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L’opera, così come appartiene al cosiddetto primo periodo nizzardo dell’artista. Sebbene a lungo ritenuto un dipinto del 1937, la datazione corretta è infatti da attestarsi al 1920-1921 per lo stile e il soggetto. L’ambientazione è da identificare in una delle stanze dell’Hotel de la Méditerranée dove Matisse soggiornò periodicamente per alcuni anni. Numerosi dettagli degli arredi, come la caratteristica tovaglia a righe rosse e bianche in primo piano, diverranno elementi ricorrenti in opere coeve. La composizione, in cui  Matisse assegna il medesimo valore ad oggetti, figura e ambiente, che risultano sullo stesso piano spaziale, testimonia la sua modernità, anche in una fase ritenuta dalla critica meno sperimentale, a confronto con la precedente avventura fauve e quella finale dei papier découpé.

 

 

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Buon pomeriggio❤️

 

Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza. Alda Merini

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Il dipinto risale agli anni Venti del Novecento, realizzato durante uno dei numerosi soggiorni nizzardi dell’artista, sempre più frequenti e prolungati con il passare del tempo. Il tema dell’interno con figura femminile rivolta verso la finestra (qui la modella non è di facile identificazione) è presente in diverse composizioni del pittore di questo periodo, così come lo sono la luce diffusa e la profusione decorativa che caratterizzano le ambientazioni. Come per altre occasioni il soggetto principale della tela è una delle camere dell’Hôtel de la Méditerranée, albergo che affacciava sulla celebre Promenade des Anglais e nel quale soggiornava spesso il pittore. Differentemente dagli altri dipinti nizzardi, l’opera è caratterizzata solo in parte dalla palette cromatica accesa di questi anni e la presenza diffusa del colore grigio allude ad un’atmosfera di maggiore concentrazione, come d’altra parte indica lo stesso titolo Méditation

 

 

 

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L’opera è una delle ultime dipinte da Matisse durante il suo soggiorno a Vence, nel sud della Francia. In seguito l’artista utilizzerà per le sue creazioni principalmente la tecnica del papier découpé o cut outs, carte dipinte, ritagliate e incollate su grandi supporti, a cui peraltro questo lavoro allude in alcune parti. La tela fa parte di una serie di sette composizioni di grande formato, realizzate nel 1947 e 1948, che raffigurano l’interno dello studio di Vence con colori accesi stesi ad ampie pennellate. Appare abbandonata la veridicità della rappresentazione mentre domina nel dipinto la “magia dei rapporti cromatici”, per utilizzare un'espressione dello stesso Matisse. A testimonianza di questo ultimo avanzamento nella direzione dell'astrazione, è conservata al Museum of Modern Art di New York una seconda versione del dipinto, Branche de prunier, fond ocre che, come indica il titolo, ne differisce unicamente per gli accostamenti cromatici.

 

 

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Lo studioso americano Alfred Barr ritiene che l’opera sia parte di una serie di quattro scene di interno realizzate da Matisse nell’inverno tra il 1942 e il 1943, che include anche un’altra tela oggi conservata in Pinacoteca Agnelli, Tabac Royal. I dipinti sono accomunati dall’utilizzo della stessa palette cromatica di rosso, blu e bianco (qui il bianco è dato dalla tela grezza, ben visibile in alcuni punti), ma anche dal medesimo impianto compositivo e da modelle dai capelli scuri. Michaella Avogadro, citata nel titolo, posa infatti per Matisse nei primi anni Quaranta, periodo che attesta la maturità pittorica raggiunta dall’artista. La sua pittura è qui caratterizzata dall’utilizzo di linee rette e linee sinuose, giustapposte e ricorrenti, da colori accesi ma accordati armonicamente, orchestrati per conferire equilibrio all’intera composizione.

 

 

 

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