La meraviglia della terra che fa da culla al seme e geme e sopporta gelo e caldo furioso e afoso. E poi protegge e nutre, fino al momento della separazione che è inevitabilme uno strappo. Mentre attraversi i campi sotto un cielo fitto in un qualunque inverno, segui il raccolto e i frutti dei campi, che non smettono di stupire. Le tue dita tra le mie in una strada perduta e infiniti pensieri incompiuti ed incompleti come le nuvole che ci fanno da cappello.
Dovrei rispondere, ma le mie parole sono figlie di questa mente che a tratti si fregia e pregia del silenzio e non sa accettare compromessi, fino a grandi slanci o ruvidi riserbi. Rocce come risposte a domande mai fatte ma che sottendono la più temibile delle verità.
Sento ancora i tuoi occhi sulla schiena a ridosso di quella finestra, fatta di fiato e luna.
E le tue dita e le mie sempre intrecciate, quasi radici nella nostra carne fino all'anima. K
Incontro e dentro a una fine che sembrava inevitabile mentre ancora non lo è.
Non è altro che la mia vera rappresentazione di ciò che, alla ricerca di un senso, ancora può resistere e batte e pulsa.
Chicchi di melograno i tuoi baci sui miei polsi, come una promessa o come sangue della terra.

Se le tue cose, e intendo dati sensibili (provenienza, nome, professione, nomi di parenti, etc) sono su più bacheche o in più messaggerie, o la stessa persona (che li conosceva perché le si è dato modo di acquisirli) ne ha fatto di il passaparola o i vari profili appartengono alla stessa persona. Vediamo cosa ne pensa libero o la polizia postale, magari affidando a quest'ultima il numerino magico per le verifiche. In fondo non si può fare la vittima se si continuano a fare le stesse cose, immerse nell'odio, con la pretesa di offendere, senza replica o senza che gli altri poi possano verificare una bacheca, che è peraltro pubblica.
Loro sapranno come fare.