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elisa.rabaglino

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ultimo accesso: 07 giugno

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Elisa feels horribly alone in these hours, as she felt in 2005, 2006, 2007 ...., as she put up her biggest fight ever against not brilliant managers who said "Everybody does this". They were quotas, she was none: but she was not able to understand the other managers and the Judge, who were no quotas, either. And most believed that this was about her own income.

 

"Hey you, can you help me to carry the stone?

 

 

But it was only fantasy, the wall was still high. as you can see."

 

It is not a wall or a mountain in this case, it is an ocean.

 

How to use money properly, in particular taxpayers' and in particular for research, which drives everything: this subject is the most technically difficult one on Earth and in the whole universe. Much more difficult than space or energy research.

 

And you have to carry your stone alone, because the level of development, the environment, the technical competences are not the same.

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Una delle caratteristiche delle persone avare come me è quella di tenere tutte le cose nuove inutilizzate negli armadi e usare sempre la roba vecchia.

 

Ci sono oggetti vecchi, come per esempio il macinino del pepe di cui parlava il mio Mauri in un suo post, che sono in effetti migliori di quelli nuovi oppure non se ne hanno di nuovi oppure sono insostituibili (per esempio il mio spartito di "Per Elisa" della fine anni 70: non la suonerei più con uno nuovo). Ma l'avaro è più di qualcuno che non considera sostituibili certi oggetti molto vecchi: compra roba nuova che non è strettamente necessaria e poi la tiene inutilizzata "per non rovinarla". E quindi sembra più povero, perché dice "Ce l'ho questo e quello" ma non viene creduto, come quando una persona con molte caratteristiche minoritarie dice di avere titoli rari. Questo induce la controparte a trattarlo "da più povero di quello che è" o da impostore, prende decisioni sbagliate e quindi egli o ella diventa in effetti più povero.

 

Ecco perché l'avarizia è uno dei sette vizi capitali: è altrettanto grave quanto la lussuria o l'invidia, che non sono vizi miei. Di avarizia si muore: per esempio mio padre ne è morto.

 

Da avara non ho più indossato i collant, la gonna e gli stivaletti che avevo comprato "per andare in città". Ma ho comprato in più dei calzini da mettere sopra i collant negli stivaletti per il freddo, "nel caso" li indossassi.

 

Questo perché non posso portare dei tacchi così alti se non ho il massimo comfort. Ho 53 anni non 15 e un piede rotto: detesto avere i piedi freddi d'inverno.

 

E presto andrò in città: sono rimasta qui  negli ultimi giorni affinché qualcuno avesse la sua fiaba - e anche io. Volevo trascinarlo nella mia fiaba autunnale, lo ammetto.

 

Perché ci sono situazioni surreali che capitano ancora,  mentre altre, ancora più surreali, come la storia del gigolò "rimorchiato" (brutta parola) in discoteca, che sono ancora più surreali e posso tranquillamente escludere che capiteranno a me. Io sono così avara, che non tirerei mai fuori i soldi per "comprare": è solo quello il motivo. "I want your love, as long as it is free". Quando si tratta di quello, occorre fare una scelta decisa e immediata.

 

 

Comunque, cara Michelle, al gigolò Julian non si chiede "una volta sola": perché solo una? Sminuisci te stessa e anche lui. Devo io insegnarti cosa si dice ad un gigolò? Prova a circondarlo con le tue braccia di accaio, se ci riesci: perché è questo quello che vuole. Del proxy non mi potrebbe interessare meno: dall'altra parte c'è una persona, debolissima  e molto molto mite - ma avara.

 

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Il Sole che sorge colpisce Elisa negli occhi anche oggi e la abbaglia. le sembra più forte: la posizione del Sole nel cielo non è mai la stessa.

 

Se sabato scorso invocai il Sole e gli dissi "I do mind what I have lost" e lui capì che mi doveva dare qualcos'altro, oggi gli chiedo di aiutarmi con questa avarizia che mi rovina la vita e neanche me ne sono resa conto per decenni. E' vero, io fui e sono ancora vittima di persone incredibilmente avare, che anche loro non si rendevano conto di esserlo in modo surreale. Ma quando il denaro è sul mio conto bancario è solo colpa mia e io me ne rendo conto eccome.

 

"Nessuno è perfetto" è una litote, significa "tutti hanno difetti molto! gravi" : alcuni sono uomini travestiti da donna, altri sono donna sì, ma molto molto avara. Quando insiste, occorre dirglielo. 

 

 

La mia avarizia è talmente grave che per poco non uccide anche me. Sempre me ne pento, e sempre ripeto lo stesso errore la volta dopo e ricordo chi nel passato è stato ancora più avaro con me.

 

Io nel 2001 volevo donare tutti i miei risparmi (con un posto molto precario e nessun patrimonio) a mia madre, perché si voleva separare da mio padre e pensavo che avrebbe avuto bisogno di comprare un appartamento per lei: quindi tanto avara non ero, almeno per i familiari. Ho poi scoperto che era lei tenuta ad investire il suo denaro, non poco, per me in quel momento, perché sia lei sia mio padre avevano sempre risicato denaro da altri e ne avevano parecchio in più per i figli. In effetti erano proprio! tenuti a spendere per favorire lo sviluppo dei figli e loro discendenti. Quindi io o sono avara oppure quando sono generosa lo sono con persone avare con me (surreale), con cui non dovrei assolutamente esserlo: l'avaro è uno che spende il suo denaro sempre male. Diverse volte in effetti mi sono pentita di aver aiutato persone che avrei dovuto lasciar cadere perché non meritavano, era solo colpa loro - e il mio cattivo sangue si trasforma in pietra: non posso tornare indietro. Per questo, quando c'è da acquisire o spendere parecchio denaro, non voglio più prendere la decisione da sola.

 

Le persone, anche i familiari per una vita, non sono quello che sembrano: bisogna sapere con chi si ha a che fare.

 

Ma ieri sera avevo pensieri diversi.... volevo comprare qualcosa, perché quel vetro tra di loro mi impressionava.

 

 

E qui ha ragione lui: "Non c'era bisogno": il vetro se deve cadere cadrà da solo. Poi, se uno non guarda i fotogrammi successivi, sembra che non ci sia alcun vetro e la carezza è vera.

 

E anche io, dietro il vetro, non sembro così avara.

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Nel suo sabato sera senza internet, Elisa ha trovato anche una sua rara foto del 2016 in cui ha i capelli a posto:

 

 

Sembra una bella persona: persino dolce, no? In realtà è proprio così, se la si lascia tranquilla. Se la si ricatta, la si spinge, la si tira, diventa più quella della foto del profilo.

 

Però ha degli occhi enormi, come Louise....

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Ieri sera Elisa è rimasta completamente senza internet, solo con un cellulare comprato nel 2005, il mitico Motorola V3, il quale dopo 20 anni fa ancora egregiamente il suo lavoro.

 

E ha ricordato le sue serate di 30 anni fa, in cui c'erano libri, musica e studio di varie materie di cui era appassionata: non questo disordine di contenuti di diversi Paesi. spesso tossici, che ti risucchiano.

 

E in più in queste serate ora, dato che suonando non disturberebbe alcuno neanche alle due di notte, ci sarebbero anche due strumenti musicali e canto, oltre alla cura della persona.

 

...e tante altre cose per cui ci vorrebbero infinite ore e infinite energie.

 

E pensato questo Elisa è andata in discoteca e ha convinto un gigolò italiano a passare con lei tutta la notte, notte in cui gli ha impartito una lezione di grammatica italiana - una delle sua materie preferite 40 anni fa. E per la disperazione o per mancanza di interesse per la stessa materia o forse altri impegni ben comprensibili, egli la mattina si è volatilizzato, mentre lei, senza tirar fuori un singolo euro, ripristinava la connessione ad internet a 10 Mb/s, sufficiente. Anzi, ha risparmiato ben 4 euro.

 

Ma il gigolò ha lasciato la porta da lui stesso costruita - non! da lei, che ben sapeva di essere un'arrogante intellettualoide e anche molto avara, una che "non è in grado di". Certo che fallisce. Ma chi volle la porta, ora deve accettare che essa rimarrà fino alla fine del tempo loro.

 

 

Altra cosa interessante che Elisa trovò ieri sera mentre metteva a posto i suoi files con la canzone "I like it rough" di Lady Gaga in sottofondo, un disco regolarmente comprato: la foto di un tramonto su Marte.

 

 

C'erano anche le meravigliose foto del trasporto del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio, in Toscana, fino al porto di Genova:

 

 

Quella canzone ora sembra anch'essa surreale, dato quello che successe alla cantautrice stessa all'età di 19 anni e che quando la canzone uscì, ella non aveva rivelato: sempre i soliti problemi, i quali occorre "essere capaci" a trattare.

 

 

E qui ragazzo mio, sei messo male perché hai a che fare con il migliore al mondo: lei in quello "è capace", purché non diventi implacabile.

 

Infatti quasi quasi le è dispiaciuto di aver ripristinato internet così in fretta, si aspettava di restarne fuori alcuni giorni: voleva vedere se tu sentivi la sua mancanza e se avresti capito a cosa era dovuta:

 

All'incredibile avarizia di lei, che lei sempre paga.

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elisa.rabaglino più di un mese fa

The "morning Sun" of the song at dawn irritated her, because "it brought the same fights" also today. Suddenly its rays went directly into her eyes, which can happen only at dawn where she is sitting.

 

So she decided to fight against the damned Sun. too, and not to allow him, to spoil her day. Of course the Sun does not scare her!

 

 

No, that can't be bad. Insomma, ci si accontenta - o almeno, lei si accontenta per adesso.

 

Tra l'altro, il Sole lo aveva invocato lei stessa poco prima, ricordandogli che lei "si dispiaceva sì per quello che aveva perso" e chissà che esso in quanto divinità non le abbia dato qualcos'altro.  Il Sole  è un po' un simbolo di quello che piace a lei, la consapevolezza, la lucidità, la luce, quello che si oppone aille cose oscure.

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Gli uomini si aspettano che gli si chieda: ma quando una deve chiedere, cosa dice? Buona fortuna. "Bonne chance".

 

 

Questi due, Julian e Michelle, si incontrano per sbaglio: lui aveva preso lei per un'altra. La signora si mostra di alta classe ("Puis-je?" che è una forma veramente elitaria, quasi finta, non mi piace per nulla), ma poi quando deve negoziare, d'un tratto cambia standard (cosa abituale per quel livello sociale "non sono tutti uguali") e usa un linguaggio volgare e offensivo.

 

Azione e reazione:  lui non solo rifiuta, ma nega di essere quello che le ha appena fatto capire onestamente che è. Le rinfaccia di averlo addirittura adescato, di aver voluto lei che lui andasse al suo tavolo e la offende a sua volta ("Bonne chance", dato che come donna non vali nulla tu, chiedi una volta sola a uno che si vende). Un disastro da manuale.

 

Comunque la vittima è lui; infatti poi lei fa di tutto per recuperare.

 

La donna non ha natura aggressiva: purtroppo però in certe situazioni occorre esserlo e quando deve esserlo, diventa molto molto aggressiva, per lei non è "tanto per vedere come la controparte reagisce". Comunque io non avrei mai usato quei termini con nessuno. Cosa avrei detto io? In quella situazione ovviamente c'è un errore, se un gigolò si sedesse al mio tavolo farei un sorriso per la stranezza della situazione e lo lascerei andare - oppure avrei il sospetto che qualcuno avesse organizzato qualche pasticcio alle mie spalle e me la prenderei con costoro. Per mia fortuna io sono una molto molto difficile: è una fortuna.

 

La soluzione del problema è che lasci perdere, perché non puoi chiedere in quei termini e devi.

 

A meno che....non ci sia qualche modo di chiedere senza fare la figura della morta di fame o offendere. Se ci fosse, lo troverai se è necessario: sei avvantaggiata, perché tra te e lui il più morto di fame è lui. Comunque non lo potrai usare più che una sola volta nellla vita - e nessun' altra potrà, perché non sarà adatto a quella donna né alla situazione né alla controparte. Così rare sono le cose, le persone e anche le situazioni: è surreale. Questa sensazione di surrealtà "trasforma in pietra il tuo cattivo sangue" e hai la sensazione di non poter fare nulla.

 

E quindi è assolutamente necessario che tu non faccia nulla. Lo era sempre stato. Tu non dovevi rispondere a chi ti bussava alla porta. cosa ti è preso?

 

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Un medico australiano, Barbara O'Neill, che io seguo su Youtube, dice che occorre dormire otto ore, dalle 22 alle 6. Be' io preferisco dalle 23 alle 7, perché ceno tardi, verso le 20:30. Dovrei cercare di cenare prima.

 

Comunque, se uno oggi si fosse alzato alle 5:30 perché era già sveglio da ore e avesse avuto il privilegio di aspettare l'alba, ecco la canzone giusta:

 

 

Lei ha capelli decisamente più belli dei miei e una voce più potente. Con una voce del genere, direi che sta anche meglio non acconciata, non truccata e con vestiti qualunque. 

 

In versione karaoke. per me leggermente alta ma fattibile (figuriamoci se non si metteva in competizione con la donna più giovane!):

 

 

 

Dunque: io non ho jeans strappati (non mi piacciono) e non ho una chitarra acustica (per avarizia mai la comprai), ma la mia elettrica rosa andrebbe bene lo stesso - se la suonassi ancora. Naturalmente le onde di Elisa più giovane più orientale sono gli alberi di Elisa più anziana più occidentale, che neanche prova ad uscire di casa....perché a casa non c'è nessuno da ritrovare, poi ritornando. Sarebbe inutile: fuori o dentro ha gli stessi pensieri. Uscirà per ritirare le piante rimaste fuori, perché ora rischiano di gelare.

 

"In a thousand trees, a million trees oh still....I look for love - and all I see is your face".

 

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Elisa il Doktor ha registrato la prima strofa della canzone, ma purtroppo non si può caricare su Libero Community. Ci vorrebbe Whatsapp o Skype o una casella di posta elettronica. Poco male, perché tanti anni fa Elisa fu presa poco sul serio perché per hobby suonava e cantava: lei fino ai 14 anni era una allieva musicista professionista dopotutto. Era un pretesto di persone poco competenti, che non conoscevano i fatti e hanno confuso Elisa con altri solo apparentemente simili. Il punto erano molte caratteristiche minoritarie per quel reddito.

 

La morale è che la vita è una sola e se io, Elisa / Dr. Elisa Rabaglino, occasionalmente canto o suono.

 

tu mi devi accettare come sono

 

e come ero. Ascoltano gli alberi, e non tu? L' altra Elisa ha voce simile e riesce a cantare tutta la canzone fino alla fine, io competo con lei per una sola strofa, poi perdo il fiato: va avanti lei per me.

 

Però io ho una voce più sensuale, con timbro più vario: ammettiamolo. La prima strofa, sono meglio io hehe. Purtroppo essa dura 42 secondi: restano un minuto e 18 secondi. [Veramente Elisa ha già registrato tutta la canzone, ma il suo tempo massimo è 1:11 - poi diventa incostante, non è più all'altezza della bellissima melodia. Proprio ora mi rendo conto che due minuti sono lunghissimi].

 

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elisa.rabaglino più di un mese fa

Un'altra storia che comincia male e continua come può: nessuno sa se lei alla fine, mentendo, riuscirà a tirarlo fuori di prigione. E' innocente sì, ma mentire non è una buona tecnica, era meglio che si desse da fare per indagare e trovare una prova che lo scagionasse.

 

 

E qui è lei che all'inizio "chiede", fa la morta di fame. la moglie infelice e insiste parecchio e vuole pagare: ma sono i soldi di suo marito, pasticciona. D'altronde lui non può non accettare il lavoro: è un gigolò molto professionale e lei è una buona cliente.

 

Insomma: non bene questi due, Julian e Michelle: il messaggio del film è che non importano le barriere sociali o il passato e anche che le donne di alta classe sociale se la passano peggio di quanto uno si aspetti, però potevano raccontare un' altra storia.

 

E poi non si trattava di chiamare ma di vedere in persona per qualche secondo, perché lei non è fotogenica quanto il suo Mauri. "Le due di notte": quelle di lei o quelle di lui?

 

By the way: io non mi prenderei mai un gigolò, ma neanche come semplice accompagnatore: io ho il mio Mauri.

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elisa.rabaglino più di un mese fa

It happens in life - to me, too, many years ago - that sometimes you insist very much that you should get a certain position, you are more than convinced that it is necessary: you are desperate for it - only to realise later on, that there was a better one for you.

 

And what if then you preferred the second position? You are free and you would prefer to be prisoner? The second was "spare": there would be it, if you had not managed to get the one you wanted first. You insisted so much, you put up a tremendous fight and you got it - and you engaged yourself. Aggressive: see that I am right as I say that you should never push, but let things happen instead. You convinced me to help you, in addition. This was not in my interest: I was a fool. You were naturally coming to me hehehe - and with my fictitious help I pushed you away.

 

 

Well, that is no real fortress, is it? In the end anybody is free to get in and go out as they wish. If I answer: but I will, because it is not possible not to answer here.

 

And then I had said it:

 

 

I have unfortunately to keep my fancy (the opposite fancy) for myself. Mauri is the only one who wants to be prisoner here with me, all the time.

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