Libero

trillyina

  • Donna
  • 65
  • il nulla
Acquario

Mi trovi anche qui

Profilo BACHECA 14369

trillyina 15 giugno

 

 

Alla sopravvivenza individuale Magnani credeva fermamente, cattolico professante com’egli era per personale convincimento, oltre che per tradizione di famiglia, e una personale strategia di immortalità pare avere elaborato nella costruzione di un proprio monumento, imperituro perché dalle solide fondamenta morali e civili, nel compimento di un’impresa degna di un eroe romantico. Ricchissimo, unico erede di una fortuna costruita sull’industria casearia, Magnani ebbe dal destino la possibilità finanziaria, e se ne avvalse, di costruire una raccolta d’arte formidabile, esteticamente e accademicamente inattaccabile. 

 

Non soltanto raffinato nella scelta, ma sempre mosso dal desiderio di salvare e recuperare all’Italia capolavori minacciati da oscuri destini, Magnani fu un intenditore e un mecenate, che s’incantava solo ai valori della vera pittura; la raccolta di opere d’arte, pur essendo il suo lascito più concreto, fu per lui, in maniera profonda e profondamente testimoniata, parte di una ricerca e di un anelito di conoscenza che non ha mai privilegiato una modalità d’espressione artistica, ma sempre e con grande rigore etico ha cercato in ogni opera (musicale, figurativa, poetica) indagata e amata, la volontà e l’intelletto dell’autore, la tensione spirituale e il desiderio di trascendenza.

Ti piace?
6
trillyina 15 giugno

 

 

Magnani moriva fisicamente quaranta anni fa, il 15 novembre 1984; allontanandosi dalla terra portò con sé un mondo, una civiltà.

 

A lui si addice l’appellativo di signore, nel senso in cui erano signori i grandi mecenati del Rinascimento, che del potere e della ricchezza si servivano senza servirli, con il distacco di chi delle ricchezze gode, avendole ereditate e si adopera anche per conservarle e incrementarle, non come fini in sé, ma come mezzi per preservare e accrescere la bellezza del mondo – l’arte, la musica, la letteratura, il paesaggio – indispensabili beni dello spirito, in assenza dei quali l’uomo cade nell’abbrutimento.

 

 

 

Ti piace?
7
trillyina 15 giugno

Laszlo Vinkler – Ritratto di Luigi Magnani, 1936 olio su tela

La figura di Magnani, uomo di cultura tra i grandi della sua epoca, studioso d’arte, musicologo, scrittore e co-fondatore di Italia Nostra, è raccontata nei saloni della sua Villa, attraverso le opere da lui volute con febbrile passione intellettuale; vi si ricrea quel dialogo, che egli tanto amò, tra la pittura, la musica, la letteratura, e si scoprono i suoi interessi e le personalità di cui fu sodale o alle quali si appassionò.

 

Magnani frequentò infatti celeberrimi artisti, critici, musicisti, letterati, registi, aristocratici, da Bernard Berenson e Cesare Brandi a Margaret, sorella della regina d’Inghilterra, da Eugenio Montale allo stesso Giorgio Morandi, fino ad Alberto Burri; ricevette omaggi pittorici alla sua passione per la musica dai più grandi artisti italiani del Novecento, da Severini a Guttuso, de Pisis, Manzù, e ancora Morandi.

Ti piace?
5
trillyina 15 giugno

 

Buona domenica❤️🌞

 

Che tu pensi di poterlo fare o no, hai ragione.”

Ti piace?
9
trillyina 15 giugno

 

 

 

Ti piace?
6
trillyina 15 giugno

 

 

 

Musa della danza.

Nella iconografia antica viene normalmente rappresentata appunto nell’accennare passi di danza, sovente imbracciando una lira per accompagnarsi musicalmente.

Secondo la mitologia greca, le nove Muse nascono dall’unione di Zeus con Mnemosyne, figlia di Urano e Gea. Per nove notti gli dei condividono il talamo e, dopo un anno, nascono nove figlie:

Ti piace?
7
trillyina 14 giugno

 

 

 

 

Ti piace?
8
trillyina 14 giugno

 

La Tersicore di Antonio Canova è un capolavoro misterioso. Il corpo della musa è screziato di macchie brune, una vera particolarità visto che Canova era famoso per la sua ossessione per il marmo candido.

 

Sulla loro origine sono state fatte varie ipotesi: è stata immersa nell’acqua sporca di benzina durante l’alluvione di Firenze? È stata esposta in un giardino e dell’edera è cresciuta sul marmo? Quale che sia la verità le macchie non fanno che aggiungere ulteriore fascino a questa musa neoclassica trasformandola in icona di bellezza imperfetta e contemporanea.

Ti piace?
7
trillyina 14 giugno

 

Compiuta verso la fine del 1811, la statua era iniziata nel 1808 come ritratto di Alexandrine Bleschamps, seconda moglie di Lucien Bonaparte, fratello minore di Napoleone e principe di Canino; il Canova scrisse al Quatremère de Quincy il 21 gennaio 1809 che aveva finito il modello della figura (A.C. Quatremère de Quincy, Canove et ses ouvrages, Parigi, p.368, 1834), mentre sempre nello stesso anno G. A. Guattani nelle sue Memorie Enciclopediche Romane sulle Belle Arti e Antichità (IV, Roma, pp.10-12) diede notizia dell’opera appena compiuta come un ritratto della Bleschamps in veste di Musa. Esistono nella Gipsoteca canoviana di Possagno due busti in gesso (nn.193-194) che ritraggono la Bleschamps, del 1808 e in rapporto con la prima fase di questa commissione. Poiché non vi è alcuna relazione fra la sua fisionomia e quella della testa della statua compiuta nel 1811, si deve supporre che nel 1810 o 1811 il Sommariva abbia prelevato la commissione e fatto cambiare al Canova la testa raffigurante la Bleschamps con quella attuale, idealizzata e non riconducibile ad un modello specifico.

 

Ti piace?
6
, , , , , , , , , , , , ,