Buongiorno❤️
Come quei pensieri delicati, trasparenti come bolle di sapone.
Che li guardi colorarsi nel cielo, vibrare, poi rompersi.
Restando negli occhi.
Buongiorno❤️
Come quei pensieri delicati, trasparenti come bolle di sapone.
Che li guardi colorarsi nel cielo, vibrare, poi rompersi.
Restando negli occhi.
S.Stefano Rotondo Roma
Scene di martirio inflitto ai Cristiani dagli imperatori romani.
Le scene sono volutamente cruente: avevano una finalità didascalica, dovevano preparare al possibile martirio i gesuiti che, all'epoca della Controriforma Luterana, venivano mandati nei territori tedeschi.
Nei singoli affreschi si descrivono sino a tre supplizi su piani diversi: le lettere indicano la sequenza e fanno riferimento alla sottostante didascalia scritta in latino e in italiano, che elenca i nomi dei martiri.
Gli affreschi ben riflettono lo spirito della Controriforma per l’esaltazione del martirio e il terrore delle punizioni inflitte: sono infatti qui presentati tutti i tipi di martirio inflitti ai primi cristiani. Dal supplizio di Sant’Agata, a cui le tenaglie dilaniano il petto, alla lapidazione del primo martire della storia (Santo Stefano appunto), fino alla “pena forte e dura“ – lo schiacciamento in tutte le sue più crude forme – le pareti della Basilica presentano un susseguirsi continuo di santi e martiri divorati da belve feroci, affogati, bolliti, bruciati, accecati, storpiati e martoriati in ogni modo possibile. Le scene così crude svolgevano in un certo senso come lezione didattica, avevano infatti lo scopo di avvertire i giovani sacerdoti che sarebbero andati in paesi lontani per convertire la popolazione al cristianesimo sui pericoli che avrebbero potuto incontrare.