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Il crollo delle montagne che seppellirono i Giganti è simbolo delle sfide terribili che accompagnano l'ascesa al trono imperiale di Carlo V d'Asburgo. Alleato della famiglia Gonzaga, è alla ricerca di una pacificazione europea, costruita su azioni diplomatiche e diversi viaggi in Italia tra cui i soggiorni a Mantova nel 1530 e nel 1532. La corte di Federico II Gonzaga partecipa alla grande avventura di un'umanità che, sotto la guida di Carlo V rappresentato nelle sembianze di Giove, sconfigge i Giganti che la minacciano.
L'affresco della Caduta dei Giganti fu dipinto fra il 1532 e il 1535 ricoprendo la sala dalle pareti al soffitto con l'illusionistica rappresentazione della battaglia tra i Giganti che tentano di salire all'Olimpo e Zeus. Qui Giulio Romano utilizza la pittura per creare un'illusione ottica che nasconde i limiti dell'architettura camuffando gli spigoli delle pareti e quelli tra pareti e volta, questo crea un ambiente totalizzante per lo spettatore. Su tutte le pareti si possono trovare scritte incise che risalgono fino al Cinquecento, passando anche per il Seicento attestato dalle firme dei lanzichenecchi che in quel periodo saccheggiarono la città.
La Sala dei Giganti è una delle più note stanze affrescate all'interno del Palazzo Te, progettato a Mantova da Giulio Romano.
Buona giornata❤️🧡
Non avere paura di essere solo. Le aquile volano da sole. I piccioni volano in gruppo.





















































