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La cupola in vetro di Quagliata
In epoca romana la cupola aveva al centro un'apertura circolare che consentiva all'acqua piovana di penetrare e di finire nella piscina sottostante. Con la trasformazione delle terme di Diocleziano in chiesa si è resa necessaria la chiusura dell'oculo con una vetrata. Michelangelo e Vanvitelli vi installarono delle lanterne successivamente demolite. Nel secolo scorso vi furono installate delle lanterne che in seguito si sono rivelate inadatte a resistere alle intemperie. La nuova lanterna, opera dell'artista italo Narcissus Quagliata, ha un diametro di circa due metri ed è suddivisa in otto spicchi composti da ventiquattro lastre di vetro multicolore, all'interno delle quali trovano posto tre lenti astronomiche collocate ad altezze differenti. Le tre lenti sono collocate in modo da convergere i raggi del Sole verso il basso, proiettando sul pavimento una luce rosa che avanza molto lentamente sul pavimento stesso creando l'illusione del movimento terrestre nello spazio, e che raggiunge il centro esatto del pavimento nei due equinozi e nei solstizi indicando il mezzogiorno a Roma

 

 

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Nominato capo di stato maggiore dell'Esercito Italiano, durante la prima guerra mondiale, riuscì a fermare l'avanzata austro-ungarica lungo il fiume Piave nella prima battaglia del Monte Grappa. Nel giugno 1918 condusse le forze italiane a una grande vittoria nella seconda battaglia del Piave e pochi mesi dopo ottenne la vittoria decisiva nella battaglia di Vittorio Veneto, che pose fine alla guerra sul fronte italiano. È celebrato come uno dei più grandi generali della prima guerra mondiale.

 

Nella chiesa sono sepolti Pio IVSalvator RosaCarlo Maratta, nonché i tre maggiori artefici della vittoria italiana nella prima guerra mondiale, i generali Armando DiazPaolo Thaon di Revel e Vittorio Emanuele Orlando. Attualmente è spesso usata per funerali di Stato o di personaggi dell'Esercito Italiano. La Basilica è stata la cornice del matrimonio di Vittorio Emanuele III di Savoia re d'Italia (ancora principe ereditario all'epoca delle nozze) e della principessa Elena del Montenegro, figlia del re Nicola del Montenegro

 

 

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Con l'elezione del papa Giulio III i nipoti del papa realizzarono un recinto di caccia e maneggio per cavalli all'interno delle terme, ma con il pontificato del papa Marcello II e del papa Paolo IV cominciarono a verificarsi le condizioni per la realizzazione della basilica. La chiesa così nacque a seguito della bolla pontificia del papa Pio IV del 27 luglio 1561 e prese il nome di Beatissimæ Virgini et omnium Angelorum et Martyrum

 

Nel XVIII secolo si segnalano i lavori di Luigi Vanvitelli (1750), che decorò nello stile dell'epoca il sobrio interno voluto da Michelangelo di cui non rimane alcuna documentazione. Il Vanvitelli intervenne anche per ricreare un'uniformità architettonica che si era persa con vari interventi successivi a Michelangelo

 

Con le nozze di Vittorio Emanuele III questa basilica divenne chiesa di Stato, rango che conserva tuttora. Il 20 luglio 1920 il papa Benedetto XV elevò la chiesa a basilica minore

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La basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è un luogo di culto cattolico che si trova in piazza della Repubblica a RomaL'edificio è nato dalla sistemazione nel 1562, a opera di Michelangelo Buonarroti, dell'aula centrale (frigidarium) delle Terme di Diocleziano, per disposizione del papa Pio IV su istanza del sacerdote siciliano Antonio del Duca, zio del fedele discepolo di Michelangelo, Giacomo Del Duca.

La chiesa dove si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica Italiana.

 

L'edificio è nato dalla sistemazione nel 1562, a opera di Michelangelo Buonarroti, dell'aula centrale (frigidarium) delle Terme di Diocleziano, per disposizione del papa Pio IV su istanza del sacerdote siciliano Antonio del Duca, zio del fedele discepolo di Michelangelo,   Giacomo Del Duca.

 

 

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Buongiorno❤️🎄

 

Il rosso è la cura definitiva per la tristezza.

 

 

 

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L'Agrifoglio               spesso decora case e strade durante il periodo di Natale.

Le sue foglie vengono utilizzate per formare ghirlande ed abbellire le tavole colorandole con i piccoli pallini rossi fuoco.

Nell’antichità, si usava spesso tenere questa pianta nelle abitazioni perché si pensava portasse fortuna. Inoltre, pare che avesse la funzione di allontanare gli spiriti malvagi.

Ma oltre a questo significato legato alla superstizione, l’Agrifoglio è anche un simbolo religioso.

Si narra che, quando nacque Gesù, un povero pastorello voleva unirsi ai pellegrini che andavano in visita al nuovo nato, ma non aveva un dono da offrire.

Vedendo un ramo di Agrifoglio ancora verde tra la neve e decise di raccoglierlo per farne una ghirlanda da portare al bambino. Nonostante la pianta lo pungesse, il pastorello continuava a lavorare al suo regalo mentre si dirigeva verso la capanna.

Arrivato di fronte al bambinello porse il suo dono con le mani insanguinate. Egli sembrava aspettarlo e, arrivato al Suo cospetto, le ferite si tramutarono in rosse palline.

Mentre tornava a casa, ancora incredulo, il pastorello si accorse che nel luogo dove aveva raccolto il ramo, erano nate tante bacche rosse brillanti che luccicavano tra la neve.

Da quel giorno, la notte di Natale, l’agrifoglio viene donato alle persone care in segno di affetto e di augurio.

 

 

 

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L’Agrifoglio è da sempre ritenuta una pianta magica. 

I romani erano soliti portare alcuni rametti di agrifoglio durante i Saturnali le feste dedicate a Saturno una delle divinità legate all’agricoltura, i raccolti e la pastorizia.

I saturnali erano tra le feste più sentite dagli antichi romani, inizialmente duravano solo un giorno poi Domiziano le portò a 7 giorni di festa nel mese di dicembre. Dal 7 al 23 dicembre.

I ramoscelli di agrifoglio che venivano portati a queste festività erano considerati come dei veri e propri talismani. 

Infatti la pianta di agrifoglio era considerata magica, si pensava che piantando l’albero nelle vicinanze di casa tenesse lontani i malefici, un vero e proprio amuleto green.

Plinio il Vecchio, già nel 100 a.C., consigliava di piantarla nei giardini di casa, ci lascia scritto che  le foglie pungenti dell’agrifoglio  tenevano  lontani i demoni

Questa credenza era molto radicata anche in altri paesi dove si usava appendere dei ramoscelli di agrifoglio nelle case e nelle stalle .

 

 

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