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Ritratto di Papa Gregorio XV è un dipinto del 1622 di Guercino. È conservato al J. Paul Getty Museum.

 

Nel 1621 Guercino fu chiamato a Roma da Bologna per dipingere questo ritratto di papa Gregorio XV. Sebbene Guercino dipinse raramente ritratti, usò una composizione che era diventata uno standard per la ritrattistica papale sin dal Rinascimento. Ma Guercino poneva meno enfasi sui simboli del potere rispetto ai precedenti ritratti papali e più sul carattere del suo soggetto. Questo ritratto mostra un'acuta comprensione psicologica dello stato d'animo del suo patrono, catturando il papa alla fine della sua vita, sfinito dalle cure dell'ufficio e dalla salute cagionevole. "

 

 

 

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Gli Ubaldini erano un'antica famiglia di Firenze che dominò nel Mugello e nell'Appennino Tosco Emiliano.
Il vero capostipite sarebbe stato un Adonaldo vivente nel VII sec. venuto in Italia al seguito di Carlo Magno. Essi furono creati Conti dell'Impero da Ottone II nel 972. La famiglia si divise in molti rami che presero il nome dai castelli posseduti (Ubaldini di Apecchio, di Barberini, della Carda, ecc.). 

Tra i componenti della famiglia si contano crociati, condottieri, cardinali (Ottaviano morto nel 1272), la famosa Cia degli Ubaldini che difese Cesena contro il Cardinale Albornoz. Pure un Ubaldini era l'Arcivescovo Ruggeri di Pisa che condannò a morte per fame il Conte Ugolino della Gherardesca (canto 33 dell'Inferno di Dante).
La famiglia dette a Firenze 6 gonfalonieri di giustizia. Un ramo degli Ubaldini si stabilì a Urbino dove si denominò della Carda dal nome del feudo da loro posseduto. Anche questo ramo crebbe in potenza e lustro giungendo ad imparentarsi con i Montefeltro. Tra i suoi membri numerosi gli uomini d'arme, i condottieri, i podestà.
Celebre Condottiero fu Bernardino che divenne Capitano Generale delle Milizie dei Montefeltro e sposò la figlia di Guido Antonio, Signore di Urbino.

 

 

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Roberto Ubaldini nacque a Firenze il 5 giugno del 1581 ed era imparentato con Leone XI per parte di sorella. Studiò a Perugia e Pisa dove si laureò in legge. Entrato in prelatura divenne canonico della Metropolitana di Firenze.
Il Cardinale Medici (futuro Leone XI),  suo prozio, lo volle al suo seguito quando venne inviato Legato in Francia. Quando questi rientrò a Roma, portò con sé l'Ubaldini.
Dopo il breve pontificato del prozio (dal 10 aprile del 1605 fino al 27 aprile dello stesso anno), il successore Paolo V lo nominò Maestro di Camera affidandogli importanti incarichi.
Nel 1607 fu fatto Vescovo di Montepulciano e successivamente inviato Nunzio a Parigi dove restò 9 anni, cogliendo parecchi successi diplomatici. Nel 1615 Paolo V lo creava Cardinale Prete con il titolo di S. Matteo in Merulana.
Rientrato a Roma ricevette la carica di Prefetto del Concilio e Gregorio XV lo inviò poi Legato a Bologna dove rimase dal maggio del 1623 all'ottobre del 1627. Fu mecenate e protettore di letterati.
Morì a Roma nel 1635 a 54 anni e fu sepolto nella Chiesa di S. Maria sopra Minerva.

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Buongiorno ❤️                buon Santo Stefano.

 

Natale è appena passato, ma la sua dolcissima atmosfera di festa ancora no! Che anche questa giornata di Santo Stefano ti porti tutte le gioie.....

 

 

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È bene tornar bambini qualche volta e non vi è miglior tempo che il Natale

 

 

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Tenerezza per il passato, coraggio per il presente, speranza per il futuro. È un fervido augurio che ogni coppa possa traboccare di benedizioni ricche ed eterne, e che ogni via conduca alla pace.

 

 

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Natale è una sera di dicembre,
il silenzio che dilaga per le strade,
una fiamma custodita tra le nostre mani,
un fiume solitario che torna alla sua sorgente.
la gioia di donare qualcosa e la gioia di ricevere.
Fabrizio Caramagna

 

 

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Ritratto del cardinale Guido Bentivoglio è un dipinto a olio su tela (195x147 cm) di Antoon van Dyck, databile al 1623 circa e conservato nella Galleria Palatina di Firenze.

L'opera venne realizzata durante il soggiorno dell'artista a Roma, mentre compiva il tradizionale viaggio formativo in Italia. La scelta sul giovane pittore straniero cadde sicuramente per il legame del cardinale

 

Un discendente dei Bentivoglio regalò poi il dipinto a Ferdinando II de' Medici nel 1653 e da allora compare negli inventari, prima alla Guardaroba medicea, poi nella Tribuna degli Uffizi, poi a Palazzo Pitti, nell'appartamento del gran principe Ferdinando.

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L'amore per lei era il Natale nel cuore. L'incanto delle cose semplici che emozionano: un palla di vetro con dentro la neve, il rumore dei campanelli delle renne, le lucine intermittenti che giocano a rincorrersi sull'albero.

 

 

 

 

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