Un felice Natale ❤️❤️
Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino nei momenti speciali.
Un felice Natale ❤️❤️
Le cose più belle della vita non si trovano sotto l’albero, ma nelle persone che ti stanno vicino nei momenti speciali.
Buona serata❤️💙
È l'ora in cui le cose perdono la consistenza d'ombra che le ha accompagnate nella notte e riacquistano poco a poco i colori, ma intanto attraversano come un limbo incerto, appena sfiorate e quasi alonate dalla luce: l'ora in cui meno si è sicuri dell'esistenza del mondo. Italo Calvino
Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa.
G.Ungaretti
Ritratto di monsignor Giovanni Battista Agucchi, opera di Annibale Carracci del 1603 Questo pezzo d'arte appartiene alla York Museums Trust's collezione d'arte a York, Yorkshire, Regno Unito.
Giovanni Battista Agucchi, o
anche Agocchi, Agucchia o Dalle Agocchie (Bologna, 1570 – San Salvatore, 1º gennaio 1632), è stato un diplomatico pontificio, arcivescovo cattolico e scrittore ed esperto d'arte italiano, fratello del cardinale Girolamo Agucchi.
Giovanni Battista Agucchi fu lungamente al servizio di Pietro Aldobrandini e concluse la sua carriera ecclesiastica come nunzio apostolico a Venezia. Fu amico e grande sostenitore di Annibale Carracci e scrisse un trattato sulla pittura (giuntoci solo in parte) che fu tra le fonti di maggior influsso sulla letteratura artistica del Seicento ed in particolare sulle Vite del Bellori.
Dipinto nel 1631 dal Guercino a Bologna, mentre il cardinale Bernardino Spada risiedeva nella città emiliana per svolgervi l'incarico di legato pontificio. Il cardinale è qui ritratto a mezza figura; in mano reca la pianta della Fortezza Urbana di Castelfranco Emilia, di cui fu soprintendente dei lavori. Il Forte fu commissionato da papa Urbano VIII Barberini a difesa dei confini dello Stato Pontificio
Buongiorno❤️ e felice Vigilia. ❤️❤️
È la vigilia di Natale. Se è passato il tempo in cui accadevano miracoli, ci è rimasto almeno un giorno magico in cui tutto può succedere.
Cercate di vincere ogni tristezza, di voler bene a chi è con voi, di stupirvi della vita.
Pan e Dafni. Marmo, copia romana da un originale ellenistico di Eliodoro di Rodi della collezione Boncompagni Ludovisi.
La composizione è una copia romana derivata da un originale greco di Heliodoros, scultore di Rodi attivo intorno al 100 a.C. Il dio Pan è intento ad insegnare al pastore Dafni a suonare la siringa, tipico strumento musicale pastorale formato da canne palustri. Nella mitologia greca il dio Pan era una divinità della campagna, dei boschi e dei pascoli, era mezzo uomo e mezzo capra. Un giorno Pan vide la figlia del dio dei fiumi Ladone, di nome Siringa e se ne innamorò. La fanciulla però, come lo vide, fuggì terrorizzata dal suo aspetto sul monte Liceo, per raggiungere le sue sorelle. Queste, per metterla in salvo dalle molestie di Pan, la trasformarono in una canna. Ogni volta che il vento soffiava, l’aria si incanalava nella canna emettendo una musica melodiosa. Il dio Pan, che non sapeva in quale canna si fosse trasformata la fanciulla amata, ne tagliò sette di lunghezze decrescenti e le unì tra loro una di fianco all’altra. Fabbricò così uno strumento musicale che prese il nome di "siringa" dalla sventurata fanciulla e che ai posteri è anche noto come il "flauto di Pan".