ogni favola è di perdersi, sognando di non ritrovarsi. Sognare sul filo sottile e pericoloso della mente ci consente di vivere infinitamente, così raccogliendo strati di esistenza meravigliosamente impregnati di estraneità e di follia.

Ed fu così che il narratore si ritrovò, senza memoria, seduto in un caffè, tra il vociare di sconosciuti, e sorrise tra di sè.

Con la sua foglia nella tasca.

 

 

I segreti spesso grondano di mille verità.

 

 

 

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