Profilo BACHECA 14369
Bruto capitolino.
Il magnifico ritratto bronzeo, della straordinaria forza espressiva, fu donato al museo dal Cardinale Pio da Carpi nel 1564: l'identificazione con Giunio Bruto, primo console romano, rappresenta una dotta interpretazione della cultura antiquaria, priva però di reali fondamenti.
La problematica lettura dell'opera che, pur mostrando alcuni tratti riportabili a modelli ritrattistici greci riferiti a poeti e filosofi, risulta reinterpretata con grande forza dalla cultura artistica romana di età repubblicana, porta a un'oscillazione della datazione tra il IV e III secolo a.C.
L'estrema rarità di ritratti in bronzo di questo periodo, insieme alla possibilità di una collocazione cronologica così antica, rendono quest'opera una delle più preziose delle collezioni capitoline.
Busto Fonseca, età flavia, inizio II sec dc
Ritratto femminile cosiddetto "testa Fonseca". Marmo, altezza totale 63 cm. Rinvenuto nella prima metà del XVIII secolo sul Celio presso la chiesa di Santo Stefano Rotondo, nella villa Casali. Donato ai Musei Capitolini dal religioso portoghese Giuseppe Maria Fonseca (morto nel 1752). Età tardo-traianea/prima età adrianea. Roma, Musei Capitolini,
Del tipo capitolino si conoscono varie copie, tra cui una al Louvre (versione Campana, scoperta ad Anzio), una al British Museum (da Torvaianica), una all'Ermitage e una al museo archeologico di Venafro; una testa, dalla collezione Borghese, è pure al Louvre. Durante la campagna napoleonica in Italia, nel 1797, fu portata a Parigi per volontà del generale Napoleone, insieme alle altre opere prelevate per mezzo del trattato di Tolentino, quali il Bruto capitolino o lo Spinario, nel contesto delle spoliazioni napoleoniche. La statua ritornò poi a Roma nel 1815 e fu da quel momento esposta ai musei Capitolini pressodove è a tutt'oggi conservata, grazie all'intervento del Canova successivamente al Congresso di Vienna. Per fama era pari all'Apollo del Belvedere, alla Venere de' Medici, al Laocoonte, al Discobolo o ai Cavalli di San Marco. Venne restituita durante la Restaurazione col Congresso di Vienna e l'opera del Canova.
La Venere capitolina è una scultura in marmo (alta 193 cm), copia romana di un originale greco del II secolo a.C. conservata nei Musei Capitolini di Roma.














