Profilo BACHECA 14369
La Sacra conversazione è un’opera giovanile di Tiziano, datata fra il 1512 ed il 1514, prima che la sua continua ricerca ed evoluzione creativa lo portasse dalla perfezione di purezza formale della figura ad una sorta di dissoluzione di corpi e colore che anticipa il Goya delle pitture nere e le opere di Francis Bacon.
Proviene da Palazzo Balbi di Piovera a Genova, dove lo ricordano le guide antiche (Ratti, 1780; Alizeri, 1846) e dove rimase fino al 1952.
Questa tela (le cui figure sono di grandezza circa naturale) per i giovanili e graziosi caratteri delle figure, come per il colorito e la tecnica esecuzione, mostra essere stata eseguita da Tiziano nel tempo della sua gioventù, e forse quando fece i Baccanali pel Duca di Ferrara”.
Un oggetto, un dipinto, per essere degno dell’acquisizione doveva avere fra i requisiti di essere di autore eccelso, raro, introvabile, ma anche la provenienza doveva essere impeccabile e altolocata. Per entrare in quella che verrà poi denominata ‘Villa dei Capolavori’ le opere, i suoi “angeli”, dovevano corrispondere alla sua idea dell’arte, e della qualità formale nell’arte; un’idea aristocratica e personalissima, che, come si è detto, non variava tra pittura, musica e letteratura, riuscendo, come pochi, con le sue ricerche e i suoi scritti su Correggio, Morandi, Mozart, Beethoven, Goethe, Stendhal, Proust, a ricongiungere le ragioni del sentimento e quelle dell’intelletto.
Perché il suo progetto avesse un senso era necessario che l’acquisto delle opere d’arte non fosse fatto per il piacere egoistico di una persona, sia pure come lui raffinata, ma per la collettività. Magnani nel 1977 costituì la Fondazione Magnani-Rocca, in omaggio al padre Giuseppe e alla madre Eugenia Rocca: è così che la virtù intellettuale si fece virtù civile, donando a Parma e all’Italia una piccola Versailles.
Oggi la dimora di Luigi Magnani – la magnifica Villa, le raccolte d’arte e il grande parco romantico – è una delle meraviglie d’Italia; è concresciuta alla vita del suo abitatore, intrecciata a lui in modo inestricabile, sì che soltanto attraverso i suoi quadri, le sue sculture e i suoi oggetti – i mobili Impero, gli argenti, le pagine miniate, le incisioni, le ceramiche, i tappeti – il sublime intellettuale è riuscito a raccontare veramente se stesso lasciandoci il proprio Autoritratto.






























