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Nei Paesi protestanti san Nicola perse l'aspetto del vescovo cattolico ma mantenne il ruolo benefico col nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus.

I festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante, Natale. 

 

A differenza di Babbo Natale, però, San Nicola è realmente esistito. Nacque a Patara nel 270 e fu vescovo di Myra, in Licia (odierna Turchia).

 

È una figura avvolta nel mistero, ma indizi archeologici dicono che è vissuto realmente: il suo nome compare in alcune delle antiche liste dei partecipanti al primo Concilio di Nicea (325), una riunione di tutti i vescovi della Chiesa cristiana per tentare di chiarire le divergenze teologiche sulla natura di Cristo.

 

Ma il San Nicola di Bari è lo stesso di Venezia?

La storia e la devozione per san Nicola è molto diffusa anche in due città italiane: Bari e Venezia.

Dopo la caduta di Myra in mano musulmana, nel 1087 i baresi fecero una spedizione in quella città. Le reliquie, cioè le ossa, del santo, erano parte del bottino.

Circa 10 anni dopo anche i veneziani puntarono su Myra e recuperarono altre ossa, lasciate dai baresi nella fretta. I veneziani trasportarono quei resti nell'Abbazia di San Nicolò del Lido, vantando pure loro il possesso delle spoglie del santo. Lo dichiararono protettore della flotta della Serenissima. E gli dedicarono molte opere, come il duomo nel "Giardino della Serenissima" (la città di Sacile, in Friuli, di cui è patrono).

Ma il San Nicola di Bari è lo stesso Nicola di Venezia? Nel 1992, con le analisi del Dna, si è stabilito che i resti appartengono alla stessa persona.

Qualche anno fa, in Turchia, alcuni archeologi hanno scoperto una sepoltura che gli studiosi ritengono essere proprio quella di san Nicola. E il mistero, invece di risolversi, sembra addirittura infittirsi.

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San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myrasan Nicolaosan Nicolò (o san NiccolòΆγιος Νικόλαος in grecoPàtara15 marzo 270 – Myra6 dicembre 343), è stato un vescovo romanovescovo di Myra, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.

Le sue reliquie sono conservate, secondo la tradizione, nella basilica a lui dedicata a Bari e nella Chiesa di San Nicolò a Venezia.

La sua figura ha dato origine alla tradizione di San Nicolò, che passa nella notte tra il 5 e il 6 dicembre portando doni ai bambini. Tale tradizione spiega anche la sovrapposizione tra San Nicola e la figura moderna di Babbo Natale, il cui nome inglese Santa Claus deriverebbe da Sinterklaas o Sint-Nicolaas, cioè due nomi del santo stesso in olandese, probabilmente derivanti a loro volta dal latino San[ctusNicholaus. Anche San Nicola, non a caso, è tradizionalmente raffigurato con una lunga barba e una veste rossa, oltre ad essere egli stesso protettore dei bambini.

 

Il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di san Nicola, vissuto nel IV secolo, che si festeggia tradizionalmente il 6 dicembre: secondo la tradizione, san Nicola regalò una dote a tre fanciulle povere perché potessero andare spose invece di prostituirsi e - in un'altra occasione - salvò tre fanciulli.

Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). L'usanza è ancora in auge nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Italia (nei porti dell’Adriatico, a Trieste e nell’Alto Adige): la notte del 5 dicembre in groppa al suo cavallino fa concorrenza a Babbo Natale. I bambini cattivi se la devono vedere con il suo peloso e demoniaco servitore, mentre il pio uomo lascia doni, dolciumi e frutta nelle scarpe dei più meritevoli.

 

 

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Babbo Natale: le origini e la leggenda

In ordine cronologico, le prime tracce di un fac-simile di Babbo Natale risalirebbero addirittura ai tempi degli antichi greci: il primo portatore di doni, e nel periodo natalizio – non dimentichiamo che il Natale cristiano coincide più o meno con il solstizio d'inverno, e dunque con decine di miti e leggende ben più antiche, da Ercole ad Hare Krishna – sarebbe stato niente di meno che Poseidone, il dio dei mari. Sono millenarie anche le leggende legate a Odino, dio supremo dell'antica religione nordica: anche lui portava doni, a bordo di una slitta trainata da un cavallo volante. Le prime tracce cristiane, invece, coinciderebbero con San Nicola, vescovo di Myra in Turchia e considerato il protettore dei bambini.

 

Babbo Natale che conosciamo oggi è molto più recente di quanto sembri. Fino al XIX secolo, infatti, seppure la leggenda fosse già ben radicata, spesso a Paesi e culture diverse corrispondevano rappresentazioni diverse. Babbo Natale poteva essere infatti un elfo o un folletto, oppure nella cultura anglosassone un omone anziano con una lunga barba bianca, una sorta di “spirito del Natale” che avrebbe pure ispirato il celebre “Canto di Natale” di Charles Dickens

 

Se si vuol dare una paternità al Babbo Natale, senza dubbio la si deve al disegnatore Haddon Sundblom, originario del Michigan: per decenni fu incaricato di disegnare Santa Claus per conto della The Coca-Cola Company. Si era ispirato inizialmente a una poesia di Clement Clark Moore, del 1822, in cui San Nicola veniva descritto come paffuto e accogliente. Ma per disegnarlo davvero, Sundblom chiese aiuto all'amico Lou Prentiss, che gli fece da modello dal vivo: era un venditore in pensione.

 

 

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Buona giornata❤️🎄

 

C’è un posto nel cuore che non sarà mai riempito. Uno spazio. Lo conosceremo più che mai. C’è un posto nel cuore che non può essere riempito. E noi aspetteremo, e aspetteremo in quello spazio. C. Bukowski

 

 

 

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Pietro da Cortona: Particolare del Trionfo di Bacco, anno 1625 (circa), cm. 144 x 205 cm. Pinacoteca Capitolina, Roma.

 

 

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Composizione, realizzata nel periodo giovanile, definisce in modo esplicito le ricerche dell’artista, che fermamente era intenzionato a recuperare l’eroica «dignità» dell’arte classica e, allo stesso tempo, la libertà di colore “alla veneziana”, in armonia con l’alto modello da cui deriva l’opera: i Baccanali di Tiziano, che nel 1621 furono trasferiti presso i Ludovisi a Roma.

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