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La scultura in gesso è il calco realizzato da Canova sulla statua in marmo della Danzatrice con mani sui fianchi eseguita tra il 1806 e il 1812 per Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone. L’originale, dopo essere stato presentato al Salon du Louvre a Parigi, venne acquistato nel 1815 da Alessandro I di Russia, dopo la morte dell’Imperatrice, ed oggi si trova all’Ermitage di San Pietroburgo. Lo scultore neoclassico, influenzato dalla grazia e dall’armonia che contraddistingue le opere di Correggio, è interessato a catturare una posa naturale in movimento, fissandola prima che svanisca, come testimoniano i numerosi disegni preparatori e le tempere su carta e su tela conservate a Bassano del Grappa.

 

 

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La scultura è il calco in gesso realizzato da Canova sull'originale in marmo, commissionato dal banchiere Domenico Manzoni di Forlì e concluso nel 1814. Meno di quindici anni dopo il marmo venne venduto al conte Gur’ev, ambasciatore russo a Roma e se ne persero le tracce a San Pietroburgo. Il tema della danza è uno dei più cari allo scultore neoclassico, probabilmente affascinato dalle pitture murarie di Ercolano, diffuse tramite incisioni. Lo scultore tratta il soggetto, dapprima solo tramite disegno e pittura, per poi concentrarsi sulla modellazione tridimensionale, realizzando tre statue: la Danzatrice con le mani sui fianchi, la Danzatrice con i cembali e la Danzatrice con dito al mento. Quest’ultima dall’atteggiamento vezzoso, si presenta sollevata da terra, sospesa sulle punte, mentre esegue un passo di danza, interpretando il bello ideale neoclassico

 

 

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È noto che l’esecuzione del dipinto da parte di Henri Matisse risalga al periodo tra il 27 febbraio e il 10 marzo 1943. Per lo studioso Alfred Barr l’opera fa parte di una serie, a cui appartiene anche Michaella, robe jaune et plante, oggi esposta in Pinacoteca Agnelli. L’opera deve il suo nome, Tabac Royal, al vaso posizionato sul tavolo, oggetto d’affezione per il pittore, che, come altri, lo accompagnerà nel corso degli anni e che riapparirà in diverse occasioni nei suoi lavori, non solo pittorici. Al contempo, nel dipinto si ritrovano temi ed elementi compositivi - l’interno con figura, l’apparato decorativo, il riferimento al mondo musicale - già trattati dall’artista nelle sue fasi precedenti, e che, in linea con il cambiamento stilistico in atto, vengono ora sviluppati con una nuova libertà cromatica e con una maggiore sintesi delle forme.

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Il dipinto è tra quelli realizzati da Henri Matisse nel 1941, nei mesi successivi all’intervento chirurgico a cui viene sottoposto all’inizio dell’anno, in seguito alla diagnosi di una grave malattia. Nonostante la parziale invalidità che lo accompagnerà fino alla morte, l’artista considera questo momento come una svolta nel suo percorso creativo e l’inizio di una seconda vita. L’opera, oltre a testimoniare il sapiente uso combinato di colore e linea a cui l’artista era giunto all’età di settantadue anni e la versatilità nell’impiego della tecnica del disegno, attesta il cambiamento in atto nella sua pratica di lavoro, anticipando in forma pittorica, i papier découpé che caratterizzeranno la sua produzione degli anni a venire.

 

 

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Felice domenica❤️💚   

 

Devo essere una sirena. Non ho paura della profondità e ho una gran paura della vita superficiale. Anaïs Nin

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Il Bucintoro al molo nel giorno dell’Ascensione, 1740 circa

Il Bucintoro al molo nel giorno dell’Ascensione fa parte della serie di sei vedute attribuite a Canaletto, segnalate nella collezione Buccleuch di Edimburgo sino al XX secolo, e rappresenta la Festa della Sensa, una delle più importanti ricorrenze veneziane, quando il Doge saliva sul Bucintoro (imbarcazione da parata) per recarsi a S. Nicolò di Lido dove avveniva l’emblematica cerimonia dello sposalizio con il mare. Canaletto, diventa cronista dell’evento, scegliendo un punto di vista centrale e utilizzando una pennellata sciolta e precisa nella descrizione dei particolari. La pittura intrisa di luce ha preso il posto delle orchestrazioni drammatiche delle vedute del primo periodo dell'artista.

 

 

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